
Un grave errore. L’amministrazione Comunale ha deliberato per il completamento e la destinazione d’uso dell’edificio storico del Pendino già oggetto nel passato di un intervento di restauro non portato a compimento, ma a buon punto e se non vado errato anche con una destinazione d’uso specifica che ne prevedeva l’utilizzo ad ostello della gioventù.
Questa amministrazione ha deciso di completarne il restauro mediante l’utilizzo di fondi PNRR e questa mi sembra una cosa giusta e corretta, anche se forse un po’ in ritardo, visto che l’edificio era lì in attesa di completamento prima che gli interventi di restauro fin qui realizzati venissero completamente vanificati dall’ingiuria dell’abbandono.
Quello che lascia molto perplessi è la decisione, resa pubblica con delibera di giunta, di mutare la destinazione d’uso dei lavori già realizzati, e qui potrebbero addirittura configurarsi comportamenti discutibili sotto il profilo giuridico amministrativi, ma di destinare la struttura a supporto dei servizi di cui abbisognano gli extracomunitari che prestano la loro manodopera nel campo dell’agricoltura.
Affermo ciò, in vero, con beneficio d’inventario, avendo fatto uno sforzo enorme di interpretazione di quanto contenuto nei documenti ufficiali e di commento che i nostri amministratori hanno emanato.
Infatti colpisce il metodo adottato da tutti i membri della giunta con Sindaco in testa, di evitare attentamente di affermare con chiarezza che si tratta di una struttura di accoglimento e di ospitalità e forse gestione(!) a vario livello dei nostri lavoratori agricoli extracomunitari!
Invito tutti coloro che hanno a cuore la questione di leggere attentamente i comunicati ufficiali: giri di parole, vaghi riferimenti, termini burocratici insomma emerge chiaramente l’imbarazzo se non il timore di fare un comunicato chiaro che tutti i cittadini di Corigliano possano capire:
“Il pendino viene destinato all’accoglienza degli extracomunitari”.
Per non essere frainteso, qualora ve ne sia necessità, io penso che il dovere di uno popolo civile non sia quello di ACCOGLIERE uomini e donne migranti ma ancor più di INTEGRARE nel corpo vivo e pulsante della società i migranti!
Ed è a proprio questo punto dell’analisi che elevo il mio distinguo dall’operato di quest’Amministrazione, non per il gusto di fare il bastian contrario, ma per esprimere anche da responsabile di un partito nazionale un parere motivato:
Un grave errore!
Con questa operazione si commette un grave errore sia sotto in profilo urbanistico che sociale.
Essendo infatti la struttura completamente decentrata e non collegata in alcun modo al resto del territorio, con questa destinazione d’uso si comprometterà l’esito futuro dell’integrazione degli extracomunitari che dovrebbe invece essere l’obiettivo primario a medio e lungo termine dell’ente pubblico, determinandone invece di fatto l’apartheid.
Rischiamo di realizzare, ed il tono dei comunicati ufficiali sopra richiamati probabilmente stanno a dimostrarlo, un ghetto razziale e sociale commettendo l’imperdonabile errore che si sostanzierà di fatto, visto la collocazione, nella cancellazione di quella parte di territorio “ Il Pendino”dalla fruizione di tutta la cittadinanza.
Stiamo attenti a quel che facciamo oggi ma anche e sopratutto alle conseguenze che avranno nel tempo quel che si mette in campo.
Mario Gallina, segr. PRC
