
Ancora una volta, invece di unire, il Sindaco ha contribuito a disgregare. Ora usa il sito istituzionale del Comune per commenti politici, in un tentativo confuso di coprire il mancato successo del centrosinistra.
Le elezioni provinciali, pur essendo di secondo livello, rappresentano comunque un momento di democrazia e un’occasione per misurare responsabilità e meriti. Proprio per questo desta profonda preoccupazione l’ennesimo utilizzo improprio del sito istituzionale del Comune da parte del Sindaco Flavio Stasi, che ha pubblicato commenti politici sulle elezioni che hanno portato all’elezione di Biagio Faragalli alla guida della Provincia di Cosenza.
Non è la prima volta che accade. Ancora una volta, il Sindaco dimostra di avere più a cuore la propria narrazione politica che il ruolo istituzionale che ricopre. In passato ha disgregato invece di aggregare, seminando divisioni e creando confusione tra le diverse anime del centrosinistra. Oggi, da Sindaco, sembra voler usare il sito ufficiale del Comune per correggere in parte questo mancato successo, con un intervento che appare confuso e autoreferenziale più che informativo.
Il punto è chiaro: il Sindaco ha tutto il diritto di esprimere le proprie opinioni politiche, ma esistono strumenti appropriati per farlo, come le proprie pagine social o le sedi di partito. Trasformare il sito istituzionale del Comune – che appartiene a tutti i cittadini – in una tribuna per commenti politici personali è inaccettabile.
Va inoltre ricordato un dettaglio fondamentale: nel suo intervento il Sindaco analizza la sconfitta del centrosinistra senza ammettere che tra i principali responsabili di quella sconfitta c’è proprio lui. Questa omissione, unita all’uso improprio degli spazi istituzionali, rende ancora più evidente il tentativo di piegare la realtà a una narrazione personale.
La comunicazione istituzionale dovrebbe servire a informare i cittadini, promuovere iniziative pubbliche e garantire trasparenza. Usarla per giustificare scelte politiche o coprire mancati risultati è un’operazione che danneggia la credibilità dell’ente e offende la fiducia dei cittadini. È necessario ristabilire con chiarezza i confini tra ruolo politico e ruolo istituzionale, prima che la confusione diventi la regola.

