
La prima campanella del nuovo anno scolastico è suonata appena lunedì scorso, ma per gli istituti scolastici dell’area urbana di Corigliano è già tempo di fare i conti con i casi di positività al virus tra i banchi.
È difatti bastato solo qualche giorno di lezioni in presenza perché la questione Covid tornasse di stringente attualità nella terza città della Calabria.
Nella mattinata odierna, una studentessa di 16 anni che frequenta il Liceo Scientifico Statale “Fortunato Bruno” di Corigliano è risultata positiva al Covid a seguito di apposito tampone effettuato; la ragazza avrebbe eseguito il test in farmacia dopo aver lasciato la classe, regolarmente accompagnata, a seguito di un diffuso malessere che accusava (mal di testa).
A quanto trapela, la studentessa avrebbe già completato il ciclo vaccinale, ma nonostante ciò avrebbe ugualmente contratto il virus. Le sue condizioni di salute, per fortuna, non destano preoccupazioni.
Immediatamente è scattata la pertinente procedura da parte della dirigenza scolastica; nel pomeriggio, infatti, le famiglie degli alunni che frequentano la medesima classe della ragazza sono state telefonicamente avvisate della predisposizione, a far data dal prossimo lunedì, della cosiddetta “didattica a distanza” (prevista per 7 giorni come da vigenti disposizioni ministeriali) per tutta la classe interessata del Liceo e l’invito a mettersi in contatto con i rispettivi medici di base per monitorare le condizioni di salute dei propri figli da qui ai prossimi giorni.
L’accaduto rivela, ancora una volta e pur senza allarmismi, un ormai acclarato dato: il contagio del temibile virus passa anche da chi è vaccinato, e quindi nessuno è immune dal medesimo. Parimenti, pone anche una dirimente questione: il necessario utilizzo di mascherine, igienizzante e distanze di sicurezza per tutelare se stessi e gli altri, sia vaccinati che non vaccinati. Significativo, a tal proposito, quanto dichiarato nei giorni scorsi dal presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, il quale trova “rischioso fare a meno delle protezioni anche in un ambiente di soli vaccinati”, una scelta sulla quale “non ci sono evidenze scientifiche”, e che vede pertanto anche seriamente minacciato quel “100% in presenza” senza l’uso di mascherine e screening.
Fabio Pistoia
