
Le recenti dichiarazioni del senatore Rapani appaiono strumentali e fuori fuoco, configurandosi più come un esercizio di propaganda che come un’analisi seria delle responsabilità politiche.
Definire la città di Corigliano-Rossano come “senza guida” è un’affermazione priva di fondamento, che ignora deliberatamente l’impegno quotidiano dell’amministrazione e delle forze dell’ordine, costrette a operare con organici ridotti e mezzi insufficienti a causa di scelte assunte a livelli istituzionali superiori.
La guida della città si è manifestata concretamente attraverso l’attivazione del “tavolo della sicurezza”, convocato dal Prefetto su specifica richiesta del Sindaco Stasi nel giugno 2025 per definire strategie di prevenzione e coordinamento tra le istituzioni locali in risposta a episodi di criminalità. Chiedere oggi interventi straordinari come l’operazione “Strade Sicure” senza aver prima garantito i presidi ordinari dello Stato è un atteggiamento ipocrita, che rischia di usare l’Esercito come un “paravento” simbolico per nascondere anni di disattenzione istituzionale e la mancanza di una strategia nazionale seria.
In conclusione, la sicurezza è una materia troppo seria per essere ridotta a slogan o a “passerelle politiche” finalizzate ai comunicati stampa. Invece di alimentare polemiche che finiscono inevitabilmente per indebolire lo Stato, chi rappresenta il territorio nelle sedi decisionali dovrebbe spiegare quali risorse stabili e verificabili ha realmente ottenuto per rafforzare la legalità. Il territorio non ha bisogno di illusioni, ma di una presenza dello Stato che sia costante, solida e strutturale.
Affrontare la sicurezza solo con proposte di facciata è come cercare di curare una ferita profonda con un cerotto colorato: può nascondere il problema alla vista per un istante, ma non sostituisce la necessità di una cura strutturale e costante per garantire la salute del tessuto sociale
M5S – AVS– PD
Sciarrotta– Leonetti – Candreva
