Ho conosciuto il commendatore Aversente in una fresca serata del settembre del 1978 allorquando insieme all’indimenticato mastro Serafino Corrado, su “incarico” di mio padre, venne con me a Schiavonea su viale Salerno dove Aversente aveva una rivendita di automobili. Mi consigliò di comprare una A112 usata e con mastro Serafino andammo a provarla. Mastro Serafino, grande meccanico, mi disse puoi prenderla è buona. Da allora sono trascorsi quasi 40 anni ma quel primo incontro con Giorgio Aversente rimane una traccia indelebile nei miei pensieri.
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Il Commendatore, com’era affettuosamente definito, ci ha lasciato. Una stupida e improvvisa malattia ha avuto la meglio sulla fibra di Giorgio Aversente, 74 anni, uno degli imprenditori più geniali e tenaci che questa città abbia mai avuto, uno che ci ha raccontato, meglio di chiunque altro, cosa potrebbe essere questa terra se solo sfruttasse al massimo le sue potenzialità, il suo capitale umano.
Graziano: Come nelle storie di Tolkien, qualcuno ha ingessato il “sovrano”!
TALKING, il prossimo numero: è la storia di un disagio sociale che narra episodi di violenza in famiglia. La solitudine, la viltà, l’isolamento, i timori di una 18enne che sin dall’età adolescenziale è vittima di aggressioni, minacce, intimidazioni. La giovane denuncia la latitanza degli organi di Stato, nonostante i numerosi esposti presentati.
(provocazione breve sulla fusione dei comuni di Corigliano Calabro e Rossano) 