
Piana Caruso, 21 gennaio 2024. Infreddolito ma stupito della meraviglia che suscita, nei più, la neve copiosa che ha interessato nelle ultime ore anche l’area montana di Corigliano. Mi sono recato stamani qui, con un caro amico, per trascorrere qualche ora in serenità, a contatto con una delle innumerevoli manifestazioni di bellezza che Madre Natura è capace di offrire.
È innegabile affermare, infatti, che la zona montana del territorio di Corigliano, vasta e articolata, con un ingente patrimonio boschivo, rappresenta una bellissima e preziosa risorsa naturalistica e ambientale da far apprezzare e tramandare alle nuove generazioni; risorsa da tutelare e valorizzare adeguatamente perché può e deve costituire una fonte inesauribile anche per l’economia locale sotto il punto di vista turistico nonché socioculturale. Con rammarico, tuttavia, ancora oggi si registra la mancata attuazione del cosiddetto turismo montano, a causa di atavici ritardi e per molteplici ragioni.
Piana Caruso, Baraccone, Simonetti, Giustopago, Trenta Coste, Bonia: località montane dell’area urbana coriglianese, ma lo stesso discorso vale per l’analoga zona dell’area urbana di Rossano, che costituiscono un polmone verde resistente all’incedere del tempo, con la sua storia che è già leggenda nelle menti e nei cuori di quanti, in questi luoghi, sono nati, hanno vissuto, lavorato, amato. L’incuria del tempo non ha risparmiato le strade, le piazze, quello che avrebbe dovuto divenire un anfiteatro comunale e tuttavia mai ultimato, i servizi di primaria importanza per le numerose famiglie che nell’hinterland montano cittadino risiedono tutto l’anno e portano comunque avanti, con dedizione e orgoglio, valori e tradizioni della civiltà contadina, e non solo.
Un popolo fiero delle proprie origini, questo delle località montane della nostra Corigliano, che dovrebbe essere sostenuto, materialmente e moralmente, nell’adempimento delle consuete attività e garantendo ai residenti servizi pubblici all’insegna della funzionalità. Basti pensare, ad esempio, all’impegno profuso dai titolari delle strutture ristorative che nella zona insistono, agli agricoltori, a tutti coloro i quali in questi luoghi possiedono la prima e unica abitazione, oppure la seconda dimora o, ancora, la proprietà terriera. Unico dato positivo registrato nei mesi scorsi, a parere dello scrivente, l’intervento afferente la viabilità e la messa in sicurezza di alcune arterie di Piana Caruso da parte del Comune di Corigliano Rossano, ridotte fino a quel momento a vere e proprie mulattiere. Tanto resta ancora da fare, ed è pertanto necessario incidere per contrastare lo spopolamento, favorire il turismo anche di prossimità e garantire i servizi essenziali al cittadino. Argomenti, questi, sui quali negli anni mi sono ampiamente occupato con servizi e articoli, e continuerò a farlo.
La Montagna coriglianese è ricca di donne e uomini, simboli della cultura dell’accoglienza che, con la rispettiva testimonianza di vita e di lavoro, ha reso immortale la bellezza dell’area montana coriglianese. Persone “d’altri tempi”, e non certamente per l’età, bensì per lo stile e la discrezione che caratterizzano il loro essere quotidianamente tra la gente.
Può e deve divenire impegno comune, pertanto, rendere attuabili le inespresse potenzialità di questa importante area del territorio cittadino: non solo luogo caro alla memoria dei più per gli indelebili ricordi, ma anche e soprattutto scommessa vincente per un futuro tutto da scrivere.
FABIO PISTOIA

