In relazione all’ennesimo comunicato stampa emesso dall’Amministrazione Geraci, e dal titolo “Siinardi vs Geraci: caso archiviato”, mi preme puntualizzare quanto segue:
1) Contrariamente a quanto erroneamente affermato in tale comunicato stampa, il Giudice non ha emesso alcuna “sentenza” ma, molto più semplicemente, un decreto. Tale precisazione è, a mio sommesso avviso, quanto mai necessaria tanto più che, evidentemente, a chi ha compilato il comunicato ufficiale del Comune sembrerebbe essere “sfuggita” la differenza esistente tra una “sentenza” ed un ben più modesto decreto di archiviazione.

2) Relativamente alle motivazioni di quest’ultimo, lo stesso Giudice Dott.ssa Reggio, pur ben premettendo come “ancorchè anche le generiche insinuazioni possano avere idoneità diffamatoria (in termini Cassazione Sezione Penale V, n. 4298/15)” ha ritenuto, comunque e nonostante l’esistenza in merito di numerose sentenze emesse in tal senso dal massimo vertice della giurisdizione ordinaria, la Suprema Corte di Cassazione, di non considerare necessario procedere penalmente nei confronti di Giuseppe Geraci. Motivazioni dello stesso Giudice le quali il sottoscritto pur non condividendole, neppure in minima parte, accetta con la massima serenità tanto più che il decreto sindacale con il quale mi vennero revocate le funzioni assessorili è un atto pubblico, tutti possono leggerlo e farsi una precisa idea di quello che c’è scritto e di come venne scritto. A prescindere dall’archiviazione.

3) In relazione alle presunte “valutazioni” le quali sarebbero in fase di incubazione da parte di Giuseppe Geraci e, evidentemente, del suo difensore di fiducia, al fine di ottenere il “giusto risarcimento” (???) mi preme specificare come, allo stato attuale, l’assenza del rilievo penale non riconosciuto dal Giudice preposto a tale fattispecie non impedisce, di certo, al sottoscritto di esperire apposito procedimento civile, ai fini del riconoscimento del necessario risarcimento dei danni subìti e subendi, per la proposizione del quale ho già opportunamente conferito ai miei legali il più ampio mandato.

4) In merito alla posizione del segretario Salvatore Bellucci, così come cristallizzato nel medesimo decreto dal Giudice, “pende altro procedimento” a carico dello stesso.

5) Inoltre, e concludo con tale e doverosa premessa, i legali di mia fiducia ritengono sia tanto necessario e quanto mai opportuno presentare un apposito esposto al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Castrovillari in relazione a determinate fattispecie, accadute a corollario di tale procedimento, che definirei quantomeno “particolari” e per le quali chiederò al Consiglio dell’Ordine di esprimersi nel più breve tempo e con la massima rigidità e severità possibili. Risultanze le quali avrò ben cura di rendere presto note a mezzo stampa.

Così come certificato nello stesso decreto di revoca con il quale venni estromesso dalla Giunta Geraci, e specificatamente nella parte in cui mi è stata contestata la “profonda divergenza sui modi di condurre l’azione amministrativa”, personalmente mi vanto e mi onoro di avere palesemente dimostrato, e fin da subito, tale netta e “profonda divergenza” nei confronti di un governo cittadino, capitanato dal Sindaco Geraci, il quale poi, successivamente, è balzato spesso e volentieri agli “onori delle cronache” degli ultimi anni (e ben dopo la mia estromissione), e solo per volerne citare alcune, per le “peculiari” dichiarazioni del segretario Bellucci sul conto della triade commissariale; per le ben note vicende relative al cimitero comunale; per il sequestro intervenuto su impulso della Procura della Repubblica di Castrovillari presso il settore urbanistica e, da ultimo, per l’insediamento della Commissione d’accesso agli atti amministrativi nominata dal Sig. Prefetto di Cosenza su delega del Ministero dell’Interno al fine di accertare, tra le mura di Palazzo Garopoli, ”la sussistenza di eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa”.

Desidero immensamente ringraziare, inoltre, l’Avvocato Franz Caruso del Foro di Cosenza il quale, pur non avendo curato né la stesura dell’esposto né, tantomeno, l’atto di opposizione all’archiviazione dello stesso, ha comunque seguito con enorme professionalità, impegno e spirito di abnegazione tale procedimento, seppure nella sua fase terminale.

Tanto si doveva,

Dott. Enzo Claudio Gaspare SIINARDI

 

 


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