
L’asse interregionale della droga tra la Calabria e le Marche: i figli Cataldo e Domenico finiti in carcere, l’ex boss ai domiciliari
CARIATI – Era trentenne un trentennio fa, Antonio Cicciù (foto), quando decise di “cambiare vita” e di confessare ai magistrati antimafia di Catanzaro i suoi numerosi omicidi, inimicandosi i capi-‘ndrangheta d’allora che glieli avevano commissionati, lui che era uno spietato e sanguinario “azionista”, tra i capi della ‘ndrina di Cariati, che fino ad allora aveva risposto sempre “presente” all’appello dei più importanti mammasantissima della Sibaritide che all’occorrenza lo dotavano di pistola o fucile per eliminare il nemico di turno nella prima guerra di ‘ndrangheta della Calabria settentrionale, da Sibari a Cirò Marina nel Crotonese, passando per la “sua” Cariati. LEGGI ARTICOLO COMPLETO
