Che Corigliano Calabro, dopo oltre 4 anni di consiliatura Geraci, sia arrivata allo stremo delle forze è cosa nota. Gli oltre 7.600 Coriglianesi che hanno votato “Sì” alla fusione per togliersi di mezzo l’amministrazione in carica ne rappresentano la prova. Del resto, basta girare per la Città, basta ascoltare la gente negli uffici e nelle piazze, basta leggere i vari blog e quotidiani locali per rendersi conto delle gravissime condizioni in cui vegeta il nostro territorio. 

Intere contrade senz’acqua, numerosissime strade e quartieri colabrodo deturpati da pericolosissime buche (Ministalla, Contrada Santa Lucia e Via Nazionale, solo per citarne alcune), randagi che sbucano da tutte le parti e che finiscono, spesso e volentieri, ad ingrossare le fila del canile privato il quale fornisce loro vitto e alloggio a spese nostre; le nostre case trasformate “obtorto collo” in “mini discariche” private presso le quali, non senza pochi sacrifici, stocchiamo e differenziamo i rifiuti, a gratis, non si capisce bene per trarne quali vantaggi in bolletta, posto come le stesse continuano e continueranno ad aumentare. Per arrivare, fino ai giorni nostri, alle ultime segnalazioni sul blog relativamente a mancanza di illuminazione alla rotatoria di Via Provinciale ed alla ben più grave assenza dei riscaldamenti presso alcune scuole, per presunta mancanza della necessaria manutenzione delle caldaie. Il tutto, nelle more della decisione finale del Ministero dell’Interno il quale, entro e non oltre il prossimo 22 di dicembre, si esprimerà definitivamente, in un senso o in un altro, in merito al recente accesso della Commissione antimafia inviata a Palazzo Garopoli su impulso della Prefettura di Cosenza. E potrei andare avanti per settimane, ma mi fermo qui.


In tutto questo sfacelo generale, quale sembra essere diventato il problema principale di Geraci? Approvare il Piano triennale di fabbisogno del personale per procedere, tra gli altri, all’assunzione di 3 dipendenti Cat. D3 entro il prossimo 31 dicembre. Perchè 200 dipendenti non sono di certo abbastanza. All’improvviso, a Palazzo Garopoli, la parola d’ordine è diventata “assumere”. Personalmente, mi auguro vivamente non ci siano i soliti “Andreottiani” che cominciano a vedere ed a pensare subito male. E’ del tutto evidente, infatti, come la specificazione nella deliberazione del Piano in cui si afferma che si verificherà l’assenza di “graduatorie vigenti” prima di procedere “all’espletamento delle procedure concorsuali”, e quindi alle assunzioni, rappresenti solo un obbligo di Legge. Così come, invece, è solo un caso che la presunta validità di tale graduatoria andrebbe a scadere il prossimo 31 dicembre; così come di certo non può essere considerata una colpa, per la nuora del Sindaco, di figurare al terzo posto, su quattro classificati, all’interno di tale graduatoria. Del resto, anche in assenza di qualsiasi impulso da parte della Giunta Geraciana in tal senso, più o meno entro 60 gg, almeno a quanto ho capito, la Regione avrebbe nominato il Commissario alla fusione il quale insediandosi a Corigliano-Rossano la prima cosa che avrebbe sicuramente fatto sarebbe stato di procedere a scorrere la famosa graduatoria del 2008. Certo fa specie, a ben vedere, come le spese previste per tali assunzioni (640 mila euro in 3 anni) si siano decise in sala Giunta deliberando in assenza, ma anche questa non può che essere una coincidenza, proprio dell’Assessore alle Finanze il quale, mi auguro, le finanze comunali dovrebbe conoscerle bene.


Del resto, ora che le casse della Città sono finalmente ritornate a “nuova vita” e “piene zeppe” di soldi, era ovvio che si sarebbero trovati 640 mila euro per i nuovi assunti, arrivando ad una spesa per il personale complessiva di oltre 6,4 milioni di euro all’anno. Pensate che le casse comunali sono così “piene” di soldi che appena il 14 novembre la Giunta Geraci, con deliberazione n. 188, ha dato mandato ad un operatore del manutentivo, ad un vigile urbano ed a un dipendente della società di riscossione Municipia di “staccare” le utenze dell’acqua ai morosi, proprio perché la gente non paga ed il “basso grado di copertura del preventivato costo del servizio costituisce una situazione pregiudizievole per la sana gestione finanziaria dell’Ente concorrendo a rendere difficoltosa la tenuta degli equilibri di bilancio”, che tradotto significa che se la gente continua a non pagare l’acqua, tra le altre cose, si chiude “bottega”. Le casse di Corigliano, ancora, sono così “piene” che proprio in questi giorni si è proceduto all’ennesimo “prelievo” dal Fondo di Riserva, delibera n. 194 del 16 novembre, il quale, ad oggi e dopo l’ennesimo prelievo, ha una disponibilità residua di soli 91 euro. Voglio proprio vedere dove andranno a prendere i soldi, in caso di problemi, da qui al 31 dicembre. Mi piacerebbe sapere, inoltre, cosa ne pensano di tali nuove assunzioni, le quali comporteranno una spesa triennale di 640 mila euro che pagheremo con le nostre tasse, i 58 dipendenti comunali con inquadramento “A” dei quali, almeno così sembrerebbe, in numero di 33 svolgerebbero mansioni superiori, visto che per loro, a quanto pare, all’interno del Piano del Personale approvato da Geraci, nonostante le “casse che trasudano soldi” ed il presunto avvenuto “risanamento” delle stesse, di denari per la progressione contrattuale non ce n’è manco l’ombra. E, pure, avrei piacere di conoscere all’uopo anche la sempre puntuale e preziosissima opinione dei Sindacati interessati la quale, almeno ad oggi, non mi pare di avere scorto da nessuna parte.

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Dott. Enzo Claudio Gaspare SIINARDI 

 

 


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