
Un altro anno sta per andare via. Tutto scorre, tranne la figura e l’opera delle persone care. Come il ricordo, sempre vivido, di Marilena Amerise, giovane e brillante ricercatrice coriglianese, prematuramente scomparsa nel 2009 sotto il cielo di Roma.
Nata nella nostra Diocesi, ma chiamata da Dio ad offrire la sua opera di esperta e studiosa alla Chiesa universale, da molti anni Marilena era impegnata al servizio del Pontificio Consiglio per la Cultura, nel quale lavorava e per conto del quale aveva assunto il coordinamento dell’importante Progetto Stoq per il dialogo tra scienza e teologia.
L’impegno profuso dall’Associazione Marilena Amerise, sodalizio che lodevolmente promuove iniziative culturali, ed i genitori di Marilena, entrambi stimati professionisti, ma soprattutto persone dotate di grande umanità e sensibilità, non conosce sosta. Una vera e propria missione che abbraccia l’intero territorio nazionale ed è rivolta in particolar modo alle nuove generazioni, nel solco degli studi e delle ricerche condotte da Marilena. È il caso della dott.ssa Federica Candido, che nei mesi scorsi ha consegnato ai genitori di Marilena il volume “Scegliere la Verginità. Donne e ascesi nei primi tre secoli cristiani (Fundamentis novis, 9)”, pubblicato da Città Nuova, vincitore del Premio intitolato alla nostra illustre concittadina.
È opportuno ricordare, a tal proposito, ciò che ha dichiarato il Rettore dell’Università Lateranense, in occasione del convegno dal titolo “A servizio della Cultura e della Ricerca: il contributo di Marilena Amerise”, dedicato alla sfortunata ragazza ad un anno dalla scomparsa: “Marilena, nel disegno misterioso di Dio, è stata e continua ad essere un fiore che riempie di gioia il nostro cammino”.
FABIO PISTOIA
