Mi auguro che la fusione tra Corigliano e Rossano coinvolga anche Cassano Jonio. E’ questo l’auspicio di Ettore Jorio docente presso l’Università della Calabria, esperto di problemi che interessano la pubblica amministrazione. “Le fusioni dei comuni – afferma Iorio – non come aspirazione bensì come realtà, da divenire tale nel più breve tempo possibile. Non solo.
Come obiettivo strategico per rendere sostenibile il sistema degli enti locali calabresi, ma anche della regione, altrimenti a rischio di insostenibilità. Insomma, una soluzione ottimale, peraltro assistita dal raddoppio (dal 20% al 40%) del contributo ad hoc dei trasferimenti goduti dai comuni interessati nel 2010. Vorrei soffermarmi sul tentativo in atto da parte della seconda realtà cittadina della provincia di Cosenza, Corigliano, con l’importante Rossano. Una fusione, quest’ultima, che mi sto augurando, da oltre un anno, estesa anche al comune di Cassano allo Jonio. Un modo – afferma il docente UniCal – per candidarsi a divenire la nuova Miami Beach del Mediterraneo, con il primato dell’archeologia, della pesca e della cultura bizantina. Per il buon esito di un siffatto processo di aggregazione delle istituzioni locali anche la regione dovrà assumere un importante ruolo. Non solo limitato a disciplinare, con una propria legge, le procedure funzionali al perfezionamento delle fusioni ma, ovviamente, esteso alla elaborazione della pianificazione attuativa da doversi concertare con tutti gli enti locali da concretizzare attraverso la definizione di un apposito piano di riordino territoriale. Un programma, politico-istituzionale, inteso ad aggregare i protagonismi locali e a concentrare i finanziamenti relativi, statali e regionali aggiuntivi, in favore delle fusioni dei comuni, quale soluzione definitiva da adottare come naturale conseguenza del più sperimentato istituto dell’Unione, sino ad oggi risultato più attrattivo perché lascia inalterati e indenni i simboli identificativi del vecchio municipalismo. Primo fra tutti il “gonfalone”! In una tale strategia, legislativa e di razionalizzazione economica, la regione Calabria avrà, pertanto, l’onere pressoché immediato di analizzare, preventivamente e accuratamente, la composizione geomorfologica e demografica dei comuni ricadenti su proprio territorio. Individuando, prioritariamente, in ambiti pressoché contigui ovvero viciniori, le vocazioni territoriali e ambientali riferite alla produttività in senso lato, ivi compreso il patrimonio storico-culturale e i riferimenti religiosi nonché le ricchezze termali da impiegare nel processo di incentivazione di un rinnovato incremento turistico, indispensabile per generare benessere, diretto e indotto”.
