
Abbiamo letto nei giorni scorsi dai media locali i “chiarimenti” dell’assessore Mitidieri a riguardo della causa relativa alla proprieta’ del palazzetto di insiti e del terreno circostante di sua pertinenza.
Intanto al fine di evitare erronee interpretazioni o strumentalizzazioni, in premessa riteniamo chiarire che anche noi del movimento Corigliano Rossano Domani desideriamo assolutamente che il complesso di Insiti torni presto nella disponibilita’ del Comune cosicche’ possa essere destinato definitivamente alla pubblica utilita’ e restituito alla citta’.
L’annosa e complessa vicenda giudiziaria prosegue ormai da diversi anni e nel tempo ha gia’ visto purtroppo piu volte il comune soccombere nei vari procedimenti nonostante l’elevata statura professionale dei legali incaricati.
Il sindaco Stasi a novembre dell’anno scorso nel corso di una conferenza stampa – con una certa euforia aveva usato una metafora calcistica per spiegare come stavano le cose :“Stavamo perdendo la partita 3-0 (dopo una prima sentenza del Consiglio di Stato favorevole al privato, ndr) ma poi nel secondo tempo siamo riusciti a passare in vantaggio per 4-3. ….”
Dopo la sentenza in favore del comune, l’Amministrazione emetteva ordinanza di sgombero che, impugnata dal privato veniva sospesa dal TAR in attesa dell’udienza del 12 luglio pv.
A questo punto, a distanza di circa sei mesi dalla dichiarazione euforica del Sindaco, l’assessore Mitidieri il 14 maggio scorso, in un suo comunicato dichiara : “in quella sentenza al privato viene contestato il fatto che non abbia prodotto documentazione a sufficienza per dimostrare il possesso del bene in continuità negli anni, ma non dice che il bene è di proprietà del comune di Corigliano Rossano, tanto meno ha disposto che il bene debba tornare in capo all’ente”.
Ebbene, la causa a cui si fa riferimento è quella di usucapione: tali controversie vengono promosse da chi ritiene di essere proprietario di fatto contro chi lo è di diritto, pertanto, nel caso specifico, dal privato contro l’Ente, dunque, va da sé che perdendo la causa il privato i terreni di cui si discute sono di proprietà del Comune: se non è proprietario l’uno, lo è altro, tertium non datur.”
Tertium non datur per il vocabolario Treccani (lat. «non è ammessa una terza possibilità»). – Espressione che risale alla logica aristotelico-scolastica (con riferimento al «principio del terzo escluso»: v. escluso), con cui si vuol significare che, in un’alternativa di due giudizî contraddittorî, o di due ipotesi contrapposte, o in generale tra una affermazione e la sua negazione, è esclusa ogni altra possibilità o soluzione.
E se invece il Tertium esistesse ?
Perche’ Mitidieri non dice che l’esistenza o meno di questo elemento e’ assolutamente dirimente per l’esito della causa e che il tertium secondo il privato e’ il Consorzio dei comuni depressi della Piana di Sibari?
Ovviamente noi non possiamo che augurarci che Mitidieri non si sbagli, ma siamo assolutamente convinti che una l’amministrazione non debba fare propaganda travestita da informazione.
Il Movimento Corigliano Rossano Domani

