
di Avv Francesco Lapietra
A quasi dieci giorni dalla tornata elettorale che vedrà i cittadini calabresi chiamati alla scelta del proprio Governatore e del Consiglio regionale, come dei giri di valzer suonati in un vecchio giradischi inceppato, ritornano le solite promesse dei candidati che, puntualmente ad ogni scadenza di consesso politico vengono rispolverate.
Si riparte con vecchi cavalli di battaglia che, quasi sempre, sono parte integrante dei soliti noti che, della politica ne hanno fatto un mestiere e non un servizio; mantenuti dalla collettività che quotidianamente lotta per arrivare a fine mese.
La nostra Regione è fatta da madri e padri di famiglia che combattono con la crisi economica e la mancanza di risorse per poter vivere e sopperire alla primarie esigenze che, troppo spesso vengono privati anche dell’essenziale, che si trovano a dover scegliere se pagare la bolletta o comprare un paio di scarpe nuove ai propri figli.
Famiglie disilluse da un welfare con sempre più paletti che ne limitano l’accesso, che vivono il quotidiano tra rassegnazione e disperazione prevaricanti e che non trovano più risposte vere nelle Istituzioni.
Viviamo in una terra che ha conosciuto e, purtroppo conosce ancora oggi, l’emigrazione, il duro sacrificio e la lotta per poter emergere in contesti ostili e difficili in cui, l’aver dovuto lasciare la propria terra di certo non aiuta.
Da ogni parte si assiste ad un travisamento della realtà, ad un continuo giocare con la capacità di discernimento degli elettori che, ben che, in stato di bisogno o con difficoltà economiche, di certo non possono e non debbono essere considerati privi di intelligenza a tal punto da non poter capire la manfrina che gli viene propinata.
Assoggettare l’elettore perché è in stato di difficoltà non è esercizio di voto libero, essere a tal punto abbarbicati al potere da perdere il contatto con la realtà e distorcerne ogni singolo evento.
E’ fisiologico in una campagna elettorale esporre programmi futuri o elencarne l’operato di quanto già fatto ma, fare affermazioni menzognere che il tempo, certamente, dichiarerà spergiuri coloro che le asseriscono , porta ad una disaffezione e conseguente allontanamento dalla politica da parte dei cittadini.
Prima la politica se ne renderà conto e, meno conseguenze dannose ci saranno per il territorio e la sua gente.
Il giorno dopo ogni elezione, quando tra numeri e percentuali si analizzano i risultati, ci si dimentica troppo spesso del risultato più importante e tragico allo stesso tempo, quello della percentuale degli elettori astenuti che supera quello dei votanti.
Facendo mie le parole di un politico della cd. Prima Repubblica, Giulio Andreotti, al politico non frega nulla di chi vince e chi perde, tanto il potere è uno solo ma, alla politica interessano i dati di quanto non vanno a votare, perché se l’astensionismo dovesse arrivare al 60% sarebbe finita, significherebbe che è stato sfiduciato tutto il sistema politico.
Il non voto dovrebbe mettere in allarme l’intera classe politica, ma a quanto pare questa è diventata avvezza a codesti risultati che per quanto allarmanti, non preoccupano più affatto chi amministra la cosa pubblica.
L’attuale politica ha perso nel corso dei decenni una cosa importante, il senso del pudore e della vergogna che, a loro volta hanno fagocitato la coerenza ed il senso di appartenenza.
Da ogni agenda politica, ormai da troppo tempo, è scomparsa la lotta alla criminalità organizzata e al malaffare, non si tocca più questo argomento.
Una commistione di potere misto a comportamenti spocchiosi stanno dando dimostrazione di come vengono valutati gli elettori che, ormai al passo con i tempi le campagne elettorali, giustamente, vengono fatte anche a mezzo dei social media che, troppo spesso uniscono contenuti, pochi, a effetti mediatici atti a stupire colpire l’elettore.
Adeguarsi ai tempi, stiamo attenti, non significa svuotarne del tutto i contenuti e sostituirli con slogan pubblicitari quasi come se mercificasse la nobile arte della politica gettandola in pasto alla tanta spazzatura social media che ci bombarda.
Il mio accorato appello ed invito è quello di non farsi calpestare la dignità e la libertà di pensiero, capire e sceverare i contenuti con discernimento e, arrestare questo dilagante scempio che si sta perpetrando nella sfera della libertà individuale di ognuno.
Avv. Francesco Patrizio Lapietra

