
di Antonio Romio
Non vi è giorno in cui non si festeggi una avvenimento gioioso:c’è la festa del papà, della mamma, degli innamorati, del bacio, dell’abbraccio, dell’albero, della terra, della pace, dell’acqua, ecc. ecc.
Durano un solo giorno, ma che dico, qualche ora. Poi tutto nel dimenticatoio: promesse, giuramenti, buoni propositi, parole d’Amore.
Dopo, al loro posto ecco subentrare l’odio, l’intolleranza, le bugie, le liti, le botte, la distruzione degli ambienti. Ma… lasciamo perdere perché, se riflettiamo bene, tra tutte queste feste si nota “ una grave Dimenticanza” e, il fatto strano è che nessuno ha pensato di aggiungerla all’elenco.
Eppure è la più festeggiata, la più venerata, la più rumorosa. Si spara tanto, notte e giorno; dura mesi e a volte persino anni. La gente si riversa nelle strade impazzita; corre, grida, piange cosi intensamente che alla fine senza forze cade a terra, tinta di rosso, e non si alza più. E’ davvero una gran bella Festa!
Sì, avete capito il riferimento. Perciò diamoci da fare, facciamo presto, ripariamo a questa “ grave Dimenticanza”, tutti felici per onorare la “Festa della guerra”.
E, per completare l’opera, non sarebbe giunto il momento di assegnare anche il premio “Nobel per la guerra”? Qui, però, le cose potrebbero complicarsi, la scelta si presenta difficile in quanto i candidati sarebbero due, e tutti e due ugualmente meritevoli(?). Ma, con po’ di buona volontà, si può fare. Ma come?, in tanti si domanderebbero. La mia risposta?, eccola, non mi tiro indietro: “Almeno per una volta soltanto si potrebbe raddoppiare l’assegnazione del premio Nobel per il medesimo evento, per buona pace di tutti.
I nomi? Non sta a me indicarli. Li conoscete benissimo, sono sulla bocca di tutti”.
Nota di Antonio Romio


