CAPUTO: EVITARE STESSI ERRORI DI 16 ANNI FA. VIRTUOSO PROCESSO CULTURALE NEL QUALE CREDERE
Votare Sì, DOMENICA 22 OTTOBRE, alla fusione delle due città di ROSSANO e di CORIGLIANO è e sarà soprattutto un atto d’amore per le future generazioni. 

Un voto favorevole della stragrande maggioranza delle due popolazioni che prenderà atto di una fusione culturale, sociale, imprenditoriale e demografica che è già realtà, al di là dei distinguo e delle obiezioni assurde di cui qualcuno pensa ancora di poter farsi interprete, pensando ancora una volta di fermare la storia e lo sviluppo di questo territorio. Un Sì convinto per cancellare definitivamente un dualismo che tanto ha nuociuto a questo territorio.

È quanto dichiara il consigliere comunale Giuseppe CAPUTO sottolineando come a distanza di oltre 16 anni, da parte degli stessi ambienti politico-istituzionali, si è tentato di confondere e di inquinare artatamente il confronto chiaro e lineare sulla necessità di rafforzare l’area urbana CORIGLIANO-ROSSANO, spostando forzatamente il contesto spazio-temporale.

Esattamente come nel 2001 – va avanti CAPUTO, allora Presidente del Consiglio Comunale di Rossano – quando ci confrontavamo sull’ipotesi di nuova provincia tra le città di CORIGLIANO e di ROSSANO, da certi ambienti, gli stessi di oggi, veniva avanzata l’obiezione di allargare i confini di quel progetto preciso non soltanto a CASSANO/SIBARI ma addirittura anche a CASTROVILLARI, con l’evidente finalità, poi miseramente raggiunta, di far naufragare quell’obiettivo, che era invece realistico ed all’epoca storico per questo territorio. Quello di diventare capoluogo di una nuova provincia calabrese. È per questi motivi che oggi non è consentito a nessuno ripetere gli stessi errori del passato.

Se – prosegue – solo per fare due esempi tra i tanti, non ci si fosse impantanati nel solito ostruzionismo di chi non crede ad un futuro diverso per questo territorio attraverso la fusione delle sue due più importanti città, probabilmente avremmo già da vent’anni un depuratore consortile funzionante o, ancora, non avremmo perso definitivamente quel Dipartimento Emergenza Accettazione (DEA) che avrebbe sicuramente rappresentato un presidio per il diritto alla salute di tutte e due le città e di un’area più vasta.

Noi ci credevamo ieri e ci crediamo oggi. E dobbiamo crederci – scandisce – al di là di quali e quanti finanziamenti ulteriori potrebbe più facilmente intercettare la nuova e più grande realtà urbana ed istituzionale alla quale ambiamo. Siamo convinti, infatti, che la fusione sia anzi tutto un virtuoso processo culturale.

Quella che ci attende – conclude CAPUTO – è una nuova e straordinaria pagina sociale prima ancora che istituzionale di cui i principali interpreti e protagonisti saranno i giovani di ROSSANO e di CORIGLIANO che già vivono le due città come un’unica grande area comune, senza alcun inutile dualismo, rappresentando essi già oggi l’espressione più autentica e forte di quella sinergia e di quel gioco di squadra al quale tutti dobbiamo guardare con umiltà e spirito di emulazione. 


Commenti   

+10 #9 Domenico Mazza 2017-10-13 14:53
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Ci vuole coraggio. Ah se fosse vivo Giacinto Casciaro e come manca a questo dibattito. Caputo, da politico navigato, intorbidisce le acque. Fa finta di non sapere (ma lo sa benissimo) che la provincia Rossano-Ccorigliano NON LA VOLEVA NESSUNO (solo Rossano e neppure Corigliano perché ci si rendeva conto di quanto fosse irrealizzabile) , soprattutto i comuni a sud di Rossano. Tutti i comuni (da Rocca Imperiale a Cariati, tranne Rossano) fecero la delibera di adesione alla provincia della Sibaritide; solo Caputo, ostinatamente, fece in modo che il Comune di Rossano non l'approvò. L'unica cosa seria era, appunto, quella della provincia della SIbaritide e poi gli incontri con Castrovillari furono fatti solo per cercare di non far naufragare l'intero progetto. Ero e sono deciso a votare no: ove mai cambiassi idea sino a domenica 22, basterebbe la ipocrisia contenuta in questo articolo per rimanere convinto nel votare NO. Caputo queste inesattezze storiche può raccontarle solo a quelli che non si ricordano della vicenda….
Sulla storia del DEA stendiamo un velo pietoso: non ci siamo dimenticati degli oscuri incontri fatti a Catanzaro per "fottere" la struttura ospedaliera di Corigliano..

