Skip to content
Il Blog di Corigliano Calabro

Il Blog di Corigliano Calabro

News sulla città di Corigliano

  • Attualità
  • Politica
  • Cronaca
  • Denunce
  • Sport
  • Eventi
  • Cultura
  • Spettacoli
  • Tech
  • Toggle search form
  • Omaggio ai miei genitori Attualità
  • MALTO CALABRO ENTRA NEL VIVO: ecco i birrifici protagonisti del festival della birra artigianale calabrese Eventi
  • Affettuoso e generoso: addio a “Ciccio” Ferraro, un coriglianese benvoluto e stimato Cronaca
  • Intronizzazione Statua San Francesco di Paola sull’Altare Attualità
  • MODERATI LIBERI – Nasce “Terrae Magna Grecia”: visione, determinazione e buona politica al servizio del territorio Politica
  • Muore ex Comandante dei Carabinieri: presunto caso di malasanità all’Ospedale di Corigliano Cronaca
  • Azzurro Mare: Nasce la Rete Turistica “Terrae Magna Grecia”: una giornata storica per il territorio Politica
  • ‘Ndrangheta a Corigliano-Rossano | ESPOSITO NON “TRADISCE” E RESTA IN CELLA: il “custode” delle armi e della droga fa scena muta davanti al giudice Cronaca

Tempo di guerra: quando la Guerra fece un salto

Posted on Gennaio 28, 2019 By Redazione


( pubblicato dal quotidiano “il Giornale” del 28 gennaio 2018 )

Nella primavera del ‘43,nei pressi di casa mia,che era ubicata alla periferia di Corigliano,ci fu un intenso darsi da fare del Genio Militare,per la costruzione di alcune postazioni difensive,come casematte in calcestruzzo e trincee scavate nei pendii collinari,quasi a presagire un imminente sbarco nemico proprio sul litorale jonico del golfo di Taranto.Pertanto,a quelle postazioni,era assegnato il compito strategico di contrastare una probabile avanzata di truppe alleate,a giudicare dalla scelta del sito in cui erano ubicate,all’incrocio o al bivio di strade principali,o sulle alture che dominavano la vista di quelle strade.

 La più vicina a casa mia,una PCM (Postazione Circolare Monoarma) non coperta da cupola in cemento armato, avrebbe dovuto accogliere una mitragliatrice,che non fu mai piazzata.Però un soldato,munito di fucile,fino a quel funesto otto settembre,montò rigorosamente di guardia, almeno di giorno,a quella postazione,vuota e…disarmata.
Presumo che all’imbrunire se ne tornasse nell’alloggio militare istituito nel castello di Corigliano,lasciando quella ridicola postazione desolatamente sguarnita. Aveva familiarizzato con tutti noi,bambini e adulti,e spesso veniva a casa mia a riempire d’acqua la sua borraccia,scambiando due parole con mia madre e scherzando con noi bambini.Era un “polentun” almeno a giudicare dal ricorrente uso della parola “Ostia”.
L’otto settembre mio padre ascoltò alla radio l’infausto proclama di Badoglio e si affacciò alla finestra per dare a tutti la notizia.Il primo a coglierla,entusiasta, fu quel fantaccino,che chiese a mio padre:”allora è finita la guerra?Posso buttarlo questo fucile?”
Ci pensò quella saggia donna di mia madre a chiarire le idee a tutti,militari,familiari e passanti:
«Non dimenticate i tedeschi.Cosa credete,che faranno buon viso a questa notizia?Ora cominceranno i guai per noi italiani.Ricordatelo.E quelli non scherzano».

Questo discorso rattristò un po’ tutti,e specialmente il soldatino che,essendo settentrionale,già pregustava un impossibile rientro a casa per ricongiungersi con la sua famiglia. E intanto continuavano ancora i traffici di mezzi militari delle retroguardie tedesche dirette a rinforzare le loro truppe che si stavano attestando sulla linea Gustav Ortona-Montecassino,altro che “fine della guerra”.

Ma quel soldato italiano non lo vedemmo più montare di guardia a quella postazione che,da quel giorno,piano piano,cominciò ad essere utilizzata come…latrina,per i bisogni più urgenti di chi,altrimenti,non sapeva come rimediare a certe impellenze. E furono quelle le uniche …”scariche” sparate in sostituzione di più devastanti e temuti …”bombardamenti” nel mio territorio.
La guerra,dunque,fece un salto,risparmiando in modo miracoloso,Calabria,Basilicata e Puglia. E fu così che riprendemmo fiato rendendoci,in un certo qual modo,consapevoli dei benefici che certe decisioni strategiche,prese da entrambi i belligeranti,stavano per arrecare al nostro territorio.


