
Un gioiello d’arte e spiritualità creato dall’avvocato Oranges e dalla Congrega.
“Lì c’è parte della nostra Storia”. Ama scriverlo e ripeterlo, perché lui, di quel posto, ne è stato principale ideatore, artefice, promotore, nonché attuale curatore. L’avvocato Francesco Paolo Oranges, Priore della Congrega “Maria Santissima dei Sette Dolori” e instancabile custode di storia, cultura e tradizioni locali, col prezioso supporto dell’intera medesima Congrega, ha allestito nel cuore del centro storico di Corigliano un autentico ‘scrigno’ da visitare e ammirare, sia da parte dei cittadini residenti che da quelli provenienti da altri comuni nonché turisti e, in primis, nuove generazioni.
In Via Tricarico n. 43, ai piedi del Castello Ducale, è situata infatti, dallo scorso 22 marzo, la sede del Museo dell’Addolorata (in foto, in occasione della straordinaria apertura per la Notte d’Estate: l’avvocato Oranges, il Vicesindaco con delega alla Cultura e all’Istruzione, professore Giovanni Pistoia, il dottor Luigi Petrone, storico e scrittore, e il dottor Giuseppe Casciaro, giornalista de “la Repubblica”, tutti innamorati del luogo natio e culturalmente impegnati).
Difficile fornire descrizione esaustiva e definizione univoca di un luogo realizzato con dovizia di particolari, accogliente e, soprattutto, ricco: di fotografie, cimeli, statue, oggetti di un tempo che non è più e assai preziosi non da un punto di vista economico, ma da quello della memoria collettiva di un popolo. Il percorso della Congrega “Maria Santissima dei Sette Dolori” narrato attraverso immagini e ‘reperti’ frutto del certosino lavoro curato dall’avvocato Oranges e dalla Congrega tutta. Un’opera meritoria che affonda le sue radici già negli anni addietro, anche in piena pandemia, quale testimonianza di fede e appartenenza.
È opportuno precisare il fondamentale contributo apportato, in particolare, da alcuni cittadini. L’immobile che ospita il Museo è stato messo a disposizione per comodato d’uso, con generosità, dagli eredi del professore Antonio Salerno, così come è doveroso evidenziare la fattiva collaborazione del dottor Antonio Brunetti, il quale ha messo a disposizione in precedenza alcuni suoi locali per custodire le statue.
Fervore religioso, devozione popolare e affetto filiale per la propria città. Grazie a nome di tutta la comunità.
FABIO PISTOIA