Gentile utente, mi rincresce farle notare, che le proposte dibattimentali che hanno portato all'istituzione di nuove province in Italia di recente risalgono al 1991/2 ( anno dell'istituzione delle sette sorelle, poi diventate otto con un colpo di mano del senatore Murmura che fece istituire Vibo Valentia) al 2001, le 4 nuove province sarde, istituite comunque con statuto speciale, e al 2004 con l'istituzione di Monza , Fermo e del BAT. Nel 1992 la proposta di provincia per il nostro comprensorio era solo quella di Castrovillari, la quale pensi un pò, è stata ad un passo dal diventarlo, peccato che poi con la revisione dei numeri minimi di popolazione la provincia di Castrovillari non avrebbe raggiunto il tetto fissato per le nuove istituzioni in 200000 abitanti. La mancata istituzione della provincia della sibaritide al tempo dipese solo dal fatto che non si riusciva ad identificare una città capoluogo che potesse assurgere a tale ruolo (fonti del parlamento italiano, non del banco dei pegni). L'idea di Sibari capoluogo, fece ridere non pochi al tempo, se non altro per l'inammissibilità della stessa ai criteri di legge, non essendo Sibari un comune autonomo ma porzione o frazione di un altro ( a tal riguardo la invito a documentarsi circa il referendum che il comune di Cassano tenne nel 1991 per procedere al cambio del nome di Cassano allo jonio in Sibari, pensato da un senatore locale dell'epoca per bypassare le problematiche relative alla non possibile istituzione di Sibari come appunto capoluogo). La proposta Rossano Corigliano, Castrovillari, nasceva a seguito della istituzione del BAT , unico caso di provincia italiana con tre città capoluogo, ma Castrovillari, da indipendentista come sempre si tirò fuori prontamente convinta di poter corteggiare l'alto tirreno cosentino al fine di raggiungere il tetto che la legge aveva istituito in 200 mila ab. Peccato che però non aveva considerato che le popolazioni a nord di Scalea si erano già date disponibili alla costituzione per incorporazione ad una terza provincia lucana che avrebbe visto il suo capoluogo in Lagonegro- Lauria. Ma Castrovillari non era nuova a tali procedimenti indipendentisti e scevri dal contesto sibarita, ricorderà immagino la proposta che aveva partorito circa l'aeroporto del Pollino nel pianoro gravitante ai piedi di Morano Calabro ( per 4 mesi l'anno invaso dalla neve). Rimaneva una sola ed unica ipotesi, che era quella Rossano Corigliano ( e le garantisco che se le città al tempo fossero già state fuse, adesso le targhe degli autoveicoli del comprensorio non sarebbero CS, a tal riguardo La inviterei a leggere pagina 56 cap 3 "Processi di globalizzazione e localismi il caso della sibaritide" , "scritto mastro" della mia laurea , ne troverà copia qualora volesse nella biblioteca Tarantelli , e nel dipartimento di sociologia e scienza politica, cubo 4c Unical. Gentile utente, Rossano non ha mai avuto una discriminazione verso Sibari, della quale ha sempre riconosciuto il suo incommensurabile valore storico, ha solo ragionato in termini chiari e pratici riguardo un principio costituzionale che non avrebbe permesso l'istituzione di un capoluogo in una frazione di un comune. Vede in quegli anni si diceva anche che la Brianza era diventata provincia mentre la sibaritide no. Ebbene la Brianza ha sempre avuto il suo capoluogo in Monza, la sibaritide pure, solo che alcuni con qualche diottria in meno non riuscivano a notarlo, quel capoluogo è ed è sempre stata Corigliano-Rossano e mi esprimo al singolare e non al duale/plurale perché stiamo parlando di una sola città. Cordialmente, Domenico Mazza.


