
La SS106 continua a uccidere. Incidenti, feriti e morti scandiscono da anni la quotidianità di una strada che è diventata simbolo dell’inerzia istituzionale.
Tre vite spezzate negli ultimi tre anni in quella che è stata ribattezzata “curva della morte” al km 328+900 nelle adiacenze della zona Toscano-Nubrica.
Il recente tragico incidente nei pressi di Sibari è solo l’ennesimo episodio che conferma una situazione assurda e ormai fuori controllo.
Nel tratto di Torricella, dal luglio 2019 ad oggi si sono verificati numerosi incidenti gravi, tra cui due mortali tra il 2024 e il 2025. Vite spezzate che si aggiungono a una lunga scia di sangue che da anni accompagna questa strada.
Da oltre sei mesi il Sindaco di Corigliano-Rossano ha annunciato la realizzazione di una rotatoria a Torricella, ma a distanza di sei mesi non esiste ancora alcuna informazione pubblica sullo stato dell’iter amministrativo, sui tempi di realizzazione o sull’avvio dei lavori.
Nel frattempo, il tratto che va dall’incrocio di via Santa Lucia fino alla fine della zona industriale resta uno dei più pericolosi dell’intera SS106. Incroci notoriamente critici come via Santa Lucia, Torricella, McDonald’s, strada del Salice, PAC 2000 continuano a essere attraversati ogni giorno da migliaia di automobilisti, lavoratrici e lavoratori che, per recarsi sul posto di lavoro, sono costretti a mettere a rischio la propria vita. Tutto questo accade perché mancano le adeguate e necessarie misure di sicurezza, nonostante progetti di rotatorie esistano da anni e giacciano nei cassetti di ANAS.
Tutto ciò non è più tollerabile. Il Sindaco non può limitarsi agli annunci: deve essere conseguenziale. Faccia partire il cantiere di Torricella che aveva annunciato sei mesi fa e incalzi ANAS affinché si passi finalmente dalle parole ai fatti realizzando le altre rotatorie di sua competenza.
Nessuno può continuare a dormire sull’assenza di sicurezza su questa strada.
La Regione Calabria non può continuare a osservare in silenzio. Ogni ritardo ha un costo altissimo, pagato in termini di vite umane.
Non siamo i primi a denunciare questa emergenza. Da anni l’associazione “Basta Vittime sulla SS106” porta avanti con determinazione una battaglia di civiltà per la sicurezza di questa strada, mantenendo alta l’attenzione pubblica su un problema troppo spesso ignorato. Oggi, però, è arrivato il momento che tutte le forze sociali, politiche e civiche si interessino concretamente di questa tragedia annunciata.
Abbiamo già inviato formali missive di sollecito ad ANAS, alla Regione Calabria e al Comune di Corigliano-Rossano, e continueremo a vigilare con la massima attenzione affinché ciascun ente faccia fino in fondo la propria parte.
Diciamo chiaramente che il tempo della pazienza è finito e chiediamo l’immediata calendarizzazione degli interventi, l’avvio dei cantieri e la massima trasparenza sugli iter amministrativi.
Invitiamo tutte le forze politiche, i movimenti, le associazioni e i cittadini a unirsi a questa battaglia. La SS106 non può più essere ricordata come “la strada della morte”.
Vogliamo continuare a credere nelle istituzioni e riteniamo che questa possa rappresentare per esse un’importante occasione per dimostrare concretamente ai cittadini di essere dalla loro parte; anche per questo rivolgiamo un invito diretto al Sindaco di Corigliano-Rossano affinché sposi fino in fondo questa battaglia e se ne faccia promotore in prima persona, mettendoci la faccia e assumendo un ruolo di guida e di pressione costante nei confronti di ANAS.
La sicurezza sulla SS106 deve diventare una priorità dell’agenda amministrativa, non un tema da affrontare solo a parole o sull’onda dell’emergenza.
Chi ha responsabilità istituzionali scelga oggi se stare dalla parte della vita o del silenzio.
