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C’è chi si lamenta di Geraci e Dima…

Posted on Febbraio 9, 2014 By Redazione

Porto, Bucita ,ospedale unico: prevedibile che tanto accadesse.
Estratto da “DEGLI ONORI E DEGLI ONERI”, settembre 2010
“Un  amico giornalista,   spesso  e volentieri,  mi  sottolinea che in politica vi sono onori  ed oneri. L’onore e l’onere di presentarsi, in questo momento particolare,  dinanzi all’ opinione pubblica, senza infingimenti,  e  affermare la propria  consapevole responsabilità intellettuale  nell’aver dato  appoggio politico e umano a Pasqualina Straface  affinché fosse eletta Sindaco della Città di Corigliano. Al di là, quindi,  delle responsabilità personali e di riscontro penale che eventualmente  ognuno  si assumerà nelle sedi preposte, ve ne sono di  politiche.

Nel mio caso sono quelle di aver contribuito con onore ed onestà intellettuale ad un’azione  programmatica e operativa per la Città storica. Il mio sostegno politico e umano alla persona, Pasqualina Straface, soprattutto in questo  difficile momento,  è  qui,dunque,  riaffermato.
 […]Voglio invitare i miei concittadini a difendere la nostra Corigliano;una Città socialmente esposta a fenomeni criminali né più né meno  come tante  altre città italiane e del sud in particolare. Finora, stranamente  nessuno lo ha scritto. Con tale preghiera riaffermo che l’informazione soprattutto locale, e dei blog  vada garantita a rischio di leggere anche cose sgradite -Buonofiglio docet- e tuttavia  consiglio ai giornalisti ed ai blogger  qualche accortezza in più a garanzia degli indagati, a rilievo della privacy e ovviamente l’uso di un linguaggio meno abusato e volgare.  Voglio  così sperare che l’informazione edil rispetto di alcuni principi vengano garantiti, altrettanto  auspico avvenga  per la Giustizia,  seppur dopo aver letto con attenzione i documenti sull’ inchiesta Santa Tecla, resi pubblici da Emilio Panio, alcune domande, gravi, comunque, bisognerà porsele:
1-   Perché  Pasqualina Straface non  è stata “fermata” dalla magistratura nel 2009, prima delle elezioni amministrative, anche solo per accertare le considerate implicazioni familiari ed eventualmente  personali raccontate dai pentiti di mafia sin dal 2005-2006?
2-   Se realmente la magistratura ha gravi indizi di reati di mafia  o implicazioni di politici in fatti di sangue, cosa aspetta a formulare le accuse con trasparenza e con temporalità adeguate e non così come sta accadendo,lasciando che le  notizie trapelino  ad orologeria, devastando violentemente un  intero territorio che da un mese vive  sotto assedio psicologico e mediatico ?
3-   -Se si dovesse accertare l’ingerenza della ‘ndrangheta per mezzo dei fratelli  Straface nelle preferenze  date a Pasqualina Straface quante elezioni amministrative, provinciali, regionali e politiche sarebbero a rischio considerato che  almeno dal 1997 sono  state partecipate e vinte con l’apporto di tali voti?
4-   Da quanti anni è rilevabile nel nostro Comune l’eventuale ingerenza ‘ndranghetista a livello burocratico?
A tali  quesiti non provo neanche ad accennare  risposta poiché se  i   riscontri giudiziari fossero certi d’ inconfutabili crimini e di reati mafiosi commessi e provati in sede di giudizio, si avrebbero conseguenze drammatiche e  serie ripercussioni politiche e sociali, Corigliano rischierebbe  così di sprofondare  e direstare  ingessata giudiziariamente e politicamente per almeno un decennio.
Questo,in fondo, sarebbe un male minore, il pericolo incombente  e grave verrebbe dall’ingerenza di poteri estranei alla nostra realtà territoriale. Se a livello giudiziario i media offrono facili riscontri a livello di pubblica opinione,politicamente l’ analisi del caso è alquanto complessa. Ecco che  diviene determinante attendere almeno l’esito di un  primo grado di giudizio e la definitiva chiusura delle indagini per comprendere i diversi livelli d’implicazione degli  eventuali indagati.