gentilissimo Signore, ciò che lei rispettabilmente scrive non smentisce (anzi conferma) che nessun comune di quelli che fecero la delibera di adesione alla Provincia della Sibaritide era favorevole a quella Rossano-Corigliano, sopratutto i comuni che gravitano da sempre su Rossano (non peraltro capo del comitato era il,sindaco di calopezzati Giudiceandrea) strenuo sostenitore della proposta Provoncia della Sibaritide. La idea della provincia Rossano Corigliano (rimase tale perché nessun comune la voleva) era, giustamente, rifiutata, perché si vedeva un tentativo, sopratutto dalla parte politica di Rossano e dei suoi rappresentati (in primis chi ha scritto l’articolo in commento) un ulteriore tentativo di accertamento della città bizantina la quale, a sua volta, non intese approvare la delibera di adesione alla provincia della Sibaritide. È giusto ricordare questo..poi tutto andò all’aria perché le proposte di province furono accantonate..ma non si può, dopo 16 anni, venire a raccontare...inesattezze: l’anello al naso non lo abbiamo mai avuto. Cordialmente

Vero il fatto di non sostenere la provincia di Corigliano Rossano, da parte di diversi comuni, non riconoscendo ancora quello spirito identitario del quale ebbi già a parlare in un precedente commento a tale autorevole blog (la invito a leggerlo), com'è parimenti vero che aver spalleggiato una proposta legalmente irrealizzabile e con presupposti che definire utopistici sarebbe un eufemismo ha portato come sempre un pugno di niente, nel mentre Altre realtà riuscivano a spintoni a farsi spazio nella mischia. Le battaglie vanno combattute con la consapevolezza di avere un esercito pronto per l'armamento, altrimenti sarebbe il caso di chinare la testa e valutare un armistizio. Al tempo l'esercito era la comunità di Rossano e Corigliano, ma come Lei ricorderà, i prodi "300" hanno solo messo in atto un battaglia alle Termopili per bloccare Serse, ma senza l'arrivo degli ateniesi non si poteva neanche pensare, nonostante il valore degli spartani, di poter contrastare la potenza persiana. Ai pochi "300" che credevano nel progetto " Corigliano Rossano",al tempo mancarono gli aiuti ateniesi ( i comuni contermini che erano occupati alla valorizzazione del loro piccolo "particulare" Guicciardiniano; oggi però quelle popolazioni "ateniesi" si son ravvedute, consapevoli dei passati errori, alla causa della fusione dell'unica città da sempre esistita nella sibaritide. Cordialmente la saluto, Domenico Mazza.
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-3 #8 Visitor 2017-10-13 07:59
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Ci vuole coraggio. Ah se fosse vivo Giacinto Casciaro e come manca a questo dibattito. Caputo, da politico navigato, intorbidisce le acque. Fa finta di non sapere (ma lo sa benissimo) che la provincia Rossano-Ccorigliano NON LA VOLEVA NESSUNO (solo Rossano e neppure Corigliano perché ci si rendeva conto di quanto fosse irrealizzabile) , soprattutto i comuni a sud di Rossano. Tutti i comuni (da Rocca Imperiale a Cariati, tranne Rossano) fecero la delibera di adesione alla provincia della Sibaritide; solo Caputo, ostinatamente, fece in modo che il Comune di Rossano non l'approvò. L'unica cosa seria era, appunto, quella della provincia della SIbaritide e poi gli incontri con Castrovillari furono fatti solo per cercare di non far naufragare l'intero progetto. Ero e sono deciso a votare no: ove mai cambiassi idea sino a domenica 22, basterebbe la ipocrisia contenuta in questo articolo per rimanere convinto nel votare NO. Caputo queste inesattezze storiche può raccontarle solo a quelli che non si ricordano della vicenda….
Sulla storia del DEA stendiamo un velo pietoso: non ci siamo dimenticati degli oscuri incontri fatti a Catanzaro per "fottere" la struttura ospedaliera di Corigliano..

