E’ divertente vedere che in giro ci sia ancora tanta gente capace di pensare che il sindaco di una città sia il suo male assoluto. E lo sia al punto che di fronte a una qualsiasi cattiva azione, o presunta tale, come può essere anche il cattivo funzionamento di un servizio (cose che capitano anche in città modello), la violenza, da parte dei cittadini, possa cambiare tutto. Meno divertente, invece, è il fatto che spesso le stesse persone dimentichino che questo resta un territorio dove i mali assoluti sono altri: l’illegalità diffusa, le troppe tasse (per le quali nessuno invoca la rivolta fiscale), una giustizia delirante

 (che guarda caso nessuno ha il coraggio di denunciare, perché spesso serve alla causa), una burocrazia assassina (vero male di tutti i nostri municipi, diventata casta intoccabile per via di leggi assurde) e soprattutto una classe dirigente mediocre e irresponsabile, se non criminale (di cui fanno parte imprenditori, intellettuali, liberi professionisti e giornalisti), di cui nessuno chiede il linciaggio quando chiude gli occhi di fronte allo sfascio, perché ha bisogno del potere, che se la compra (e compra il suo vile silenzio) con sussidi, favori e prebende d’ogni genere. 
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Commenti   

+60 #1 Patroclo 2017-01-03 19:17
Egr. Direttore, è difficile condividere questo articolo, se non altro per il sottile intendo di sovvertire verità, realtà, politiche arriganti, miope, errate o del tutto assenti!
E poi, come sa bene, in politica, storicamente, esiste il tempo della Propaganda e il tempo della Responsabilità. In questo articolo si è sprofondati in quello della Propaganda (vittimistica)... in realtà, chi ricopre determinate cariche politico-istituzionali, di fronte al proprio fallimento (politico-amministrativo) che si declina giorno per giorno sul territorio (e non solo per il problema dell'acqua sorto già da tempo), dovrebbe avere il responsabile gesto (politico) delle dimissioni e permettere, così, alla Comunità di intraprendere un nuovo corso e percorso politico-amministrativo-democratico. Questa, Egr. Direttore, è civiltà, non violenza come tra le righe afferma lei. La violenza è un'altra cosa... molto brutta, deleteria, deprecabile e sempre da condannare e da isolare. Ma Corigliano non è un paese violento, non lo è mai stato. Anzi è il paese del Cor Bonum! E allora, perché lei parla di violenza??? Perchè parlare di violenza, quando la violenza non c'è, non è una cosa affatto bella nè un atteggiamento costruttivo. Può servire solo come discussione fumosa per sviare l'attenzione della opinione pubblica su altre cose rispetto ai problemi, alle inadempienze, alle ambiguità politiche di chi ha responsabilità di governo.
Cordialmente
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