
di Gennaro TEMPESTOSO
Ci rendiamo conto del fallimento della fusione e dei suoi promotori dal fatto che i due comuni uniti, Corigliano e Rossano, continuano a muoversi su binari paralleli, senza alcuna reale integrazione.
Ognuno segue il proprio percorso e con il passare del tempo le due realtà sembrano allontanarsi sempre di più. Anziché convergere, si scontrano, si contraddicono e si contrappongono. Se questa è la “fusione”, allora siamo chiaramente di fronte a un fallimento.
L’ultimo episodio emblematico riguarda la Bandiera Blu, il prestigioso riconoscimento ambientale: tutti i telegiornali locali e nazionali, così come i media, hanno annunciato il conferimento della Bandiera Blu solo al comune di Rossano, ignorando completamente Corigliano Rossano nella sua interezza. Un fatto ambiguo, che lascia spazio a molte perplessità.
Passiamo ora all’analisi dei risultati del referendum sulla fusione, tenutosi il 22 ottobre 2017:
TABELLA ELETTORI AL 22/10/2017
NUMERO ELETTORI DEL COMUNE CORIGLIANO CALABRO TOTALE
NUMERO ELETTORI 37.857
TOTALE VOTANTI 12.507
VOTI SI 7.674
VOTI NO 4.833
NUMERO ELETTORI DEL COMUNE ROSSANO TOTALE
NUMERO ELETTORI 30,332
TOTALE VOTANTI 13,506
VOTI SI 12,715
VOTI NO 791
Analizzando questi numeri, è evidente che solo una parte ridotta dei cittadini di Corigliano ha votato a favore della fusione, a differenza di quanto accaduto a Rossano, dove il consenso è stato quasi plebiscitario. In molti, tra cui osservatori e addetti ai lavori coinvolti direttamente nel processo, sostengono che il risultato sia stato spinto da interessi specifici.
Lo si comprende ancor meglio osservando l’alto numero di voti contrari espressi a Corigliano. Oggi, molti cittadini dei due ex comuni chiedono di tornare alle urne, anche alla luce delle oltre 7.000 firme raccolte per richiedere un nuovo referendum. L’obiettivo è quello di dare voce a coloro che, in buona fede, non votarono all’epoca, convinti erroneamente che fosse necessario un quorum per rendere valida la consultazione. Ora che si è chiarito che il quorum non era previsto, molti ritengono che, se si votasse di nuovo, il numero dei “No” supererebbe ampiamente quello dei “Sì”.
Richiedere un nuovo referendum significa rivendicare il diritto di esprimersi democraticamente. È su questo principio che i cittadini di Corigliano e Rossano fanno affidamento, confidando nella giustizia Amministrativa.
È ormai evidente che unire due grandi centri urbani, distanti tra loro tredici chilometri, ha comportato la perdita del senso di appartenenza perché è difficile rinunciare alle rispettive identità storiche, culturali e sociali ed ha generato distacco e avversione nei confronti della nuova entità amministrativa. Una disaffezione ulteriormente aggravata da un forte campanilismo reattivo oltre a quello che da sempre caratterizza le due comunità. A distanza di sette anni da quel 31 marzo 2018, data ufficiale della fusione, i localismi persistono. Il senso di unità e collaborazione che ci si augurava non si è mai realmente sviluppato e prevalgono ancora oggi divisioni e contrasti, che impediscono ai due territori di sentirsi parte di un’unica città. Fateci andare al voto.
CORIGLIANO CALABRO 17/05/2025 Gennaro TEMPESTOSO