Gentile utente, mi rincresce farle notare, che le proposte dibattimentali che hanno portato all'istituzione di nuove province in Italia di recente risalgono al 1991/2 ( anno dell'istituzione delle sette sorelle, poi diventate otto con un colpo di mano del senatore Murmura che fece istituire Vibo Valentia) al 2001, le 4 nuove province sarde, istituite comunque con statuto speciale, e al 2004 con l'istituzione di Monza , Fermo e del BAT. Nel 1992 la proposta di provincia per il nostro comprensorio era solo quella di Castrovillari, la quale pensi un pò, è stata ad un passo dal diventarlo, peccato che poi con la revisione dei numeri minimi di popolazione la provincia di Castrovillari non avrebbe raggiunto il tetto fissato per le nuove istituzioni in 200000 abitanti. La mancata istituzione della provincia della sibaritide al tempo dipese solo dal fatto che non si riusciva ad identificare una città capoluogo che potesse assurgere a tale ruolo (fonti del parlamento italiano, non del banco dei pegni). L'idea di Sibari capoluogo, fece ridere non pochi al tempo, se non altro per l'inammissibilità della stessa ai criteri di legge, non essendo Sibari un comune autonomo ma porzione o frazione di un altro ( a tal riguardo la invito a documentarsi circa il referendum che il comune di Cassano tenne nel 1991 per procedere al cambio del nome di Cassano allo jonio in Sibari, pensato da un senatore locale dell'epoca per bypassare le problematiche relative alla non possibile istituzione di Sibari come appunto capoluogo). La proposta Rossano Corigliano, Castrovillari, nasceva a seguito della istituzione del BAT , unico caso di provincia italiana con tre città capoluogo, ma Castrovillari, da indipendentista come sempre si tirò fuori prontamente convinta di poter corteggiare l'alto tirreno cosentino al fine di raggiungere il tetto che la legge aveva istituito in 200 mila ab. Peccato che però non aveva considerato che le popolazioni a nord di Scalea si erano già date disponibili alla costituzione per incorporazione ad una terza provincia lucana che avrebbe visto il suo capoluogo in Lagonegro- Lauria. Ma Castrovillari non era nuova a tali procedimenti indipendentisti e scevri dal contesto sibarita, ricorderà immagino la proposta che aveva partorito circa l'aeroporto del Pollino nel pianoro gravitante ai piedi di Morano Calabro ( per 4 mesi l'anno invaso dalla neve). Rimaneva una sola ed unica ipotesi, che era quella Rossano Corigliano ( e le garantisco che se le città al tempo fossero già state fuse, adesso le targhe degli autoveicoli del comprensorio non sarebbero CS, a tal riguardo La inviterei a leggere pagina 56 cap 3 "Processi di globalizzazione e localismi il caso della sibaritide" , "scritto mastro" della mia laurea , ne troverà copia qualora volesse nella biblioteca Tarantelli , e nel dipartimento di sociologia e scienza politica, cubo 4c Unical. Gentile utente, Rossano non ha mai avuto una discriminazione verso Sibari, della quale ha sempre riconosciuto il suo incommensurabile valore storico, ha solo ragionato in termini chiari e pratici riguardo un principio costituzionale che non avrebbe permesso l'istituzione di un capoluogo in una frazione di un comune. Vede in quegli anni si diceva anche che la Brianza era diventata provincia mentre la sibaritide no. Ebbene la Brianza ha sempre avuto il suo capoluogo in Monza, la sibaritide pure, solo che alcuni con qualche diottria in meno non riuscivano a notarlo, quel capoluogo è ed è sempre stata Corigliano-Rossano e mi esprimo al singolare e non al duale/plurale perché stiamo parlando di una sola città. Cordialmente, Domenico Mazza.


gentilissimo Signore, ciò che lei rispettabilmente scrive non smentisce (anzi conferma) che nessun comune di quelli che fecero la delibera di adesione alla Provincia della Sibaritide era favorevole a quella Rossano-Corigliano, sopratutto i comuni che gravitano da sempre su Rossano (non peraltro capo del comitato era il,sindaco di calopezzati Giudiceandrea) strenuo sostenitore della proposta Provoncia della Sibaritide. La idea della provincia Rossano Corigliano (rimase tale perché nessun comune la voleva) era, giustamente, rifiutata, perché si vedeva un tentativo, sopratutto dalla parte politica di Rossano e dei suoi rappresentati (in primis chi ha scritto l’articolo in commento) un ulteriore tentativo di accertamento della città bizantina la quale, a sua volta, non intese approvare la delibera di adesione alla provincia della Sibaritide. È giusto ricordare questo..poi tutto andò all’aria perché le proposte di province furono accantonate..ma non si può, dopo 16 anni, venire a raccontare...inesattezze: l’anello al naso non lo abbiamo mai avuto. Cordialmente
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-5 #7 Lochness 2017-10-13 07:25
Quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno...
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+14 #6 Domenico Mazza 2017-10-13 01:41
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Ci vuole coraggio. Ah se fosse vivo Giacinto Casciaro e come manca a questo dibattito. Caputo, da politico navigato, intorbidisce le acque. Fa finta di non sapere (ma lo sa benissimo) che la provincia Rossano-Ccorigliano NON LA VOLEVA NESSUNO (solo Rossano e neppure Corigliano perché ci si rendeva conto di quanto fosse irrealizzabile) , soprattutto i comuni a sud di Rossano. Tutti i comuni (da Rocca Imperiale a Cariati, tranne Rossano) fecero la delibera di adesione alla provincia della Sibaritide; solo Caputo, ostinatamente, fece in modo che il Comune di Rossano non l'approvò. L'unica cosa seria era, appunto, quella della provincia della SIbaritide e poi gli incontri con Castrovillari furono fatti solo per cercare di non far naufragare l'intero progetto. Ero e sono deciso a votare no: ove mai cambiassi idea sino a domenica 22, basterebbe la ipocrisia contenuta in questo articolo per rimanere convinto nel votare NO. Caputo queste inesattezze storiche può raccontarle solo a quelli che non si ricordano della vicenda….
Sulla storia del DEA stendiamo un velo pietoso: non ci siamo dimenticati degli oscuri incontri fatti a Catanzaro per "fottere" la struttura ospedaliera di Corigliano..

