
di Gennaro TEMPESTOSO
Ed ecco arriva la fine delle festività natalizie e tanta tristezza che puntualmente, come ormai da anni, ci assale. Perché siamo tristi! Non perché le feste siano finite,
esse vanno e vengono e nessuno può fermare il tempo, ma perché tutti i nostri figli, la meglio gioventù, deve partire, emigrare, al nord o in paesi esteri in cerca di un lavoro dignitoso.
Che tristezza vedere le nostre case, strade, piazze, chiese, cinema, negozi e luoghi di ritrovo dei giovani svuotarsi. Che tristezza vedere famiglie e genitori preparare tante cose buone da mettere nelle loro valigie da far portare ai propri figli affinchè la nostalgia per la lontananza dalla terra natia e dai propri cari sia meno triste. Ma il sentimento di tristezza più forte è sapere che questo sciame migratorio fatta dalla bellissima gioventù calabrese non interessa a nessuno. Non ha risoluzioni. Non solo, ma i tanti che rinunciano a partire, per svariati motivi, e trovano lavoro sono costretti a farlo da sottopagati e sfruttati, cosa che tutti sanno e che nessuno dice, oppure a sbarcare il lunario facendosi aiutare dai propri cari. Che tristezza. Ecco questa è la Calabria, terra infelice per tantissime persone, dove non esiste un lavoro sicuro per tutti i nostri figli, dove il reddito pro capite è il più basso d’europa, dove eccelliamo agli ultimi posti in quasi tutte le categorie, dove anche per curarsi si è costretti ad emigrare per non morire perché non vi è una SANITA’, dove i ponti crollano e non si riparano, dove si è costretti a morire su strade obsolete come la nostra 106 definita giustamente la strada della morte, dove i collegamenti ferroviari e l’alta velocità sono ancora lontani , dove i collegamenti con gli aeroporti sono quasi inesistenti, dove ancora oggi l’acqua corrente c’è solo fino alle 14:00 e per lavarsi bisogna aspettare il domani, dove i centri storici si svuotano perché non rivalutati a dovere per mancanza di nuove strade, di manutenzione ordinarie e straordinarie, di risanamento delle condotte idriche. Le colpe di chi sono, di nessuno, sono sempre di chi ha governato precedentemente, chi governa oggi lo Stato, i comuni, le provincie, le regioni sono immuni, perchè le hanno ereditate ed è per questo che nessuno deve lamentarsi e tacere. Ci sarebbe tanto da dire, da scrivere, ma meglio che mi fermi, chiedo scusa solamente per avervi tanto rattristati con questi miei tristi pensieri.
Corigliano Calabro, 07/01/2026 Gennaro TEMPESTOSO

