Eccellenza,
nella qualità di componente del Comitato Consultivo della nuova città di Corigliano-Rossano sento il dovere di sottoporle alcune osservazioni riguardo l’iter burocratico e amministrativo , al quale lei sta lavorando con grande impegno e professionalità. Giovedì 3 maggio sono stato invitato a partecipare nella sala Giunta del Comune di Corigliano-Rossano all’esame del Rendiconto di Bilancio 2017 dell’ex Comune di Rossano. 

Dall’incontro è emerso che si rendevano necessari ulteriori approfondimenti, sulla base di una rideterminazione dei residui attivi parziale ed incompleta e sulla base di un Fondo Crediti di dubbia esigibilità insufficiente rispetto al volume complessivo dei residui attivi. L’aggiornamento dell’incontro era previsto in tempi brevi. E’ quasi trascorso un mese e del Rendiconto di Bilancio 2017 dell’ex Comune di Rossano ancora non c’è traccia, tanto che qualcuno sulla stampa paventa grande preoccupazione per le finanze del nuovo Comune. Visto che per il ruolo che ricopro finisco per essere il naturale terminale di richieste chiarificatrici, di domande e di dubbi irrisolti, vorrei sollecitare la S.V. a fare definitiva chiarezza sull’argomento , perché siano dissipate le nebbie, se ci sono. Al riguardo sarebbe opportuno conoscere in modo certo l’esposizione di eventuale anticipazione di cassa presso gli Istituti tesorieri dei due ex Enti. E’ opportuno ricordare che comunque l’anticipazione di cassa è uno degli elementi per dichiarare il dissesto finanziario da parte della Corte dei Conti e che pertanto è da evitare. L’approvazione del Rendiconto 2017 è preliminare per la predisposizione del DUP e successivamente del Bilancio preventivo 2018 del nuovo Comune e in previsione di questo è necessario procedere alla omogeneizzazione delle tariffe a parità di gettito fra i due ex Enti( ad es. l’addizionale Irpef è differenziata) per assicurare una equa partecipazione contributiva a tutta la popolazione dal prossimo bilancio. Sempre in previsione della stesura del DUP, fondamentale per la proiezione del nuovo Comune, e poi del prossimo Bilancio preventivo ritengo necessario affrontare da subito la questione degli estimi catastali degli immobili dei due ex Enti per arrivare ad una tassazione Imu uniforme,equa e paritaria.

Eccellenza, oltre a quanto detto, mi preoccupa la mancata presentazione della relazione di fine mandato del già Sindaco di Rossano, sempre per quanto riguarda l’aspetto finanziario. In ultimo vorrei farle presente che essendo Corigliano sede centrale del nuovo Comune unico, scarsa è la presenza in sede dei dirigenti , e questo mi pare del tutto ingiustificato ed arbitrario e penalizzante per la sede centrale. Mi auguro che accolga benevolmente queste brevi note e nel frattempo Le esprimo la mia gratitudine per l’attenzione che dedica quotidianamente agli aspetti organizzativi della fusione e la mia stima per le ottime capacità e per il grande interesse che dedica alla nuova città.
Corigliano-Rossano,31/05/2018
Distinti e cordiali saluti
Giuseppe Geraci
 

 


Commenti   

+3 #1 IL ROTTOMATORE 2018-06-09 10:41
Caro Sindaco di questa bella lettera aperta la poteva evitare visto che la cittadfinanza la individua come l'artefice di questa caduta in basso della Citta' inoltre lo sapevamo la normativa recita questo della legge del Rio

Questa disposizione crea più di qualche difficoltà interpretativa agli enti sorti dalla fusione di più Comuni, in applicazione della legge 56/2014 (riforma Delrio). La legge ha incentivato in modo rilevante negli ultimi anni la fusione tra enti, in particolare tra quelli di piccole dimensioni, anche con un supporto di carattere finanziario, tramite specifiche forme di contribuzione (articolo 15, comma 3, Dlgs 267/2000; articolo 20, comma 1-bis, Dl 95/2012). Contributo peraltro reso ancora più pesante dalla legge di bilancio 2017 (articolo 1, comma 447, legge 232/2016).
Il Comune risultante dalla fusione, tuttavia, in un'ottica di armonizzazione del prelievo sui territori dei precedenti, dovrebbe adottare un livello di aliquote e tariffe uniforme. Tale operazione, però, contrasta con la sospensione degli aumenti sopra descritta, perché l'unica possibilità che l'ente potrebbe legittimamente adottare, seguendo l'interpretazione letterale della norma, è livellare le aliquote e le tariffe sul gradino più basso applicato dai Comuni ormai fusi. Subendo in questo modo, però, un’nevitabile e rilevante perdita di gettito.
Il comma 132, articolo 1, della legge 56/2014 permette espressamente ai Comuni nati in seguito a una fusione di mantenere tributi e tariffe differenziati per ciascuno dei territori degli enti preesistenti alla fusione, non oltre l'ultimo esercizio finanziario del primo mandato amministrativo del nuovo comune. La norma, tuttavia, consente tale opzione solo agli enti che hanno deciso di istituire municipi nei territori delle comunità di origine, come consentito dll'articolo 16 del Dlgs 267/2000, allo scopo di valorizzare le peculiarità territoriali e di consentire una maggiore partecipazione dei cittadini.
In questo caso, quindi, l'ente risultante dalla fusione potrebbe conservare aliquote e tariffe differenziate nei vari territori, osservando in tal modo il blocco imposto dalla legge ed evitando perdite di gettito.

Non tutti i Comuni «fusi», però, hanno optato per l'istituzione dei municipi, poiché gli stessi, potrebbero essere un'inutile duplicazione di organi e strutture, specie in realtà molto piccole, che vanificherebbe i benefici in termini di economie della fusione. Per questi enti, però, in base al comma 132, articolo 1, della legge 56/2014, non sembrerebbe operante la possibilità di conservare la differenziazione territoriale delle aliquote e delle tariffe, con il conseguente obbligo di adottare misure unificate che, stante la sospensione dettata dalla legge di bilancio 2017, non potrebbero che essere quelle più basse applicate dai Comuni preesistenti.
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