Infatti ci risparmiarono le selvagge ritorsioni tedesche e gli infami bombardamenti alleati che miravano sì a sfiancare il nemico tedesco ma, più che altro,ad esasperare la popolazione civile inerme ed innocente,al solo scopo di creare un diffuso malcontento,arrivando,spesso,all’eccesso di scendere in picchiata su singoli viandanti,a piedi o in bicicletta,ed anche su carretti da contadino, su strade di campagna vistosamente prive di alcun interesse strategico,sottoponendoli a sventagliate di mitragliatrice che,a dire il vero,non portarono,in modo assoluto,alcun contribuirono alla vittoria finale.
E non dovemmo subire le nefaste conseguenze delle azioni partigiane che ebbero,sempre,come effetto, la rabbiosa ritorsione tedesca che,se vogliamo,il più delle volte,paradossalmente,era giuridicamente legale.
QUANDO I PARTIGIANI FECERO…BOOM.
Vigeva,allora,ed ancora oggi,la severa Convenzione di Ginevra che consentiva ad un belligerante,qualora vittima di attentati da parte di civili non riconoscibili come belligeranti,perchè non vestiti militarmente e non forniti di alcun simbolo di riconoscimento che li qualificasse come soldati,ad applicare la legge della rapresaglia,anche su civili,nella misura di dieci ostaggi da fucilare per ogni soldato morto.
E le “Fosse Ardeatine” furono l’esempio classico di una rappresaglia che,a tutti gli effetti,sarebbe stata del tutto legittima,se Priebke non avesse commesso l’errore di esagerare nel conto,mandando al macello due o tre ostaggi in più.
A CONSUNTIVO di quella tragedia è amaro il bilancio: 335 cittadini innocenti fucilati dai tedeschi,più 30 militari tedeschi (dei quali è proibito dire che “forse” erano innocenti) morti in via Rasella,ed ancora 3 italiani,un uomo,una donna e,inorridite,un bambino, tutti e tre certissimamente innocenti (ma la cosa viene sempre vigliaccamente ed impunemente sottaciuta nell’oleografia ufficiale) che passavano di lá per caso.
In totale le vittime di quella “Strage degli Innocenti “ furono 368. Questo è il risultato del programmato eroico attentato partigiano il cui risutato,per quanto ci si possa sforzare,non contribuì affatto ad abbreviare,nemmeno di un minuto,il corso di quella cruenta guerra.Servì solo a seminare odio e rancore e vittimismo sia da parte dei parenti degli ostaggi, sia da parte dei parenti di quei trenta soldati tedeschi.
Ma nessuno piange sui tre infelici italiani morti per una causa che non era certamente la loro,e non lo era nemmeno dei trenta tedeschi e,se vogliamo,non era nemmeno la causa degli attentatori,se proprio di “causa”vogliamo parlare.
CONCLUSIONI:
Quel “boom” costò la vita a 368 persone innocenti morte, unicamente,per dar “gloria” agli attentatori ai quali,poi,la. Patria, ”riconoscente”,non mancò di assegnare,addirittura, la…“Medaglia d’Oro”. Ah se quel salto fosse stato un po’ più lungo,facendo attestare la linea Gustav aldilà di Roma.Oggi non verseremmo tante amare lacrime sul martirio di 368 innocenti,una cifra superiore ai“santi”del calendario.
Avremmo avuto,è vero,qualche decorato di medaglia d’oro in meno,ma 368 sopravvissuti in più,e scusate se affermo che avremmo civilmente,moralmente e umanamente preferito che quest’ultima fosse la storia da raccontare,e non la straziante scena di Via Rasella e la tragica carneficina delle “Fosse Ardeatine”.

Ernesto SCURA

Cultura

Navigazione articoli

Previous Post: Rangers Corigliano : si torna in testa alla classifica
Next Post: Appello per un futuro giovane

Related Posts

  • “In-Formazione”, nasce il Giornale Scolastico digitale dell’IIS “Luigi Palma” di Corigliano-Rossano Cultura
  • La storica sfida Corigliano-Morrone nei racconti di Scorzafave Cultura
  • “Rodari” in Teatro… Cultura
  • Luigi, quel simpatico venditore di frutta del Fossobianco! Cultura
  • Adidas Gazelle per un look sportivo e ricercato Cultura
  • Nuove sfide per il giovane scrittore coriglianese Armando Lazzarano Cultura

More Related Articles

La mia Città e la prima Guerra Mondiale (Quinta Puntata) Cultura
“Vergine Madre” 2 dicembre 2017 Cultura
Dopo gli interventi di restauro il Simulacro del Cristo Morto torna agli antichi splendori Cultura
I.C. Don Bosco, al via il Concorso letterario ”Francesco Fusca” Cultura
Tempo di Guerra – “Stella d’argento” e …cioccolata (Restyling) Cultura
Stampanti A3 vs A4: qual è la scelta giusta per la tua azienda? Cultura

Archivi

Categorie

Articoli recenti

  • Omaggio ai miei genitori
  • MALTO CALABRO ENTRA NEL VIVO: ecco i birrifici protagonisti del festival della birra artigianale calabrese
  • Affettuoso e generoso: addio a “Ciccio” Ferraro, un coriglianese benvoluto e stimato
  • Intronizzazione Statua San Francesco di Paola sull’Altare
  • MODERATI LIBERI – Nasce “Terrae Magna Grecia”: visione, determinazione e buona politica al servizio del territorio
Slotozilla
Gennaio 2019
L M M G V S D
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031  
« Dic   Feb »
  • Igiene Urbana, consegnati oltre 10mila nuovi kit alle utenze domestiche Attualità
  • Corigliano, il Rotary promuove l’Allievo Maestro d’Ascia all’Ipsia Attualità
  • Chiusura istituto Leonetti, lunedì 14 settembre Attualità
  • Piazza Salotto: 300mila euro chiusi in un cassetto. Cosa stiamo aspettando? Politica
  • Iniziativa Regione Calabria sul Porto di Corigliano Rossano Politica
  • Cultura e Turismo a Corigliano: il Ponte Canale nell’abbandono Denunce
  • Santa Lucia, al via il rifacimento del manto stradale. Applausi per Stasi Attualità
  • Corigliano: pusher colto sul fatto, arrestato Cronaca

Copyright © 2023 Il Blog di Corigliano. by SIBARINET di F. S. P.I. 03721270787

Powered by PressBook Premium theme


ESTENSIONE VOLANTINO