
In occasione della giornata internazionale (25 novembre), contro la violenza sulle donne, l’AUSER Corigliano e SPI CGIL si mobilitano insieme perché nella Scuola di ogni ordine e grado si introduca, come materia irrinunciabile, l’Educazione sentimentale,
per la cultura del rispetto e della parità di genere; un percorso che ha l’obiettivo di favorire un ambiente inclusivo, dialogante e aperto per contrastare ogni forma di violenza sull’altro/a. Tutti i giorni notiamo, nell’ambito maschile, atteggiamenti, modi di fare propri di una cultura patriarcale. Il potere è ancora nelle mani degli uomini, mentre le donne hanno ruoli secondari, subiscono abusi, mobbing, stalking, violenze sul posto di lavoro, nelle proprie case, per strada, solo per il semplice fatto di essere donna; pertanto, è molto più facile negare loro anche i diritti fondamentali. Educare alla parità di genere nelle scuole e ovunque sia opportuno, significa smantellare gli stereotipi fin da quando si è piccoli. Aiutare le nuove generazioni compete principalmente alla Scuola che, accanto alla famiglia, offre strumenti idonei, capaci di sviluppare una mentalità più giusta, non giudicante e soprattutto aperta alle differenze e alle sfide che ci attendono.
In ricordo di Giulia Cecchettin, simbolo di speranza, si allega:
Testo poetico.
INVASIVO AMORE
L’amore invasivo non arde di passione
è geloso, invidioso,
non si alimenta di buoni sentimenti
è un amore frammentato, fragile
che porta con sé mali antichi
ingabbia la donna che, nonostante tutto,
ne vorrebbe uscire.
Nei conflitti quotidiani c’è alta tensione
al posto del dialogo estremi litigi, intimi dolori.
Si scuce il legame
che un tempo sembrava amore.
Avanza la violenza con gesti estremi
l’uomo cade nella disperazione
lei in una gran confusione.
Son poche le donne maltrattate, stuprate
a denunciare l’inferno patito
perché non sostenute dallo Stato.
In caserma si propone la mediazione
altro che protezione!
Col cuore in frantumi
umiliate e senza copertura
rientrano nel nido bucato
consapevoli di essere ammazzate!
La violenza di genere
ha radici sociali, culturali ben radicate
è un fattore strutturale
è predominio di genere.
Il codice rosso rafforzato
il braccialetto elettronico, come misura cautelare,
l’emendamento di Legge sul consenso
ancora dicon poco, quasi niente.
Ci vuol ben altro
per cancellare il maschilismo!
La donna non è una cosa
un uso e getta
e, nonostante soprusi e violenze,
come dea, continua a rigenerare la Terra
e ad amar… come solo lei sa fare.
E intanto, a giorni alterni,
al ciel si leva ancor un grido di dolore
come agnella, cade al suol pugnalata!
E’ uno stereotipo: te la sei cercata!
Non credere mai, donna, di averlo meritato!
Daisy (ogni donna).
