
Il mese di marzo è strettamente connesso alla vita e alla crescita del Centro Storico di Corigliano. Era il 23 marzo del 1924, difatti, allorquando venne inaugurato il Monumento ai Caduti.
Il Monumento ai Caduti – interessato negli scorsi anni da un “restauro conservativo” fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Flavio Stasi – è composto da tre gradoni e alto basamento, su cui è posizionata la scultura in bronzo raffigurante un soldato che protegge una madre con il Bambino. Sul basamento sono presenti quattro tondi in bronzo con raffigurazioni simboliche: ali di un’aquila, volto di leone, una stella e un fucile sovrapposto ad una bandiera. Sui gradoni sono state posizionate le lapidi con i nomi dei Caduti durante il secondo conflitto mondiale e una ghirlanda, composta di foglie di alloro e di quercia, che reca l’iscrizione dedicatoria dei cittadini coriglianesi emigrati in Argentina.
Da una notizia apparsa su “Il Popolano” del 10 marzo del 1923, si legge come il primo incarico per la realizzazione del Monumento ai Caduti di Corigliano era stato affidato allo scultore Luigi Guacci. Nello stesso anno, lo scultore giunse a Corigliano per una ricognizione del luogo nel quale sarebbe dovuto sorgere il Monumento, e dichiarò che presto avrebbe inviato il bozzetto. Nella delibera comunale (n. 1 del 20 marzo 1924), che fa riferimento all’inaugurazione del Monumento prevista per il 23 marzo, si precisa, però, come la scultura sia opera di Torquato Tamagnini. È probabile che lo scultore abbia realizzato l’opera sul bozzetto di Guacci. Nel 1942 la statua scolpita da Tamagnini fu smembrata dal Monumento e venne fusa, mentre le restanti parti trasferite in altri luoghi. Solo nel 1983 l’Amministrazione Comunale deliberò il riposizionamento del Monumento e la realizzazione di una nuova statua. La statua attuale, copia dell’originale, è stata realizzata dal noto scultore coriglianese Carmine Cianci e venne inaugurata il 23 novembre del 1984.
FABIO PISTOIA


