
Buongiorno a tutti, un saluto affettuoso alla Dirigente scolastica che in questi anni ci ha guidato con saggezza e intelligenza, al rappresentante dell’ASL dott. Palermo,
alla responsabile del sostegno professoressa Citi, ai colleghi, ai giornalisti, agli studenti delle prime e seconde classi e, naturalmente, alla classe quinta, oggi protagonista di un momento che segna la fine di un percorso, ma anche l’inizio di nuove consapevolezze.
Oggi siamo qui per celebrare un traguardo, ma anche per onorare un esempio.
Lorenzo, studente che ho avuto l’onore di seguire per tre anni, è giunto al termine del suo cammino nella scuola superiore. Un cammino non sempre facile, ma vissuto con dignità, forza, umanità. Lorenzo ci ha insegnato che l’inclusione non è un favore, non è una concessione, ma un diritto, e al tempo stesso un’opportunità di crescita per tutti.
Ma Lorenzo non ha camminato da solo, in questi cinque anni ha potuto contare su due compagni speciali: Francesco e Giuseppe.
Il loro supporto è andato oltre l’aiuto materiale. Hanno saputo essere amici, mediatori, facilitatori di relazioni, custodi silenziosi di una normalità costruita insieme. E oggi i genitori di Lorenzo, con la scuola, li premiano non solo per quello che hanno fatto, ma per quello che sono diventati: giovani uomini che hanno scelto di guardare oltre, di capire che la vera inclusione è presenza attiva, non solo tolleranza.
La loro esperienza è la dimostrazione vivente che l’inclusione non si insegna solo con le parole, ma si vive, si testimonia giorno dopo giorno. E in questo senso, tutta la classe ha svolto un ruolo prezioso: nessuno è mai stato spettatore passivo.
E ora mi rivolgo a voi, ragazzi delle prime e delle seconde:
siete i custodi del testimone che oggi vi viene affidato.
L’inclusione è un impegno collettivo, quotidiano. È chiedere “come stai?” a chi sta in silenzio, è fermare il passo per camminare insieme, è mettere le differenze al centro come valore, non come ostacolo.
Viviamo in una società che tende troppo spesso a misurare il valore delle persone con criteri sbagliati: la velocità, l’efficienza, il profitto.
Ma oggi, da questa aula, parte un messaggio diverso:
la vera grandezza è nella relazione umana, nell’ascolto, nell’empatia, nel coraggio di rallentare per includere.
Concludo con un’immagine:
in questi anni, Lorenzo ha camminato con le sue gambe, ma anche con le vostre mani, i vostri sorrisi, la vostra attenzione.
E oggi siete tutti voi ad aver imparato a camminare meglio.
Grazie a Lorenzo, grazie a Francesco e Giuseppe, grazie alla classe, ai colleghi, alla scuola e a voi ragazzi delle prime e seconde, che saprete continuare questa strada, non per dovere, ma per scelta di cuore.
Grazie.
Dott. Valentino Mauro
