
di Giovanni FERRARI
Oggi, assistiamo ad una vergognosa polemica “RIVOLTE SOCIALI” da parte di un pseudo Ministro ai Trasporti di nome Matteo SALVINI, leghista e fascista, nei confronti del Segretario Generale Maurizio LANDINI, autorevole rappresentate del Mondo Sindacale e di tutto il movimento dei lavoratori.
Tutto è partito sull’affermazione di Landini sulla frase:” RIVOLTIAMO IL PAESE COME UN GUANTO” ed ancora “la rivolta sociale, per noi, significa proprio dire che ognuno di noi non deve voltarsi da un’altra parte di fronte alle ingiustizie, anzi deve passare l’dea che il problema MIO è il problema di TUTTI e che solo mettendoci insieme possiamo cambiare questa situazione. E’ una giornata di mobilitazione come da tempo non si vedeva. Oggi inizia un percorso di mobilitazione per rivoltare come un guanto questo paese”. Sono diverse migliaia di persone, con bandiere, fischietti, striscioni che hanno sfilato e manifestato in tutta Italia al corteo insieme al Segretario della CGIL ed a quello dell’UIL, indossando i gilet rossi con scritto “è il momento della rivolta sociale”.
Questo Ministro ignorante, ignora che il diritto di sciopero è sancito dall’articolo 40 della Costituzione.
Il problema delle rivolte sociali, non nasce oggi, è un fenomeno storico, ampiamente affrontato dal grande filosofo esistenzialista francese Albert CAMUS nel famoso saggio “L’Homme révolté”, pubblicato dell’Editore Gallimard nel 1951, dove affronta l’idea di rivoluzione, intesa come promozione di valori umani e rivolta contro l’assurdo, con la storia e il presente dei movimenti rivoluzionari, in questo contesto, Camus trova la sua più rigorosa formulazione teorica sull’idea fondamentale della rivoluzione, intesa come ricerca di equilibrio, azione creatrice, unica possibilità data all’uomo per fare emergere un senso in un mondo dominato dal non senso.
Camus chiarisce e definisce bene, in questo saggio il senso filosofico di “L’homme révolté”, ampiamente tradotto e pubblicato in Italia da diverse Case Editrici “L’uomo in rivolta”.
“Qu’est-ce qu’un homme révolté? Un homme qui dit non. Mais s’il refuse, il ne renonce pas; c’est aussi un homme qui dit oui, dès son premier mouvement. Un eslave, qui a reçu des ordes toute sa vie, juge soudain, inacceptable un nouveau commandement”
“Che cos’è un uomo in rivolta?. Un uomo che dice NO. Ma se rifiuta, non rinuncia tuttavia; è anche un uomo che dice di SI’, fin dal suo primo muoversi. Uno schiavo che in tutta la sua vita ha ricevuto ordini, giudica ad un tratto inaccettabile un nuovo comando”.
Secondo Camus i valori della cultura mediterranea sono alla base di questa rivolta, in quanto tale pensare è misurato e quindi ha come obiettivo il relativo, offrendo solo una giustizia relativa che evita gli estremi.
Prof. Giovanni FERRARI
Dipartimento di Giurisprudenza
Università di URBINO “CARLO BO”

