
L’emissione dei dazi doganali da parte dell’America, sta rendendo sempre più concreto, il rischio default per il settore commercio.
Questa drammatica prospettiva è ormai sotto gli occhi di tutti, basta guardare un po’ i dati secondo i quali ogni giorno chiudono in media 1285 attività, a ben vedere sono numeri impressionanti.
Secondo il famoso quotidiano economico nazionale, Il Sole 24 Ore, nel 2025 chiuderanno circa 110 mila attività.
Non a caso ho voluto rimarcare queste cifre. Ho riportato ciò proprio per far capire all’opinione pubblica la drammaticità del momento che le attività commerciali, e non solo, stanno vivendo.
Ecco perché in questo contesto, è necessario far capire, cosa che la nostra Associazione sta cercando di fare in tutti modi, sia attraverso comunicati stampa nonché incontri con l’Amministrazione comunale, la necessità di avviare, al più presto possibile, quella collaborazione effettiva e operativa, che si deve porre in essere, attraverso tavoli di confronto. Tavoli attorno i quali far sedere rappresentanti delle Istituzioni comunali, regionali, nazionali, associazioni di categoria e imprenditori, al fine di studiare, in maniera organica e collettiva, tutte le soluzioni possibili, proponendo le progettualità necessarie per poter risollevare l’economia locale.
È opportuno sottolineare che più l’economia diventa debole, più si genera degrado, malessere sociale, con tutte le conseguenze che è facile immaginare nel campo della sicurezza pubblica e altro. Ma, non solo, siffatta condizione fa sì che il numero delle famiglie che non riesce più a fare fronte alle spese e quindi in preda alla disperazione, aumenti sempre di più.
Il messaggio che l’Associazione vuole trasmettere alle Istituzioni che hanno potere decisionale in materia, è quello di far capire che il settore commercio è parte integrante del tessuto sociale.
Si provi, solo per un momento, a pensare una città senza attività o servizi: sarebbe, in pratica, una città senza vita, completamente spenta. Perché ogni attività che chiude è una luce che si spegne. Non ascoltare la voce dei commercianti, significa non avere compreso l’importanza che questo settore riveste nell’ambito della vita sociale.
Settore che, in questo momento così difficile e di grave crisi economica, purtroppo rimane quello più vulnerabile.
Da qui il nostro appello che non può e non deve cadere nel vuoto: noi commercianti insieme a imprenditori e rappresentanti del settore, abbiamo la “ricetta” affinché si possano avviare iniziative, proposte, idee che potrebbero portare un certo “sollievo” al Settore. È chiaro però che senza ascolto, da parte della politica, le prospettive future si fanno davvero difficili, perché più si va avanti così e più la situazione precipita.
Il nostro è un appello disperato perché giorno per giorno, è questo lo affermo per esperienza diretta, gli incassi diminuiscono, il costo dell’energia elettrica è salito in maniera spaventosa, le tasse che comprimono il già risicato guadagno.
Il settore è in preda a un’onda negativa dalla quale non si riesce a venirne fuori. La maggior parte delle attività non rientra più nelle spese. Ecco perché l’unica via d’uscita rimane la chiusura.
Ormai non c’è più tempo da perdere: il Primo cittadino, insieme a tutti i componenti l’Amministrazione comunale, ci ascolti. Convochi i commercianti e tutti gli attori interessati, affinché vengano ascoltate le loro proposte, la loro voce, in quanto è necessario capire cosa hanno da dire e da proporre.
Uno dei principi cardine che da sempre ha contraddistinto l’attività dell’Associazione dei commercianti, è quello del confronto e della collaborazione. Solo attraverso ciò, secondo noi, si possono mettere in pratica idee e progetti che sono fondamentali per la crescita comune.
Il nostro compito è quello di essere come importante supporto alle istituzioni, altrimenti la nostra esistenza non avrebbe senso.
Sosteniamo questo perché i problemi reali e le probabili soluzioni, li conosciamo perché li viviamo ogni giorno.
Corigliano-Rossano 08.01.2026
Il Presidente Associazione
Commercianti Territorio di Corigliano
Vincenzo Natozza
