
Ho trascorso tutta la notte tra venerdì e sabato al Pronto Soccorso di Corigliano e assistito a scene e situazioni che non mi hanno lasciato indifferente.
Una notte nella quale, oltre ai numerosi accessi di persone bisognose di cure, come lo scrivente per motivi familiari, diversi ragazzi di minore età (13-15 anni) sono stati immediatamente soccorsi da quanti, pur in presenza di criticità che permangono, non hanno lesinato tempo ed energie per salvare vite umane. Ragazzini giunti al Pronto Soccorso in condizioni di intossicazione da alcol, e in alcuni casi purtroppo anche di coma etilico, triste conferma di un fenomeno sempre più in crescita. Bambini, perché di questo si tratta, a dir poco privi di sensi.
La straordinaria umanità e professionalità delle dottoresse cubane in servizio, Yudeikis de La Caridad Granda Gamez e Catalina Mirelis Cedeno Rodriguez, e dell’infermiera Silvana Curatolo e di altri colleghi, nonché la tempestività dei soccorsi di Cosimo Orlando e del suo staff, con spirito di squadra hanno costituito, in quegli istanti concitati, un elemento di efficacia e sicurezza a dir poco fondamentale. In particolare, ciò che mi ha colpito è stata la sensibilità dimostrata, al di là della celerità delle cure, lunghe e meticolose, nei confronti dei ragazzini e dei rispettivi genitori, subito avvertiti. Un dato confortante che va oltre il doveroso intervento e induce tutti alla riflessione su quella che è ormai divenuta un’emergenza sociale.
FABIO PISTOIA


