Dal 31 marzo ad oggi quanti giorni saranno passati? Dodici? Bene.

In questo minuscolo lasso di tempo, da qualche giorno a questa parte, pare essere partita un’opera di “terrorismo psicologico”. Che, ben inteso, sembra avere una matrice piuttosto chiara.

I tattici della politica – ma non solo – vorrebbero far passare il messaggio secondo il quale nel “nuovo comune” Corigliano Rossano, non funziona nulla ed anzi anche i palazzi stanno addirittura crollando, senza concedere la ben che minima fase di transizione fisiologica. Per poi così screditare, smontare la più grande rivoluzione sociale a tinte calabre: l’unione di Corigliano e Rossano, quell’unione che fa e farà la forza anche in un territorio indolente verso questo genere di ragionamento, storicamente e da sempre. Perché se è vero com’è vero che il motore che muove la ormai città di Corigliano Rossano è l’invidia, è altrettanto cristallino che chi vorrebbe ancora muovere i fili, spera di destabilizzare e di gettare discredito e fango contro un’idea che, comunque avrà tempi medio-lunghi affinché porti benefici. E si sa che se mai si inizia…

Ed allora, eccoli lì, come gufi sui rami, taluni personaggi della macchina burocratica e politica del l’intero territorio pronti a gettare veleno e sfiducia solo perché dal 31 marzo fanno parte di ben definite categorie: gli scontenti, i trombati, quelli messi in castigo sui ceci, chi voleva stare abbarbicato alla poltrona e gli antipatici anche alle loro mamme.

Sono pronti a raccontare – il che per carità, sarà potuto anche essere vero per qualche giorno, giustamente – che all’anagrafe non si capisce più niente, che i mezzi della manutenzione “rossanesi” “servono” Corigliano e basta, che c’è un via vai di auto che porta risme di carta e toner dalle stanze municipali rossanesi al palazzo comunale di Corigliano (pare sia vero, comunque), sede di stanza utilizzata (e suggerita anche dalla legge, peraltro) dal commissario prefettizio Bagnato, nonostante a piazza Santi Anargiri si stia più comodi, nella bellezza, nel lusso e nella funzionalità.

Sempre a detta dei “terroristi spioni”, ancora, il commissario sarebbe reo di confabulare solo con Geraci & C. senza nemmeno cagare di striscio le “menti” rossanesi.

Di queste telefonate “allarmanti” e allarmate ne abbiamo ricevute anche noi, nella speranza che scrivessimo che tutto fa schifo dal 31 marzo ad oggi.

Eppure non è stato cosa “loro” cambiare il “mondo” in 40 anni ed adesso, in due settimane, vogliono i miracoli?

E per carità, non parlate di “costituente”. Sarebbe un’ennesima presa per il fondelli al popolo.

Perché al popolo, chi inciucia per le poltrone, non frega nulla. Il popolo vuole soltanto una “nuova città a portata di bambino” (copyright © dell’associazione Fiori d’arancio).

E domenica pomeriggio iniziamo a festeggiare il primo grande momento aggregativo della GRANDE CITTA’ di CORIGLIANO ROSSANO – perdonerete la divagazione pallonara – il derbyssimo calcistico fra la Rossanese ed il Corigliano, sperando che un giorno, insieme, si possa giocare nel professionismo. Che sia, insomma, il fair play a vincere, pur tifando ognuno per i propri colori. Ed allora, forza Rossanese e forza Corigliano. Dopo secoli.

Luca Latella

 

Commenti   

+9 #1 Iniziare 2018-04-13 19:23
Importante è iniziare. Ci vuole tempo per essere a regime ma se mai si parte mai si arriva. E né le due amministrazioni uscenti hanno fatto qualcosa per iniziare il percorso, anzi.La legge della fusione diceva che entro il 30 marzo i sindaci di concerto potevano organizzare uffici e invece ci hanno fatto assistere ad un pietoso balletto di accuse nel reciproco ultimo tentativo di salvare ben altro, figurarsi se sarebbero stati capaci di fare i tanto decantati studi di fattibilità: forse nel 2030 al prossimo passaggio della cometa di halley!! I dolori inizieranno con il vero confronto fra gli uffici: rossano con una struttura più o meno organizzata, Corigliano.....io speriamo che me la cavo!!Anche per questo sappiamo chi ringraziare per quello che non hanno fatto.
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