Di seguito il testo inviato all' On. Franco Sergio, Presidente I^ Commissione Consiliare Regione Calabria
Onorevole Presidente, il Comitato 100 Associazioni ha sostenuto fortemente il Progetto di Fusione dei Comuni di Corigliano Calabro e Rossano e giova ricordare, in breve, che il 21-22 gennaio 2014, quale autorevole atto di Cittadinanza Attiva, presentava un motivato Appello, in tal senso, alle due Amministrazioni comunali ed ai Presidenti dei rispettivi Consigli, ottenendo già, nel giugno successivo, da entrambi riuniti in seduta comune a Rossano, voti per quell’ambizioso Progetto. 

Quindi a gennaio 2015 deliberava per la Fusione il Comune di Rossano con autonoma e comprensiva motivazione, recependo il senso di quella petizione popolare e altrettanto faceva a febbraio 2016, il Comune di Corigliano. In data 30 ottobre 2016 poi è stata presentata al Consiglio Regionale della Calabria la proposta di Legge per la Fusione dei Comuni di Corigliano Calabro e Rossano da parte dell’on. Giuseppe Graziano, cui va il nostro deferente ringraziamento, fatto che avviava concretamente il relativo iter.
Orbene si osserva che gli inveterati contrari a tale Progetto, oggi, spingono in direzione del prender tempo prima di procedere all’approvazione della Legge, all’evidente scopo di differirne gli esiti e gli effetti sine die. Ancorché mancanti dall’autorevolezza necessaria e dei numeri per far ciò, non tengono conto che:
1)-Le due Città sono già fuse per le mille ragioni già dedotte nei vari documenti Consiliari ed in quelli spontanei del Comitato e degli stessi Comuni;
2)-La popolazione si è già espressa al Referendum con un numero di partecipanti al voto assai rilevante e percentuali di SI del 63% a Corigliano e del 96% a Rossano. Per ciò stesso il Comitato chiede il rispetto dei tempi previsti dalla normativa vigente per l’approvazione della legge istitutiva del nuovo comune Unico e cioè di 60 giorni decorrenti dalla comunicata ufficializzazione del risultato Referendario, dando ogni necessario ed imposto altro provvedimento. Infatti nessun rinvio o, peggio, efficacia differita può trovare ingresso in questo procedimento legislativo, né valgono richiami ad altre fattispecie diverse da quella in atto, sia nel merito come le dimensioni dei Comuni interessati che nel procedimento. Pertanto tali richieste, ove giungessero in Commissione, dovranno essere ritenute, a ns avviso, pretestuose e contrastanti con gli atti amministrativi fin qui posti in essere, nonché in aperto conflitto d’interessi atteso che nel gennaio 2017 davanti a questa stessa I^ Commissione, le audizioni degli Amministratori delle due Città e del Comitato davano esito positivo, così come pure gli interventi dei Parlamentari, dell’Esecutivo e degli Uffici, con il solo distinguo di qualcuno che, prima dell’indizione del Referendum, vi fosse un maggiore intervallo di tempo per alcune verifiche tecnico-contabili nei due Enti, cosa che è stata accolta ed è avvenuta, così determinando i tempi del Decreto del Presidente della Giunta On. Mario Oliverio - che si è distinto sempre in questa vicenda per vicinanza sua personale e di tutto l’Esecutivo al Progetto della Fusione - disponendo che quello si svolgesse non prima del 22 ottobre 2017, con gli esiti positivissimi suddetti, in favore della Fusione.
PERTANTO OGGI LA POPOLAZIONE DELL’ISTITUENDO COMUNE UNICO, SI ASPETTA CHE LA LEGGE GIUNGA IL PIÙ PRESTO POSSIBILE, SENZA DIFFERIMENTI E RINVII CHE, DIVERSAMENTE, NON POTRANNO CHE GENERARE DISORIENTAMENTO, PROVOCARE IPOTIZZATI CORTOCIRCUITI ISTITUZIONALI E IN DEFINITIVA RAFFORZARE, ANCOR PIÙ CERTA OPINIONE NEGATIVA DELLA POLITICA, IN UN MOMENTO PROSSIMO AD ELEZIONI, NEL QUALE QUINDI SE NE AVVERTE MAGGIORMENTE IL PERICOLO, TANTO PIÙ NEI NS. COMUNI.
IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA CALABRIA, PER ALTRO VERSO, CON L’APPROVAZIONE DI QUESTA LEGGE PRO FUSIONE CORIGLIANO ROSSANO VARERÀ L’ATTO CERTAMENTE DI MAGGIORE RILEVANZA TERRITORIALE POSTO IN ESSERE NELL’INTERA CONSILIATURA CHE VOLGE AL SUO TERMINE.
AI FUTURI CONSIGLIO COMUNALE E SINDACO DELLA NUOVA CITTÀ SPETTERÀ DI AFFRONTARE UNA FASE COSTITUENTE CHE DOVRÀ ESSERE ALLARGATA AL CONCORSO ATTIVO DI TUTTI I CITTADINI AFFINCHÈ TALE PERCORSO DI TRANSIZIONE ISTITUZIONALE SIA AL RIPARO DA SPECULAZIONI E DA SOTTERFUGI DI QUALSIASI NATURA, COSÌ COME RIBADITO DI RECENTE DA S.E. IL VESCOVO DELLE DUE CITTÀ MONS. SATRIANO CHE TANTA POSITIVA PARTE HA FIN QUI AVUTO NEGLI ESITI POSITIVI DELLA FUSIONE.
LA STORIA CHIAMA I NOSTRI CONSIGLIERI REGIONALI AD APPROVARE LA LEGGE GRAZIANO CELERMENTE ED IN MODO COSCIENZIOSO, PER IL BENE DI TUTTA LA CALABRIA E PER IL SUO PROGRESSO.
IL COORDINATORE
AMERIGO MINNICELLI