Gentile utente, mi rincresce farle notare, che le proposte dibattimentali che hanno portato all'istituzione di nuove province in Italia di recente risalgono al 1991/2 ( anno dell'istituzione delle sette sorelle, poi diventate otto con un colpo di mano del senatore Murmura che fece istituire Vibo Valentia) al 2001, le 4 nuove province sarde, istituite comunque con statuto speciale, e al 2004 con l'istituzione di Monza , Fermo e del BAT. Nel 1992 la proposta di provincia per il nostro comprensorio era solo quella di Castrovillari, la quale pensi un pò, è stata ad un passo dal diventarlo, peccato che poi con la revisione dei numeri minimi di popolazione la provincia di Castrovillari non avrebbe raggiunto il tetto fissato per le nuove istituzioni in 200000 abitanti. La mancata istituzione della provincia della sibaritide al tempo dipese solo dal fatto che non si riusciva ad identificare una città capoluogo che potesse assurgere a tale ruolo (fonti del parlamento italiano, non del banco dei pegni). L'idea di Sibari capoluogo, fece ridere non pochi al tempo, se non altro per l'inammissibilità della stessa ai criteri di legge, non essendo Sibari un comune autonomo ma porzione o frazione di un altro ( a tal riguardo la invito a documentarsi circa il referendum che il comune di Cassano tenne nel 1991 per procedere al cambio del nome di Cassano allo jonio in Sibari, pensato da un senatore locale dell'epoca per bypassare le problematiche relative alla non possibile istituzione di Sibari come appunto capoluogo). La proposta Rossano Corigliano, Castrovillari, nasceva a seguito della istituzione del BAT , unico caso di provincia italiana con tre città capoluogo, ma Castrovillari, da indipendentista come sempre si tirò fuori prontamente convinta di poter corteggiare l'alto tirreno cosentino al fine di raggiungere il tetto che la legge aveva istituito in 200 mila ab. Peccato che però non aveva considerato che le popolazioni a nord di Scalea si erano già date disponibili alla costituzione per incorporazione ad una terza provincia lucana che avrebbe visto il suo capoluogo in Lagonegro- Lauria. Ma Castrovillari non era nuova a tali procedimenti indipendentisti e scevri dal contesto sibarita, ricorderà immagino la proposta che aveva partorito circa l'aeroporto del Pollino nel pianoro gravitante ai piedi di Morano Calabro ( per 4 mesi l'anno invaso dalla neve). Rimaneva una sola ed unica ipotesi, che era quella Rossano Corigliano ( e le garantisco che se le città al tempo fossero già state fuse, adesso le targhe degli autoveicoli del comprensorio non sarebbero CS, a tal riguardo La inviterei a leggere pagina 56 cap 3 "Processi di globalizzazione e localismi il caso della sibaritide" , "scritto mastro" della mia laurea , ne troverà copia qualora volesse nella biblioteca Tarantelli , e nel dipartimento di sociologia e scienza politica, cubo 4c Unical. Gentile utente, Rossano non ha mai avuto una discriminazione verso Sibari, della quale ha sempre riconosciuto il suo incommensurabile valore storico, ha solo ragionato in termini chiari e pratici riguardo un principio costituzionale che non avrebbe permesso l'istituzione di un capoluogo in una frazione di un comune. Vede in quegli anni si diceva anche che la Brianza era diventata provincia mentre la sibaritide no. Ebbene la Brianza ha sempre avuto il suo capoluogo in Monza, la sibaritide pure, solo che alcuni con qualche diottria in meno non riuscivano a notarlo, quel capoluogo è ed è sempre stata Corigliano-Rossano e mi esprimo al singolare e non al duale/plurale perché stiamo parlando di una sola città. Cordialmente, Domenico Mazza.
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+8 #5 Rocco Chiaro 2017-10-12 23:12
