
Grande e comprensibile entusiasmo, nella cittadinanza, a seguito della notizia afferente il ripristino dello stato dei luoghi della Chiesa del Carmine e il prossimo ritorno all’accessibilità della stessa da parte dei fedeli.
Una chiesa maestosa che, ormai da trent’anni a questa parte, non è visitabile. Una situazione che si placa, in modo temporaneo e parziale, solo nell’annuale solenne festività del 16 luglio dedicata alla Madonna del Carmelo, portata avanti grazie all’impegno profuso dalla comunità parrocchiale di Sant’Antonio e alla partecipazione di numerosi cittadini. Donne e uomini che in tale ricorrenza tornano ad esprimere sinceri sentimenti di appartenenza e d’orgoglio, a giusta ragione mai sopiti.
Un risultato importante reso possibile grazie all’impegno e alla sensibilità dell’Arcivescovo della Diocesi di Rossano-Cariati, Mons. Maurizio Aloise, degli indimenticabili Enzo Viteritti e Mario Candido, dei parroci che si sono succeduti negli anni alla guida della comunità di Sant’Antonio. È opportuno ricordare, a tal proposito, la ‘battaglia’ intrapresa nella medesima direzione anche dall’Associazione di promozione sociale “Unione è Forza”, presieduta da Giovanni Battista Dima, in merito alla piena fruibilità della Chiesa del Carmine. Era, infatti, il 26 luglio del 2022 quando una delegazione del sodalizio chiese ed ottenne un incontro, più che proficuo, cordiale e propositivo, con l’Arcivescovo della Diocesi di Rossano-Cariati, Mons. Maurizio Aloise, il quale, con celerità, cortesia e ampia disponibilità, esaudì la volontà espressa da “Unione è Forza”. Al centro della discussione, ricca di utili informazioni e spunti di riflessione, la piena fruibilità dell’immenso patrimonio artistico-culturale-religioso del territorio, non solo dal punto di vista della devozione popolare ma anche da quello afferente le prospettive turistiche. I beni ecclesiastici e i luoghi di culto, difatti, rappresentano un prezioso riferimento per le comunità di fedeli da preservare e valorizzare.
Nel corso dell’incontro, svoltosi presso la sede dell’Arcivescovado, venne portata in evidenza l’annosa situazione della Chiesa del Carmine e, sull’argomento, Mons. Aloise manifestò attenzione e sensibilità, confermando l’impegno della Diocesi. Con fiducia, quindi, da quel giorno, si continuò a guardare al percorso intrapreso. In tale occasione, nonché con innumerevoli articoli di stampa e servizi video a cura del sottoscritto, si espresse la necessità che questo prezioso bene storico, artistico, culturale e religioso divenisse per tutto l’arco dell’anno simbolo dei fasti e della vita di un tempo, iniziando dalla costante apertura di quel triste cancello che oggi ne impedisce la visuale e finanche la deposizione di un fiore all’esterno, per come invece richiesto da molti cittadini.
Oggi, pertanto, si plaude al risultato ottenuto, esprimendo gratitudine all’Arcivescovo per questa vittoria della comunità e della sua profonda fede.
FABIO PISTOIA