Aldilà di questa  visione generale  ritengo, tuttavia  che tali mie considerazioni  offrano un ulteriore piano di analisi  a riscontro di   alcune manovre  politiche e di  nuovi equilibri che si vanno assestando a livello regionale. Alcuni silenzi e  oggettivi attacchi alla Straface  anche dal suo stesso partito (F.lli Gentile) sono segnali inequivocabili. Insomma una “manina”  ha atteso questo momento giudiziario per assestare alla Straface dei colpi letali. Strategie interne al partito ? Anche, ma un interesse trasversale sembra prevalere ancora! La ragione di tali manovre  è da ricercare soprattutto in una  futura gestione politica   di grandi infrastrutture, per qualche miliardo di euro, da realizzare nella Sibaritide. Corigliano nei fatti, è luogo presto condannato,quindi,in queste condizioni, ad essere ancora  feudo di chi  gestisce il tutto da comode poltrone, da lobby fuor da ogni precostituita ideologia.
Alcuni spunti delucideranno meglio il concetto.
Chi ha deciso di scaricare 30.000 (trentamila) tonnellate di ferriti di zinco inquesta terra ?
Chi determinerà la riconversione a carbone della centrale Enel?
Chi decide  oggi sull’ospedale unico della Sibaritide, sull’aeroporto e sul porto di Sibari?
Questi interventi e scelte non rientrano minimamente nelle competenze della cd.‘ndrangheta locale o della politica spiccia,  ma sono  prodotti di un sistema ben più colto  e potente che  manovra tali decisioni politiche, ambientali ed economiche ad altissimo livello con impatti sociali e ambientali da sconquassare ogni equilibrio territoriale, demografico, economico.Momenti politici, quindi, che hanno  nei fatti riscontri di ben altra portata, non certo locali o di manovalanza mafiosa. Decisioni che certo abbisognano di un consenso politico regionale e di una vasta clientela che garantisca un elettorato stabile.
Si sa, infatti, che chi  presiederà alla costruzione dell’ospedale unico e gestirà  il nuovo organigramma degli operatori ausiliari e medico-sanitari,  promuoverà sicuramente una clientela di elettori importante, un luogo dove  si favoriranno o meno fortune sociali ed economiche, politiche. Non è una semplice estorsione mafiosa   che si consumerà a danno del territorio o di qualche decina di  migliaia di euro a danno dell’impresa privata ( che è di per sé un segnale inquietante), ma una vera e propria deformazione  violenta del tessuto sociale che si attuerà attraverso una gestione puntuale di clientele e di potere esercitato senza colpo ferire.
Se l’Ospedale Unico verrà realizzato, sono certo, questo territorio sarà oggetto di interessi molto forti. Una classe dirigente nuova e  forte si rende,quindi,  necessaria, soprattutto oggi, per guidare tali trasformazioni sociali che, non facciamoci illusioni, includono anche il fenomeno del malaffare.
Se la Straface dovesse dimettersi, ed in queste ore pare sia questa la volontà politica che viene espressa  dai diversi gruppi consiliari, e non potesse ripresentarsi, allora, per  responsabilità  anche solo politiche  non vi potranno essere candidati elettivi che in questi ultimi due decenni anni  abbiano partecipato a governare questo territorio o peggio ancora, usufruito dei voti derivanti dagli elettori della Pasqualina Straface o di famiglie che  solo oggi per opportunità giudiziaria si riconoscono ’ndranghetiste.
Chi oggi vuole scaricare politicamente  la Straface, o la utilizza a mo’ di bersaglio commette  l’ errore madornale di credere possibile un’ occasione altra da giocarsi in futuro  a danno del territorio. Corigliano, in fondo,e rispondo così all’ avv. Algieri, doveva   dimostrare di essere onesta già negli anni ottanta, l’occasione si era presentata in quel PRG o, ancora, poteva rimediare  ultimamente in quella variante allo stesso Prg. Gli atti amministrativi degli ultimi vent’anni, credo in buona parte cooptati dalla magistratura, dimostrano, infatti, un trasversalismo degno della  classe dirigente che finora ci ha rappresentato, nessuno escluso.Il  PRG e le lottizzazioni avvenute finora sono la  prova tangibile dell’evoluzione  del cemento e degli interessi speculativi e  prevalenti di chi opera sul territorio. Lo scempio è, quindi, stato abbondantemente partecipato anche attraverso l’abusivismo e non certo oggi e dalla ‘ndrangheta,che voglio qui ricordare, è sempre il risultato culturale di una collettività,una mala pianta che  va combattuta quotidianamente  soprattutto attraverso un’attenta sensibilizzazione e prevenzione  culturale.”

P.S. L’ articolo integrale è pubblicato in sito
https://www.facebook.com/notes/alfonso-pietro-caravetta/degli-onori-e-degli-oneri-di-alfonso-caravetta/427843919853{jcomments off}

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