L’intelligenza artificiale ha preso ormai il sopravvento. Non è una novità né una scoperta recente. Negli ultimi anni l’AI ha preso piede in tutti i settori: dall’istruzione al pubblico fino all’e-commerce ed al mondo della moda. Si è detto definitivamente addio a tutta una serie di vecchie congetture.
L’Intelligenza artificiale è sempre più utilizzata e dovunque: in Italia ha preso ben presto piede e ad oggi il Belpaese è ventesimo nella classifica globale delle nazioni che più utilizzano l’AI. In Italia le maggiori realtà che utilizzano questa nuova tecnologia sono perlopiù le grandi imprese, in primis quelle che operano nel campo della comunicazione, seguite poi da quelle che offrono attività di servizi professionali, scientifici e tecnici.
Ma perché oggi come oggi l’AI va tanto? Beh, perché la rivoluzione tecnologica e digitale ha praticamente cambiato il modo stesso di approcciarsi alla realtà e di vivere il mondo. Anzitutto ci sono le comodità cui non si vuole rinunciare: la rapidità dei processi, la velocizzazione dei servizi, la possibilità di avere soluzioni smart con tempi ridotti. E tutta una serie di cose collegate. Tra i punti forti dell’AI c’è l’utilizzo di una quantità di dati francamente spropositata da gestire “alla vecchia maniera”: questi permettono di creare soluzioni confacenti a tutti i tipi di profilo e ad ogni situazione possibile.
Ogni settore è oggi permeato dall’Intelligenza Artificiale: un esempio sono i boot che oggi contraddistinguono un servizio clienti come mai prima era stato immaginato. Secondo quanto emerge dal recente Report SoftSwiss, uno dei settori che ha più implementato l’utilizzo di servizi di Intelligenza Artificiale è quello dell’igaming. Il motivo è semplice. Dalla notte dei tempi, gioco e tecnologia camminano su binari paralleli: sono due settori che si incontrano, che spesso si interscambiano, che sicuramente si influenzano vicendevolmente.
Da qualche tempo l’Intelligenza Artificiale è giunta nel mondo del gaming, avendo un impatto semplicemente clamoroso. Ma perché l’AI ha attecchito tanto in un settore per certi versi particolare e diverso da tutti gli altri?
Anche qui le risposte sono semplici, intuibili. Nel settore del gioco l’AI ha permesso anzitutto una personalizzazione unica dell’esperienza di gioco, dando la possibilità ai giocatori di trovare prodotti confezionati come fossero abiti su misura, in base ai propri sogni, alle proprie aspettative e alla propria voglia di mettersi in gioco. C’è poi l’aspetto legato all’automazione dei processi, grazie all’utilizzo massiccio di Machine Learning e Deep Learning. Sfruttando grosse quantità di dati, processati da algoritmi super sofisticati, l’AI contribuisce a creare un’esperienza unica.
Il più grande contribuito che l’AI sta dando è forse sul campo della sicurezza nel gaming, con l’annoso problema del gioco d’azzardo patologico. Anche qui l’apporto è senza precedenti: il giocatore potenzialmente a rischio viene repentinamente individuato grazie ad una serie di incroci di dati. Attenzione però perché è un punto di svolta: l’AI contribuisce ad individuare i giocatori prima ancora che essi sviluppino un effettivo tasso di dipendenza dal gioco. Si tratta di una novità che può cambiare definitivamente le carte in tavola soprattutto nel prossimo lustro, quando cioè l’Ai è destinata ad incrociarsi sempre di più anche con altri tipi di innovazioni, su tutte il Metaverso.

