
Il suo nome è Safia Faid. La conosco ormai da anni, essendo impegnata nel mondo del sociale e del volontariato. È una giovane concittadina di Corigliano-Rossano che,
con la sua esperienza di vita, fornisce in modo esemplare la necessità del valore della diversità e della cultura della disabilità per comprendere al meglio l’importanza delle differenze, intese come risorse e mezzi di crescita per l’intera collettività.
Safia è una ragazza dalla straordinaria sensibilità e cultura, tra i pilastri dell’Associazione “Unione è Forza” che persegue i medesimi obiettivi, e che stimo molto per ferrea volontà e spirito di iniziativa. Oggi, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, ripropongo una sua toccante testimonianza, perché esaustiva e più che condivisibile. Grazie Safia.
“Avevo all’incirca otto anni quando iniziai a capire cosa significasse vivere con una disabilità. Prima di allora non sapevo, in prima persona, cosa volesse dire. Ricordo che l’unica sfida che avevo affrontato era imparare ad andare in bici senza rotelle e, senza accorgermene, poco dopo dovetti imparare a muovermi in sedia a rotelle. Crescendo, imparai che la vera sfida non era andare in bici senza rotelle, ma vivere tra sguardi che escludono e parole che pesano. La vera sfida sta nel far capire che la disabilità non definisce la mia persona. È solo una parte della mia identità, che si intreccia con passioni, talenti e sogni.
Per questo motivo è fondamentale promuovere una cultura dell’empatia e del rispetto, che dia valore alla diversità e riconosca che ciascuno ha qualcosa di unico da offrire. Un pensiero essenziale è che la società ha la responsabilità di eliminare gli ostacoli, garantire pari opportunità e celebrare la diversità. Inclusività significa creare un mondo in cui tutti possano vivere con dignità e autonomia, riconoscendo che le differenze sono una risorsa, non un limite”.
FABIO PISTOIA

