
La discussione che in questi giorni si è riaccesa attorno al trasferimento del Punto nascita rischia, ancora una volta, di essere strumentalizzata in chiave campanilistica, distogliendo l’attenzione dal vero nodo politico e amministrativo della sanità nell’area ionica cosentina.
Siamo chiari: la questione non sono i singoli reparti.
Se davvero volessimo impostare il dibattito sul piano del campanilismo, allora bisognerebbe pretendere nell’immediato anche lo spostamento di Oncologia, Nefrologia e di tutte quelle unità che negli anni sono state collocate in un presidio piuttosto che in un altro. Ma questo non è, e non sarà mai, il nostro approccio.
Il problema vero, quello che nessuno sembra voler affrontare fino in fondo, è un altro:
quali sono i tempi reali di apertura dell’Ospedale Unico della Sibaritide?
Qual è il cronoprogramma ufficiale e dettagliato degli spostamenti dei reparti?
Quale sarà la dotazione di personale medico, infermieristico e tecnico necessaria a rendere pienamente operativo il nuovo ospedale?
Senza risposte a queste domande, ogni trasferimento diventa un atto estemporaneo, privo di visione, e ogni riorganizzazione si trasforma nell’ennesimo annuncio destinato a rimanere sulla carta.
Da anni denunciamo che l’Ospedale Unico viene utilizzato come alibi politico per giustificare chiusure, accorpamenti e depotenziamenti dei presìdi del Compagna e del Giannettasio. Presìdi che non sono mai stati in competizione tra loro, ma che hanno entrambi subito scelte calate dall’alto, sempre presentate come temporanee e puntualmente diventate definitive.
In questo contesto si inserisce anche la vicenda dei 1,6 milioni di euro spesi per il reparto di Ginecologia. Risorse che avevamo già segnalato, tempo addietro, come inutilmente impegnate, proprio perché mancava – e manca tuttora – una decisione chiara sul destino finale delle due strutture ospedaliere. Oggi quella preoccupazione si rivela fondata: reparti ristrutturati, ma senza certezze sul loro utilizzo, mentre la Regione Calabria resta commissariata per disavanzo sanitario.
Riguardo ai sottoservizi e all’apertura dell’Ospedale Unico, l’ASP poco tempo fa aveva annunciato che, a partire dal mese di ottobre, sarebbero iniziati i trasferimenti nel nuovo ospedale. Oggi chiediamo al nuovo commissario dell’ASP di tenere fede a quell’impegno e di costituire in seno all’azienda una struttura dedicata esclusivamente all’apertura del nuovo ospedale, per gestire in modo coordinato trasferimenti, cronoprogramma e personale.
Restano poi aperti tutti i nodi sull’utilizzo dei due presìdi attuali e sull’organizzazione dei servizi territoriali nella città unica. Il nuovo ospedale, per essere realmente tale, non può essere caricato di tutti i servizi sanitari e sociali quotidiani, ma deve rappresentare un vero polo di eccellenza, coordinato con la rete territoriale.
La sanità pubblica non può essere governata con annunci, silenzi o operazioni di facciata.
Serve trasparenza, serve una programmazione credibile, servono risposte chiare su tempi, costi e personale.
Come consiglieri comunali continueremo a pretendere verità sul futuro dell’Ospedale Unico della Sibaritide e sul destino dei presìdi di Corigliano-Rossano, perché senza queste risposte la politica continuerà a essere terreno di propaganda e non strumento reale di tutela dei diritti e della salute dei cittadini.
I Consiglieri comunali
Sciarrotta – Movimento 5 Stelle
Candreva – Partito Democratico
Leonetti – Alleanza Verdi e Sinistra
