
di Francesco Marino Scarcella
C’è un silenzio diverso oggi a Corigliano Paese. Un silenzio che pesa, perché porta con sé un nome, un volto, un profumo che tutti ricordiamo.
Battista Aquilino, Battistielli per tutti, non c’è più.
Da tempo, come presidente della VII Commissione Attività Produttive e Commercio, sto lavorando a un progetto che nasce dal cuore: ricordare le botteghe di una volta, la Corigliano che eravamo, quella fatta di relazioni, di sacrifici, di serrande alzate all’alba e di luci accese quando il paese era ancora vivo nei suoi centri storici.
Un attestato di gratitudine per chi ha fatto la storia economica e sociale dei nostri vicoli, anche quando quella storia non faceva rumore.
Oggi fa male sapere di non essere riuscito a consegnare personalmente quell’attestato a Battista.
Fa male perché lui non era solo un commerciante, ma un pezzo autentico della nostra identità collettiva.
La sua bottega di generi alimentari in Piazza del Popolo, al Palazzo Bianchi – allora cuore pulsante del paese, oggi Palazzo di Città – era un punto di riferimento.
Prima ancora, l’apertura in via San Francesco, vicino alla storica Pastillera.
Luoghi che non erano solo spazi, ma incontri.
Battistielli era, come lo ha descritto con grande sensibilità Anna Argentino, sua adorata nuora, nei racconti de “Le botteghe di una volta” di Giovanni Scorzafave, figlio della TERRA.
Un uomo semplice, ma innovativo. Tanto da essere tra i primi – forse il primo – a installare un’insegna luminosa, quando il futuro sembrava lontano e invece lui lo aveva già intuito.
E poi quei panini.
Indimenticabili.
Famosissimi.
Farciti come solo chi conosce la gente sa fare.
Tonno e sott’oli, diventati quasi un marchio, un rito, un ricordo che ancora oggi fa sorridere e stringe il cuore.
Sono legato ai suoi figli Piero, Franco e Mina da sentimenti veri.
Franco, in particolare, mi ha visto crescere.
Appena venti giorni fa la perdita della moglie di Battista, oggi questo nuovo dolore per la famiglia. A loro va il mio abbraccio più sincero, umano, fraterno.
Battistielli oggi non c’è più.
Ma resta.
Resta nella memoria di Corigliano, nei racconti tramandati, nelle piazze che hanno visto la sua luce accendersi ogni mattina.
Resta in quella Corigliano che non vogliamo dimenticare e che dobbiamo avere il coraggio di ricordare, raccontare, onorare.
Questo attestato, anche se non consegnato in tempo, gli appartiene.
Perché alcune persone non se ne vanno davvero mai.
Diventano memoria.
E la memoria, se custodita, è futuro.
Francesco Marino Scarcella
