Dopo il positivo responso della popolazione di Corigliano e di Rossano alla fusione delle due Città in una Città Unica, di colpo si è entrati nei tempi della transizione, durante la quale si dovrà costruire democraticamente la fase preparatoria per giungere allo svolgimento delle prime elezioni della Città Nuova: un evento straordinario, che va gestito con decisioni non affrettate, il più possibile partecipate e condivise.

In questo i protagonisti devono essere non solo i Consigli Comunali in carica di Corigliano e di Rossano con i relativi sindaci e le rispettive Giunte, e i comitati, che hanno sostenuto il Sì, ma anche, e soprattutto, le forze, che si sono schierate per il No, attivando nel dibattito, in particolare, la partecipazione dal basso di tutte le forze vive delle due Città: tutti i partiti politici presenti nelle due realtà socioeconomiche, anche se non sono rappresentati nei due civici consessi, i sindacati, le associazioni culturali e di categorie, le variegate forze produttive in modo, da interrogare e far esprimere il tessuto vivo delle due Città con l’obiettivo di enucleare un protocollo di intese e di bisogni complessivamente condivisi e largamente rappresentativi di tutti i ceti popolari, sia pure una minoranza.
Per intanto, bisogna prendere atto della convinta consapevolezza che le strutture amministrative delle due Città non sono arrivate al referendum con l’affanno, ma, come sempre, hanno svolto bene il loro compito. E se pure qualche carenza si fosse manifestata, questa è l’occasione per ovviarvi con un forte impegno nella loro razionalizzazione e nel loro potenziamento, istituendo eventualmente nuove Delegazioni Comunali, come per esempio a Corigliano quelle di Schiavonea e di Cantinella e a Rossano di Amica e di Piragineti, utilizzando al meglio il personale già alle dipendenze e le nuove tecnologie informatiche, per avvicinare le istituzioni ai cittadini e dare il segno tangibile del cambiamento: che uniti si affrontano meglio le questioni dello sviluppo.
La costruzione di una Città Unica non è l’occasione per allargare allegramente i cordoni della borsa, se non se ne ravvisi l’assoluta necessità, ma il momento della riflessione comune sul funzionamento dei servizi e sulla partecipazione dei cittadini alle scelte, che bisogna fare sul territorio e, soprattutto, l’occasione per ricondurre ad unità quelle, che riguardano lo sviluppo socioeconomico delle due Città nella Piana di Sibari.
In questa fase di transizione le Delegazioni Comunali esistenti rappresentano la continuità e, perciò, devono continuare a lavorare come e meglio di prima, puntando nell’immediato all’efficientamento delle strutture esistenti ed in prospettiva, eventualmente, al loro potenziamento, per come già prospettato.
In questi giorni qualcuno ha ventilato l’idea che le due Amministrazioni Comunali si debbano dimettere per dare via libera alla nomina di un Commissario Prefettizio. A riguardo il Partito Comunista di Rossano, ma riteniamo di poter dire anche di Corigliano visto che fino ad oggi qui non si è ancora costituita una sezione, è assolutamente contrario a questa soluzione, che azzererebbe gli unici organismi istituzionali democraticamente eletti dal popolo a favore di una soluzione monocratica, in quanto in questa fase transitoria il processo di preparazione alle elezioni generali nelle due Città per eleggere il Consiglio Comunale Unico verrebbe interpretato come un processo imposto dall’alto. Anche perché non si è in presenza di un normale commissariamento a seguito delle dimissioni di un sindaco o di un Consiglio Comunale. Per questo, da comunisti, riteniamo che l’organismo, che deve portare alle elezioni, deve essere un organismo plurale, rappresentativo di tutte le sensibilità cittadine.
Pensiamo ad un Coordinamento Democratico fra le due Città, in cui siano presenti al completo i due Consigli Comunali con i due sindaci e le relative Giunte, e in cui siano rappresentati tutti i partiti politici operanti nelle due realtà socioeconomiche, i sindacati, le associazioni culturali e di categorie, le forze produttive, con rappresentanza paritaria, che prepari le elezioni ed elabori il documento programmatico di attuazione concreta della volontà referendaria del popolo per la fusione delle due Città in UNA.
Nell’attesa che maturino gli eventi, i due Consigli Comunali in carica, prendendo atto con una delibera consiliare che tra le due Città esiste già da più anni un intenso scambio di relazioni umane e lavorative, di attività commerciali e imprenditoriali, possono dare un segno immediato divoler camminare insieme, dimostrando concretamente che il processo di fusione tra le due Città non potrà essere arrestato, ma dovrà essere sostenuto con atti deliberativi conseguenti, due in particolare, fortemente indicatori della comune volontà di voler stare insieme nelle scelte: la realizzazione del Mercato Ortofrutticolo nell’area cerniera di C.da Inziti, e la Realizzazione della Strada di Collegamento tra lo Scalo di Corigliano e quello di Rossano parallela alla ferrovia TA-RC e a monte di questa, di cui a Rossano Scalo V.le dei Normanni è stato solo il 1° lotto, riconoscendone la necessità irrinunciabile per evitare ai lavoratori dei due popolosi Centri di affrontare i pericoli su loro incombenti ogni giorno, percorrendo la superstrada ionica per recarsi al lavoro.
E nel prosieguo, dopo le elezioni degli organi istituzionali, legittimati dal voto popolare si affronteranno i problemi comuni dello sviluppo: dalla viabilità di collegamento ai trasporti, dal porto alla centrale termoelettrica, dalle opere territoriali di interesse comune a quelle di infrastrutturazione nella Piana, etc., senza la fretta di fare per fare, di decidere e di operare, rischiando di sbagliare.
E nelle more di iniziative comuni e, soprattutto, condivise, far funzionare la macchina amministrativa dei due Comuni, alternando ragionevolmente l’uso delle sedi politiche istituzionali.

Rossano, 14/11/2017. per il Partito Comunista Italiano di Rossano
il Segretario Cittadino ing. Giuseppe Marincolo

 

 


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