Intervista ad Antonio D'Amico, direttore artistico ed ideatore della “Mostra nazionale d’Arte del Teatro amatoriale italiani”

Dopo due mesi e sedici spettacoli cala il sipario sulla terza edizione della “Mostra nazionale d’Arte del Teatro amatoriale italiani”. La kermesse di risonanza nazionale ha portato nella piana di Sibari, tra Corigliano, Rossano, Marina di Sibari e Oriolo, il meglio del panorama teatrale italiano.

 

Il festival, che oramai da tempo riscontra l’attenzione della critica, della stampa specializzata e il gradimento del pubblico, è stato ideato da Antonio D’Amico, direttore artistico della manifestazione, nonché presidente del comitato provinciale di Cosenza della Fita (Federazione italiana teatro amatori) con il patrocinio della Provincia di Cosenza, delle amministrazioni comunali di Corigliano Calabro, Oriolo, Rossano e Cassano allo Ionio, dell’Unpli, del Rotary Distretto 2010.

Proprio con Antonio D’Amico abbiamo tirato le somme della kermesse, giunta alla sua terza edizione. Chiusa proprio nello scorso weekend, il direttore artistico sta già lavorando per quella del 2018.

«Sono soddisfatto – dice subito Antonio D’Amico –. Tante cose andranno migliorate, limate, ma essere giunti alla terza edizione ed aver portato in Calabria compagnie di livello nazionale che di amatoriale hanno ben poco ed anche molto distanti da noi, mi rende orgoglioso. Certo, si può fare di più e meglio ed in questa direzione stiamo lavorando. Mai accontentarsi di quanto fatto».

Non mancano le ambizioni, dunque. Ma perché sia stata scelta la Sibaritide come “palcoscenico”, quindi Corigliano, Rossano, Cassano e Oriolo, è lo stesso Antonio D’Amico a spiegarlo.

«Il premio Ausonia nasce da un’idea della Fita. Volevamo creare – spiega – un progetto del genere proprio sulla fascia jonica. Abbiamo pensato, anche grazie alle sollecitazioni giunteci dai comuni, di rendere la manifestazione itinerante per questa terza edizione. Da qui un’offerta teatrale ampia, che ha toccato il teatro a 360°: la prosa, la letteratura, il vernacolo, il musical. La “mostra” è frutto proprio di un progetto che abbraccia tutti i generi. Come ho anche dichiarato durante la serata di gala al termine della manifestazione, il progetto nato a Corigliano ha aperto le porte prima a Oriolo, lo scorso anno, ed in questa edizione anche a Rossano e Cassano, due grandi realtà che hanno contribuito alla riuscita della kermesse».

A proposito di grande qualità, D’Amico non ha “tifato” per nessuno e da buon direttore artistico non si sbilancia sui “preferiti”: «Gli spettacoli sono stati tutti molto belli, non ho parteggiato per nessuno perché vi erano compagnie anche locali, ma di certo posso affermare che la commissione tecnica che ha selezionato i lavori ha scelto il meglio fra le richieste pervenute».  

Si è appena conclusa la terza edizione ed Antonio D’Amico è già a lavoro per la quarta, quella 2018. «L’aver già incassato la disponibilità dei nostri sponsor, dei grandi partner anche di livello nazionale e internazionale, ci da la forza per andare avanti. Li ringrazio perché credono in noi. Ho un sogno: che questo progetto possa sfociare con una cittadella del teatro in Calabria, per poter andare a teatro ed anche a farlo, creare workshop, incontri, collegati all’evento. Le idee maturano ogni anno. Le grandi cose si costruiscono pian piano. Le grandi mete e di qualità vanno raggiunte a piccoli passi».

La “Mostra nazionale d’Arte del Teatro amatoriale italiani”, chiusasi domenica scorsa al Castello ducale di Corigliano ha accolto anche grandi ospiti, le Film Commission di Calabria e Basilicata e ne ha premiati degli altri come Otello Profazio.

«Anche questi – conclude il direttore artistico – sono tasselli di un progetto che si avvia ad essere sempre più importante. Il comune di Rossano quest’anno è stato catapultato in questo grande evento di caratura nazionale e ci è entrato in punta di piedi, quasi senza crederci – chiosa Antonio D’Amico – ma ne è uscito a bocca aperta perché non pensavano che l’evento fosse di questa portata. Corigliano è la roccaforte della Fita che si può ritenere soddisfatta: insieme a Rossano hanno dimostrato che con la cultura si può stare insieme».

Luca Latella


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