Manifesto in maniera pubblica la mia convinta adesione alla mobilitazione generale indetta dalla CGIL per il prossimo 25 Ottobre a Roma. Passando per la manifestazione del 16 Ottobre a Cosenza.Nella giornata di ieri le sono iniziate una serie di presidi presso le sedi INPS.
Per richiamare il governo dei “proclami” a dar seguito ai “pronunciamenti” mediatici con atti che pongano al centro della discussione politica ed istituzionale le drammatiche condizioni di disagio di migliaia di precari calabresi, ovvero a LSU LPU ex art 7 e al bacino dei lavoratori percettori di ammortizzatori in deroga. Ben differente atteggiamento da parte del Governo che, nel caso specifico, lungi dal porre “questioni di fiducia” si defila con il rinvio della seduta della Cabina di Regia che avrebbe dovuto affrontare questioni che afferiscono a migliaia di famiglie. ” La decisione, del Governo di non affrontare la problematica del trasferimento dei fondi relativamente agli ammortizzatori in deroga rispetto al saldo delle mensilità residue del 2013 e il mancato finanziamento del 2014 rappresentano, unitamente ai ritardi nella definizione delle procedure di stabilizzazione di LSU e LPU che ancora permangono nonostante la firma del decreto attuativo interministeriale, un atto grave che amplifica le tensioni ed il disagio sociale, denotando un atteggiamento di disattenzione e penalizzazione del Governo rispetto alla Calabria”. Queste le chiare e condivisibili parole di denuncia della CGIL . In previsione della manifestazione nazionale ,giovedi prossimo sarò a Cosenza ,da iscritto e soprattutto da semplice cittadino, all’assemblea dei quadri sindacali di Calabria e Lombardia,dove la camera del lavoro ha indetto l’iniziativa “Verso il 25 ottobre: Nord e Sud insieme per il lavoro, l’equità e la dignità”, che vedrà la presenza e le conclusioni della Segretaria Generale della CGIL Susanna Camusso. In Italia sta consumandosi una vera restaurazione contro i diritti del lavoro. Tramite le cosiddette prerogative del il cosiddetto “jobs act si riproduce una confusa riforma del mercato del lavoro che nei fatti ripristina la separazione tra i diritti costituzionalmente stabiliti e la condizione operaia.Prima dello statuto dei lavoratori del 1970,generato dalle grandi mobilitazioni del biennio 68-69,tali diritti ,varcata la soglia della fabbrica venivano sospesi. Il lavoratore diventava merce in balia del padrone. L’articolo 18 è simbolo concreto dell’universale diritto della dignità del lavoro .In questi ultimi anni ,a differenza di quanto dichiarato dal Presidente del Consiglio( Ignoranza o malafede?) si è proceduto in senso peggiorativo rispetto allo Statuto dei lavoratori, che si aggiunge ai guasti introdotti dal pacchetto Treu alla Riforma Fornero! Credo opportuna, anche da parte di quanti con grande spirito di sacrificio, nel mondo sindacale vivono con passione la loro “missione” valutare con serenità le proprie appartenenze ideali, sarebbe davvero paradossale la riproduzione sul campo di una dimensione di “scissione” che sul campo concreto si genera tra l’adesione di “principio” ad una forza politica che persegue con determinazione la riduzione dei diritti dei lavoratori e dei sindacati.
Angelo Broccolo SEL