Si informa che la Delegazione del Comitato 100A sarà così formata:
Amerigo Minnicelli, Cosimo Montera, Franco Cirò, Eugenio Farina, Luca Latella (addetto Stampa) e Antonio Monaco.

 

 


Commenti   

+1 #4 Democrat libero 2018-01-17 08:35
Il "disordine" mentale della Fusione è racchiuso tutto nel testo appena pubblicato. Basta vedere chi sono i componenti che rappresenteranno le associazioni (!!!!). Ed ora ecco la querelle della legge sulla Fusione. Premetto che ho votato NO, non perché non credessi nella importanza della Fusione ma solo perché ritenevo giusto che il cammino della stessa venisse definito a priori per evitare che si andasse a sbattere contro i muri della burocrazia di fronte ai quali pare che lo stesso camino possa ora arenarsi in barba alla democratica, o meno, definizione del voto referendario. Sarebbe giusto dare spazio ai GIOVANI che, purtroppo, si sono invecchiati dietro personaggi che da oltre 60 anni sono in giro a ricoprire ruoli a loro mai affidati da nessuno se non occupati con l'ingordigia di chi ha sempre sfruttato le proprie egemoni posizioni a discapito di tutto e di tutti. Mi piacerebbe che qualcuno della vecchia DC degli anni settanta intervenisse per spiegare come si assegnavano gli assessori a quei tempi...alcuni sono diventati tali solo in "forza" ai propri muscoli!!!!...per dire che ben venga la fusione ma basta strumentalizzarla a "parole" senza una vera incisiva lotta che possa, adesso più che mai, coinvolgere il POPOLO attorno ad un progetto che ne pianifichi i tempi concordamente con l'attività Politica Regionale di definitiva approvazione. Ed invece ancora sterili proclami che vanno a coprire e riempire, ma solo in minima parte, tutti quei buchi e vuoti nati da una lacunosa attività di programmazione propedeutica allo stesso voto referendario. Forza giovani. Il futuro è nelle vostre mani non fatevi ancora oggi fagocitare da chi per 60 anni ha governato questo territorio riducendoli ad un letamaio. Prendetevi il futuro che vi appartiene ed andate voi a discutere della Fusione e della vostra interessata partecipazione evitando che i soliti "vecchi" vadano ad utilizzare le loro cavernose voci ed i loro anacronistici e melassosi discorsi che non hanno mai arricchiti nessuno e neanche il territorio se non le solite cricche di cui la stria locale ne è piena.
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-2 #3 ANGELO VITERITTI 2018-01-16 21:21
Mi dispiace contraddirla dott. Morrone ma anche il fenomeno dell'astensionismo è insito dei sistemi democratici e come tale che piaccia o no merita rispetto.Il problema che pongo sul referendum per fusione riguarda una legge truffa che comunque non rispetta la volontà popolare qualunque sia l'esito.Arrampicarsi sugli specchi citando i risultati elettorali degli ultimi vent'anni ma io direi da sempre, che nulla hanno in comune con la famigerata legge regionale sul refendum è proprio una vergogna.Altro che instaurare la dittatura.Ho l'impressione che il concetto di democrazia sta diventando un uso distorto per il proprio tornaconto e convenienza.Cordialmente
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-1 #2 Fulvio Morrone 2018-01-16 16:06
Democrazia? L'astensionismo é un fenomeno ricorrente dell'ultimo ventennio, ormai anche molti paesi europei ne sono afflitti. È un male connesso al "benessere" delle società moderne, i popoli sono "distratti" e disinteressati. Fenomeno opposto si verifica in tutti qiei paesi sottosviluppati in cui il voto è considerato una conquista democratica.
Se il suo concetto di democrazia fosse corretto dovremmo annullare le elezioni degli ultimi vent'anni, dovremmo poi costringere con la forza i popoli ad andare a votare, e perché no magari istauriamo una bella dittatura. Mi sa che la Democrazia è un'altra cosa. Cordialmente
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0 #1 ANGELO VITERITTI 2018-01-16 12:35
Ma di quale popolo parla? Se avete rispetto del popolo,prendete atto che la stragrande maggioranza ha preferito l'astensione di massa,all'imbroglio ordito con una legge truffa che non rispettava la volontà popolare.Pretendere il "rispetto del popolo" di quei quattro miseri voti favorevoli alla fusione significa offendere la DEMOCRAZIA.
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