
Iniziativa sul Lungomare di Schiavonea con Amministrazione Comunale, associazioni e cittadini.
Il Coordinamento regionale Controvento ha organizzato per questa mattina, sulla costa jonica calabrese, una grande manifestazione per protestare contro l’invasione di progetti di impianti eolici in terra e in mare che rischiano di devastare definitivamente un territorio già ampiamente deturpato dalle pale di acciaio. La manifestazione, denominata “Un tuffo contro le pale”, si è svolta simbolicamente sui lungomare di Cropani, Guardavalle, Squillace, Schiavonea di Corigliano-Rossano e Crotone.
Stamani, in zona Madonnina di Schiavonea, hanno risposto alla mobilitazione amministratori comunali, associazioni, cittadini. In rappresentanza dell’Amministrazione Comunale di Corigliano-Rossano è intervenuto il Vicesindaco prof. Giovanni Pistoia, il Coordinamento “Giu’ le mani dal Porto” con l’ex senatrice Rosa Silvana Abate e altri associati, il già presidente del WWF Sila Greca Fabio Menin, il curatore della pagina Facebook Schiavonea Beach Gianfranco Pedace, l’associazione di promozione sociale “Unione è Forza” con il presidente Giovanni Battista Dima e altri associati, l’associazione di protezione civile “Le Aquile” con il volontario Ernesto Borromeo, rappresentanti del Comune di Acri e altri sodalizi operanti sul territorio.
L’Amministrazione Comunale di Corigliano-Rossano, come evidenziato dal Sindaco Flavio Stasi in una nota, aderisce alle manifestazioni finalizzate ad impedire la realizzazione di impianti eolici cosiddetti “offshore” nel nostro mare, con la previsione di decine di pale galleggianti da installare all’orizzonte: “L’eolico è una energia rinnovabile preziosa nell’ambito del percorso di riconversione energetica e la decarbonizzazione del continente, percorsi che condividiamo in pieno. Tuttavia, come storicamente succede, anche in questi percorsi si innestano meccanismi discriminatori ed iniqui nei confronti dei territori e delle comunità. Si tratta di impianti che non garantiscono nessuna forma di occupazione o compensazione seria, quindi nessuna prospettiva di sviluppo come ricaduta positiva sul territorio, i quali però produrranno, fortunatamente da fonte rinnovabile, energia da consumare altrove. Come è noto, infatti, la Calabria ha già un bilancio energetico in attivo. Se sotto il profilo tecnico questo schema non ha alcun senso (trasportare l’energia costa), lo ha invece dal punto di vista sociale ed economico, dal momento che la Calabria sarebbe ancora una volta sacrificata nelle proprie prospettive di sviluppo diverse da quelle tradizionali – per esempio turistiche – mentre i paesaggi di altri territori, che spesso hanno bilanci energetici in passivo, vengono preservati”.
FABIO PISTOIA

