Il PD locale: un ufficio per l'impiego a garanzia degli interessi dei maggiori azionisti del partito

In questo periodo di opportunismo politico, di divisioni interne laceranti dove gli ideali ed i principi sono subordinati all’interesse individuale c’è bisogno dell’apporto di lottatori attivi politicamente per riprendersi il partito e la dignità della sinistra a livello locale, umiliata il 4 marzo, imponendo al popolo del centro sinistra Coriglianese una candidatura calata dall’alto, imposta dalla gerarchia del partito regionale che nazionale: Ferdinando Aiello, di Rogliano, un politico estraneo ai problemi del territorio. 

E’ possibile che tra i nostri “bravi e colti” politici non ve ne fosse uno degno di essere candidato alla camera o al senato? Anche per questo lo sforzo a livello locale è maggiore essendo il Pd divenuto una succursale a difesa degli interessi degli azionisti più forti che pretendono l’assoluta ubbidienza dagli elettori come fossero i nuovi baroni che spocchiosamente si ritengono di sinistra ma che nei fatti hanno asservito il partito al loro potere, ai loro interessi. Questo modus operandi ha permesso al Movimento 5 stelle di appropriarsi dello spazio politico lasciato vuoto dalla sinistra, la cosa più assurda è che questi fino a ieri dei perfetti sconosciuti oggi sbandierano la purezza assoluta in faccia agli altri, pretendono di dare lezioncine di morale a tutti, anche ai Coriglianesi onesti (non bastavano le uscite, le promesse, i proclami di Mario Oliverio). Bisognerebbe che qualche parlamentare pentastellato dell’ultimo ora si ripassasse la storia politica locale quando mettono sullo stesso piano la gente onesta di sinistra alla pari di chi ha trasformato il Pd, la sinistra in un ufficio per l’impiego, dispensatore di posti, di incarichi elargiti ai piccoli capi, agli amici, ai loro familiari, chi alla regione Calabria, chi all’ASP/CS, chi a guida di qualche distretto sanitario, chi alla Provincia a dispregio delle esigenze dei Coriglianesi onesti. Da parlamentari della Repubblica quali sono, trattino problemi seri che portano benefici ed interessi a tutta la comunità, la smettano di essere sempre in campagna elettorale, la smettano di fare da megafono ad associazioni, o a centri di potere per quanto riguarda l’apertura del tribunale di Rossano, evidentemente qualche senatrice dimentica che proprio questi hanno contribuito alla chiusura del tribunale. La smettano di imitare Salvini, il più importante azionista e trascinatore del governo del cambiamento, impegnato 24/24 h sui social a sparare sentenze, evidentemente i parlamentari locali dimenticano che questo loro atteggiamento rischia la trasformazione del M5S in una lega del Sud. Scusate lo sfogo! Andiamo avanti nel dire che il gruppo egemonico del Pd locale, i cosiddetti capetti si sono costituiti a mò di religione, da non criticare, all’obbedienza passiva tanto che se vuoi vederti riconosciuto un tuo diritto, come per esempio il rilascio della tessera del partito devi passare al loro vaglio, devi essere meritevoli delle loro simpatie, altrimenti sei fuori, decidono loro. Per quanto riguarda i giovani democratici che si definiscono progressisti sono più spocchiosi ed arroganti dei vecchi, potrei fare nomi e cognomi, ma penso che il popolo sa a chi mi riferisco! Questa, purtroppo è oggi la situazione politica nel del Pd locale, non è un pensiero isolato, non è un pensiero mio, condividere le loro idee, vuol dire stare dalla parte degli arroganti i quali a parole sono a fianco dei lavoratori che attualmente sono i veri sconfitti, stranieri nella loro parte politica, isolati. Sarebbe ora di abbattere il muro che garantisce loro la immunità totale pur non avendo realizzato nulla di buono se non quello di usare la politica per allocarsi nei posti del potere. I sinistroidi locali, con la mente da intellettuali, si sono convertiti all’ideale della felicità dei ricchi, delle banche, degli interessi dell’elite, simpatizzano con gli intellettuali di area, hanno dimenticato i bisogni degli ultimi, disdegnano gli operai, la loro scarsa cultura, scarsa o niente sensibilità nei confronti del disagio che vivono le famiglie ed i giovani. La realtà Coriglianese, è zeppa di gente capace, di giovani preparati anche politicamente, però non vi sono attori capaci di riappropriarsi della storia specifica della sinistra locale, della sua ricostruzione popolare, delle sue tradizioni, può sembrare una offesa, ma sono bravi a criticare, a giudicare a prescindere, ad emettere giudizi, sentenze su tutto e su tutti, il lamento e la critica, fanno parte del loro dna. Sarebbe opportuno scendere in campo è partecipare al ringiovanimento di quei piccoli feudi, chiamati oggi circoli dove a farla da padrone sono i soliti mantenuti della politica che a fare un passo di lato non ci pensano anche perché significherebbe ritornare nel silenzio, nel dimenticatoio, nell’oblio dove meriterebbero di stare anche perché tanti di questi non hanno né arte né parte, sono dei semplici mantenuti politicamente. Anche per questo e per tanti altri motivi serve una lettura impietosa che faccia collante con i nuovi probabili soggetti, con chi decida di tesserarsi al partito con l’intento di portare gli attuali azionisti del Pd a fare autocritica anche perché non in grado di andare alle masse. Al contrario della sinistra, la chiesa cattolica, ha saputo da sempre parlare e incontrare le masse, bisogna fare come la chiesa, ma con una differenza fondamentale, la chiesa lo ha fatto, per tenerle nella loro semplicità, si tratta invece di favorire il progresso intellettuale di massa, innalzarli culturalmente, renderli consapevoli, critici. Chi crede che tutto ciò sia possibile, lasciando intatta l’egemonia dei piccoli capetti locali vuol dire che non ha capito nulla o che è in buona fede oppure, non ha capito che gli azionisti attuali del Pd non hanno nessuna coesione con i problemi sociali, né tanto meno godono di simpatie. Non si sono accorti che hanno escluso dall’agenda politica del partito gli attivisti, i non allineati, gli elettori, dimenticando che questi ultimi a loro tempo hanno permesso alla sinistra di diventare maggioranza in città, contribuendo alla fortuna politica ed economica di quei tanti politicanti locali di cui i nomi sono facilmente individuabili.



Movimento centro storico: Luzzi Giorgio.   

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