
Negli ultimi giorni la nostra città è stata scossa da una perdita che ha lasciato tutti senza parole: un ragazzo, un marito e un padre è venuto a mancare improvvisamente, portato via da un incidente che ha spezzato una vita troppo giovane.
Da allora non riesco a smettere di pensare al dolore immenso che sta attraversando la sua famiglia d’origine e la famiglia che aveva appena iniziato a costruire. Un vuoto così grande non si colma, rimane lì, silenzioso e pesante, a ricordare ciò che non potrà più tornare.
Il pensiero, inevitabilmente, va alla sua bambina: una creatura piccola, che fino a pochi giorni fa aveva accanto un padre presente in ogni suo gesto quotidiano, e che ora dovrà crescere con un’assenza impossibile da spiegare. È proprio pensando a lei, e a chi le voleva bene, che questo evento mi ha fatto riflettere profondamente sulla fragilità della vita e sulla fortuna che spesso diamo per scontata.
Mi sono resa conto di quanto siamo privilegiati quando possiamo vivere un altro giorno, quando possiamo stringere i nostri figli, ascoltare le loro risate, accompagnarli nei piccoli rituali della quotidianità. Le cose semplici, quelle che troppo spesso ignoriamo, sono in realtà i veri miracoli della nostra esistenza.
E mentre penso a questo, non posso fare a meno di riflettere su quelle persone che invece scelgono di allontanarsi. Persone che, pur avendo la possibilità di stare con la propria famiglia e godere di ogni gesto, preferiscono nutrire rancore, veleno e disprezzo. Persone che non solo si allontanano, ma arrivano perfino a rinnegare la propria famiglia, a restare lontani dai propri figli, cercando magari di costruire altrove ciò che hanno deciso di distruggere con le proprie mani. È doloroso pensare a quanto facilmente si possa sprecare ciò che altri perderebbero tutto pur di avere.
E allora il pensiero torna a quel ragazzo. Credo che lui stesse semplicemente rientrando a casa, dalla sua famiglia, da sua moglie e dalla sua bambina. Non ce l’ha fatta, ma se fosse rimasto in vita sarebbe tornato, e avrebbe scelto per altri cent’anni di tornare a casa ogni giorno, senza esitazioni. Perché alla fine, quando tutto si ferma, quando la vita ci mette davanti alla sua verità più nuda, ci rendiamo conto che la cosa più importante è sempre la stessa da millenni: tornare a casa.
Perché è lì che si trova ciò che davvero conta.

