
Lettera aperta al Direttore ASP Cosenza di Natale Scarcella.
Egregio direttore,
il defilamento di codesta Asp rispetto alla segnalazione in oggetto, inconciliabile con la sua natura di soggetto istituzionale, ha suscitato in me una riflessione, per spiegare la quale sono costretto, contrariamente a quanto successo con le due mie precedenti riportate in calce a futura memoria, a partire da lontano, un lontano sia temporale che spaziale.
Nel 2022 il presidente Macron riformò l’ENA, la prestigiosa scuola nazionale di amministrazione fondata da De Gaulle e da cui sono usciti non solo grandi burocrati ma anche 5 presidenti di quel paese, fra cui lo stesso Macron. Coerentemente al principio che ispirò il nuovo modello di quella importante istituzione, ne fu cambiata anche la denominazione. Quella nuova corrisponde all’ acronimo INSP (Istituto Nazionale del Servizio Pubblico).
Le parole hanno un peso, evidentemente. Lo sappiamo bene anche noi in Italia, dove ne abbiamo avuto un esempio quando, per riformare la Sanità, si pensò bene di cominciare dalle sue diramazioni territoriali e proprio dalle loro denominazioni. Quelle che erano le Unità Sanitarie diventarono le Aziende sanitarie, termine pescato dal mondo imprenditoriale privato, quasi a voler preannunciare quello che negli anni si sarebbe rivelato un disastro per la sanità pubblica e una manna per quella privata.
Nomen Omen (anche se temo che il destino qui nulla c’entri, ma non voglio divagare).Si cominciò con le parole, quindi, che furono però usate in previsione di un percorso opposto a quello previsto per quella istituzione francese dalla quale è partito il mio discorso.
Come ho già scritto, la nuova denominazione contiene due termini assenti in quella precedente: Servizio Pubblico. Due parole per sottolineare lo spirito che deve ispirare il lavoro dei dirigenti che da quella istituzione usciranno: lo spirito di Servizio, appunto.
Servizio a chi, se non al cittadino che contribuisce ai costi che ne rendono possibile l’erogazione, compresi quindi gli stipendi dei soggetti prestatori di quel servizio?
Quanto bisogno, egregio direttore, avrebbe l’Italia di una istituzione pari a quella francese!
Eh,già! Perché, vede, purtroppo i politici “transeunt”, ma i burocrati “manent”, e questo comporta che, ove un giorno si riuscisse ad avere una classe politica all’altezza, bisognerebbe sempre fare i conti con quella dei burocrati. E qui in Italia capita molto spesso di trovarsi di fronte burocrati che interpretano il proprio lavoro non con lo spirito di servizio appena descritto, ma con l’atteggiamento tipico del Signorotto del Feudo nei confronti dei propri vassalli.
Ché tale è da considerarsi quel rappresentante di una istituzione pubblica che, chiamato in causa da un cittadino per un problema di pubblico interesse afferente alla sua sfera di competenza, non si degna neanche di rispondere. Proprio quello che codesta Asp ha fatto con me, egregio direttore. Neanche una risposta, anche solo interlocutoria o addirittura negativa. Niente, solo silenzio.
Io non so più come spiegare che mi si deve una risposta, anche solo interlocutoria, ma me la si deve, perché il funzionario inadempiente occupa quella poltrona anche per mezzo delle tasse che io pago e che pagano i tanti cittadini che respirano quella polvere oggetto della mia segnalazione.
La invito pertanto a ottemperare al suo dovere.
Tanto dovevo.
Natale Scarcella
