
Con molto piacere apprendo che da oggi, otto novembre, è partito l’importante progetto di promozione nazionale delle eccellenze culturali, paesaggistiche e enogastronomiche (con una sorta di un “gemellaggio”) della provincia di Cosenza (Sibaritide) e quella di Bolzano.
Il progetto si chiama “Food Express del Made in Italy” e Cosenza e Bolzano” viaggiano insieme.
Le eccellenze, che verranno presentate alla vasta utenza di Trenitalia attraverso dei video promozionali che verranno mandati sui monitor di ben 237 frecce, saranno visibili soprattutto sul frecciarossa (originariamente frecciargento) Sibari/ Bolzano.
Sono molta compiaciuta perché sin dall’inizio del (grande) progetto di portare sulla fascia jonica l’alta velocità, con il prolungamento del frecciargento Sibari/ Bolzano, ho lavorato anche per creare un percorso culturale, turistico ed enogastronomico tra la Sibaritide e Bolzano e quindi tra la Calabria e il Trentino Alto Adige.
Ora apprendo che grazie al lavoro portato avanti dalle Camere di Commercio di Cosenza e Bolzano, e la partecipazione di Trenitalia, il progetto ha egregiamente preso forma.
Tutto questo mi rende felice perché la mia determinazione e la mia caparbietà nel portare un treno sulla fascia jonica, nel 2019 (all’ inizio del mio mandato da senatrice della Repubblica la zona risultava completamente abbandonata, depredata ed isolata e privata di treni a lunga percorrenza ), nasceva anche dalla forte convinzione che bastava come inizio l’esempio di un solo treno ad alta velocità sulla fascia jonica per innescare quel processo virtuoso che avrebbe fatto uscire la nostra zona dall’isolamento culturale, turistico e sociale.
Ho sempre definito questo un treno “sociale”, che ho fortemente voluto e per il quale ho lavorato un anno intero non risparmiandomi ed essendo pronta anche alle dimissioni se non mi avessero ascoltato.
Oggi, grazie all’impegno dei due presidenti delle Camere di commercio di Cosenza e di Bolzano, nelle persone di Klaus Algieri e Michl Ebner, che ringrazio di vero cuore, il mio progetto è stato confermato.
Un ringraziamento anche al direttore di Trenitalia, Sales Cacciapuoti, che meglio specifica testualmente:
“Con il sostegno alla campagna ‘Cosenza-Bolzano Food Express confermiamo l’impegno di Trenitalia nella valorizzazione delle bellezze enogastronomiche, turistiche e culturali del nostro Parse. Un patrimonio che non è fatto solo di saperi, tradizioni e valori tramandati da generazioni.
Così come l’unicità del cibo italiano caratterizza i territori, l’eccellenza del Frecciarossa li unisce….”.
Non solo questo treno che unisce due territori così diversi è un momento di grande scambio culturale, turistico ed economico tra due realtà, prima lontanissime; quello accolto nel 2019 da Trenitalia, risulta essere ancora uno progetti più “rosei” come ebbe a dire, allora, un funzionario di Trenitalia, parafrasando il mio nome.
I numeri parlano chiaro:
– i turisti residenti nella provincia di Bolzano che hanno visitato le bellezze della Calabria nel 2024 sono stati oltre 42 mila con un incremento del +25,% rispetto al 2019, anno dell’istituzione del treno
-i residenti calabresi che hanno raggiunto la provincia di Bolzano hanno superato i 63 mila con un aumento del + 13%.
Numeri importanti sicuramente. Allora mi chiedo: cosa aspetta il presidente Occhiuto a chiedere a Trenitalia e al MIT un’altra freccia che arrivi sulla fascia jonica, magari sulla tratta adriatica?
Perché ancora una volta Salvini ha promosso sulla fascia jonica il trasporto su gomma (acquistando un ramo d’azienda di una nota società di autobus) anziché completare velocemente l’elettrificazione e portare altri treni ad alta velocità?
La fascia jonica non può e non deve rimanere senza alta velocità, così come vogliono questo governo nazionale e regionale della Calabria vogliono, i quali soprattutto non possono e non devono modificare l’originario progetto dell’alta velocità (finanziata con i soldi del PNRR) che prevedeva il tatto Praia/ Tarsia modificato in Praia/ Paola!
Rosa Silvana Abate
Associazione Schierarsi
Piazza Villapiana.