Nonostante Caputo voterò e farò votare SI alla fusione. E' strano che il Consigliere Caputo sia ora un appassionato sostenitore della fusione quando in passato è stato un acceso e strenuo portabandiera del campanilismo. Probabilmente, alcuni vecchi politicanti, ritengono che questo sia una buona occasione per ritornare in sella ma i tempi sono cambiati e i cittadini cominciano a riflettere e a ricordare. Il consigliere Caputo in questo suo garbato intervento ha ricordato la mancata istituzione del DEA nella nostra area ma io ricordo la sua insistenza nel volere l'Ortopedia e l'Otorino nel presidio di Rossano dove abbiamo visto la fine che hanno fatto mentre l'Ostetricia nonostante i disagi nel nosocomio di Corigliano è la terza Ostetricia della Calabria per qualità e quantità di prestazioni.
Il passato deve servire da monito per non commettere errori nel futuro. Intanto votiamo SI e poi cominciamo ad isolare e a rendere inoffensivi coloro che in passato non hanno amato questo territorio.
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+9 #4 Italo 2017-10-12 21:15
Ottima analisi.non so se effettivamente questa fusione si dimostrerà positiva, lo spero cmq. Ma certamente è una speranza in più di questo desolato paese.
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+14 #3 Rossano-Corigliano 2017-10-12 20:49
Signor Viteritti, la devo e la dobbiamo ringraziare noi del Si. Se c'è qualcuno orientato per il No, dopo aver letto i suoi commenti (sempre gli stessi ), cambia casacca e vota per il Si. Nessuno sta promettendo niente con la fusione, se non lavorare insieme per avere più forza e raggiungere obiettivi nuovi, il resto, quello che alcuni di voi raccontate, sono solo favolette alle quali ormai nessuno crede più. È un'opportunità da cogliere, nessuno è assatanato di fusione.Con tutto il rispetto, la saluto, e continui a scrivere, la prego.
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+3 #2 visitor 2017-10-12 19:23
Ci vuole coraggio. Ah se fosse vivo Giacinto Casciaro e come manca a questo dibattito. Caputo, da politico navigato, intorbidisce le acque. Fa finta di non sapere (ma lo sa benissimo) che la provincia Rossano-Ccorigliano NON LA VOLEVA NESSUNO (solo Rossano e neppure Corigliano perché ci si rendeva conto di quanto fosse irrealizzabile) , soprattutto i comuni a sud di Rossano. Tutti i comuni (da Rocca Imperiale a Cariati, tranne Rossano) fecero la delibera di adesione alla provincia della Sibaritide; solo Caputo, ostinatamente, fece in modo che il Comune di Rossano non l'approvò. L'unica cosa seria era, appunto, quella della provincia della SIbaritide e poi gli incontri con Castrovillari furono fatti solo per cercare di non far naufragare l'intero progetto. Ero e sono deciso a votare no: ove mai cambiassi idea sino a domenica 22, basterebbe la ipocrisia contenuta in questo articolo per rimanere convinto nel votare NO. Caputo queste inesattezze storiche può raccontarle solo a quelli che non si ricordano della vicenda….
Sulla storia del DEA stendiamo un velo pietoso: non ci siamo dimenticati degli oscuri incontri fatti a Catanzaro per "fottere" la struttura ospedaliera di Corigliano..
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-25 #1 ANGELO VITERITTI 2017-10-12 18:06
Lo avevo indicato mancante tempo addietro,su questo Blog. Eccolo arrivato. Chissà cos'altro lor signori di Rossano ci hanno riservato prima del voto. Comunque il suo solo un bel sermone sul passato, devo dire con garbo e stile.Nulla di più. Nessuno accenno a ciò che porta di utile ai cittadini se la loro amata fusione si farà.Nulla sulla Centrale Enel, nulla sulla Sanità ormai allo sfascio i cui medici fanno a gara per la fusione.Nulla sul Porto.Nulla sul Tribunale.Nulla sui Trasporti e sulla Ferrovia Jonica. Nulla sulla strada della morte la famosa 106.Solo tanto impegno e tanto amore per una fusione che anzichè unire come al solito divide la Sibaritide. A questo disegno che fa da cavia bisogna rispondere NO GRAZIE. Angelo Viteritti NO FUSIONE W CORIGLIANO W ROSSANO AUTONOMI.
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