
di Gennaro TEMPESTOSO
Mentre il centro storico di Corigliano piange per la miserevole condizione in cui è sprofondato, l’amministrazione comunale si trastulla, impegnata a tagliare nastri a destra e a manca, tra cerimonie e inaugurazioni,
con in prima fila il vicesindaco e l’intera schiera di amministratori – in particolare i Coriglianesi – che hanno sottratto, di fatto, il voto a Corigliano senza poi muovere un dito per garantire a tutti noi una vita minimamente decorosa.
La condizione di abbandono crescente, che da anni attraversa trasversalmente ogni giunta, ha trovato un picco sotto l’attuale compagine amministrativa, incapace persino di gestire l’ordinaria amministrazione. Eppure, i fatti parlano chiaro
Questa mattina, come ormai d’abitudine, sono arrivati nel nostro centro storico alcuni pullman carichi di studenti provenienti da Brindisi, venuti ad ammirare il nostro inestimabile patrimonio storico, culturale e artistico, con il Castello Ducale come fiore all’occhiello.

Ma ciò che li ha accolti è stato l’ennesimo esempio di sciatteria amministrativa: nessun vigile urbano presente, nessuno a regolare il traffico o ad assistere i pedoni e i mezzi. Un pullman a due piani, infatti, è stato costretto a fermarsi all’ingresso del paese, impossibilitato a proseguire a causa delle luminarie ancora montate. Il risultato? Caos, traffico in tilt e rischio per l’incolumità di tutti.
A evitare il peggio non sono state le istituzioni, ma due cittadini comuni che, animati solo dal senso civico e dalla preoccupazione per la situazione, si sono improvvisati regolatori del traffico. Siamo ormai al punto in cui i cittadini devono sostituirsi alle istituzioni, colmando ogni giorno le assenze dell’amministrazione.
E allora viene da chiedersi: perché i vigili urbani non sono in modo permanente presenti nel centro storico? Qual è la logica che guida queste scelte? E perché noi cittadini dobbiamo continuare a sopportare strade sporche (bisogni di animali ovunque, si veda la foto), marciapiedi dissestati, come quelli di Viale Rimembranze (vedi foto), e la presenza incontrollata di cani randagi che mettono in pericolo chiunque abbia la sfortuna di incontrarli?
Lo so, questa mia denuncia verrà probabilmente ignorata, come tutte le altre. Ma il silenzio e la rassegnazione non possono diventare la norma. Perché quando i cittadini smettono di lamentarsi, chi amministra si sente autorizzato a credere che tutto sia tollerabile.
Del resto, le tante istanze, le segnalazioni e i suggerimenti protocollati e indirizzati al Signor Sindaco non hanno mai ricevuto alcun riscontro, né positivo né negativo. Silenzio totale. Sarebbe quantomeno auspicabile un canale di comunicazione stabile tra cittadini e amministratori, ma si sa: questo tipo di attenzione arriva solo sotto elezioni.
I problemi sono atavici, certo, ma non per questo giustificabili. La riqualificazione del patrimonio edilizio, il sostegno al tessuto commerciale e artigianale, il miglioramento della vivibilità e della sicurezza, la valorizzazione del patrimonio storico e culturale: tutto sempre rimandato. Tutto lasciato, forse, ai prossimi amministratori.
Intanto, si vedono già in giro i soliti noti: politici di professione che percorrono in lungo e in largo le strade e i quartieri, a distribuire sorrisi, strette di mano, promesse e raccomandazioni – come quella, vergognosa, di non votare al prossimo referendum.
Che spettacolo turpe e disdicevole. Che vergogna dover essere costretti, ancora una volta, a lamentarsi degli stessi problemi. E che vergogna vedere voi, amministratori, fare finta di governare mentre la città affonda.
Corigliano Calabro, 13/05/2025 Gennaro TEMPESTOSO

