Con la puntata odierna chiudiamo, almeno per ora, i racconti di ndrangheta che avevano preso il via lo scorso anno. In tutti questi mesi abbiamo cercato di offrire una chiave di lettura, attraverso gli atti del processo Galassia e non solo, di come il fenomeno criminale denominato ndrangheta ha preso piede nella Piana di Sibari. E’ chiaro comunque che dal 1998, data a cui fanno riferimento i verbali del processo Galassia citati nei nostri racconti, tanti altri avvenimenti criminali, purtroppo, si sono verificati qui nella Sibaritide. Ecco perché è nostra intenzione, in un futuro non proprio lontano, andare a proporre nuovi racconti.

Proseguono i racconti di Gianpiero Converso, 45 anni, coriglianese, che è stato uno degli ultimi, in ordine di tempo, collaboratori di giustizia. Converso risponde alle domande del pubblico ministero Vincenzo Luberto.
P. M. Luberto — Lei questa cosa l’ha verificata personalmente?
IMPUTATO Converso — Dottore, ci sono sempre stato nella malavita, ci sono da 30 anni mischiato con questa gente, mica sono... come si dice, l’occhio ce l’ho. P. M. Luberto — Ho capito, e lei...

IMPUTATO Converso — Come glielo devo dire, scusa.

P. M. Luberto — No, Converso lei comunque senza innervosirsi mi deve spiegare che cosa ha visto, cioè che cosa ha visto in riferimento a Perri Natale? Me lo spiega? Me lo dice?

IMPUTATO Converso — Non ho visto niente.

IMPUTATO Converso — Perri Natale non ho visto niente.

P. M. Luberto — Converso sempre la stessa domanda: cioè lei ha saputo da qualcuno che Perri Natale nel millenovecentonovantotto era al tempo stesso capo e contabile?

IMPUTATO Converso — Sì, l’ho saputo da Franco Abruzzese.

P. M. Luberto — L’ha saputo dal qualcuna altro oltre che da Franco Abruzzese?

IMPUTATO Converso — Da Barillari Maurizio.

P. M. Luberto — Fermiamoci un attimo. Franco Abruzzese dove le ha riferito che Perri Natale era capo e contabile?

IMPUTATO Converso — In galera.

P. M. Luberto — In galera. Dove eravate detenuti quando le ha riferito questa cosa?

IMPUTATO Converso — Non mi ricordo, o a Castrovillari o Cosenza, alla media sicurezza a Cosenza.

P. M. Luberto — E che cosa le ha detto? Ci vuole dire propri le parole che le ha riferito Franco Abruzzese?

IMPUTATO Converso — Niente, che Perri era dirigente di Corigliano Calabro.

P. M. Luberto — E le ha spiegato anche come era arrivato...

IMPUTATO Converso — Che dirigeva lui.

P. M. Luberto — Le ha spiegato anche il motivo per cui Perri era il dirigente? Come aveva fatto ad arrivare a questa carica così importante?

IMPUTATO Converso — Perché non c’era nessuno fuori dottore, erano tutti in galera le persone.

P. M. Luberto — Quindi le ha spiegato in questo modo l’ascesa di Perri Natale?

IMPUTATO Converso — Sì.

P. M. Luberto — Senta e Barillari invece, mi dice il nome di battesimo di Barillari, se lo ricorda?

IMPUTATO Converso — Maurizio.

P. M. Luberto — Maurizio. Ora dove le ha riferito che Perri Natale era capo e contabile? Dove glielo ha riferito?

IMPUTATO Converso — A me mi ha riferito che lui era dirigente, però come contabile poi è rientrato il Barillari Maurizio.

P. M. Luberto — Sì, ma io le chiesto una cosa diversa, le ho chiesto dove glielo ha riferito e quando.

IMPUTATO Converso — Non mi ricordo la data dottore.

P. M. Luberto — Ma eravate liberi?

IMPUTATO Converso — La data esatta... Sì, sì ero fuori.

P. M. Luberto — Era fuori. Ricorda la ragione per la quale Barillari le ha fatto questa confidenza?

IMPUTATO Converso — Perché mi ha fatto questa confidenza? Perché avevamo un tipo di rapporto, come si dice, ci stimavamo tanto all’epoca.

P. M. Luberto — Senta, cerchiamo di continuare questo racconto su ciò che lei ha fatto, perché lei dice: nel millenovecentonovantotto esco dal carcere di Verona, vengo... vado ad abitare con mio fratello Espedito, rimango a Corigliano Calabro quattro mesi. Quindi dopo questi 4 mesi in cui lei è rimasto a Corigliano Calabro, dove è andato, che cosa ha fatto? Se lo ricorda?

IMPUTATO Converso — Sono andato di nuovo a Verona.

P. M. Luberto — E’ andato di nuovo a Verona. Ricorda quando è tornato?

IMPUTATO Converso — Verona, Germania. Sono stato in giro un po’ dottore.

P. M. Luberto — E’ stato in giro. In questo periodo lei ha tenuto i rapporti con il clan coriglianese? Con il locale mafioso di Corigliano Calabro?

IMPUTATO Converso — No, in quel periodo no. Perché con il Perri non siamo andati mai d’accordo.

P. M. Luberto — Ho capito, quanto tempo è rimasto in giro come dice lei fra la Germania e Verona? IMPUTATO Converso — 2000, 2001 non ricordo bene dottore, però questo dovrebbe essere.

P. M. Luberto — Quindi quando fa ritorno a Corigliano Calabro?

IMPUTATO Converso — Nel 2003.

P. M. Luberto — E nel 2003 inizia a contattare nuovamente gli esponenti del clan coriglianese?

IMPUTATO Converso — Sì ho contattato Semeraro Giorgio.

P. M. Luberto – Lei quando ha conosciuto Semeraro Giorgio?

IMPUTATO Converso – Venticinque anni fa.

P. M. Luberto – Quando Semeraro Giorgio è stato affiliato se lo sa?

IMPUTATO Converso – Credo il 2003.

P. M. Luberto – Quindi è stato affiliato proprio quando lei tornava a Corigliano?

IMPUTATO Converso – Si.

P. M. Luberto – Mi dice da che cosa e quindi da chi o da che cos’altro ha inteso, ha capito che Semeraro Giorgio è stato affiliato?

IMPUTATO Converso – Lo sapevano tutti che lui era il dirigente a Corigliano.

P. M. Luberto – Lei dice che lo sapevano tutti, mi dice da chi comunque ha appreso che Semeraro aveva assunto l’incarico di dirigente?

IMPUTATO Converso – Da Barillari, da Ginese Massimo.

P. M. Luberto – Ma lei ha mai parlato di questo incarico con lo stesso Semeraro Giorgio?

IMPUTATO Converso - Si.

P. M. Luberto – Ha potuto constatare direttamente il fatto che Semeraro Giorgio avesse assunto l’incarico di dirigente?

IMPUTATO Converso – Si me l’ha confermato lui stesso.

P. M. Luberto – Ma lei ha mai ricevuto ordini, mandati a delinquere, ordini per fare qualcosa da parte di Semeraro Giorgio?

IMPUTATO Converso – Si.

P. M. Luberto – Mi dice che cosa ha fatto su ordine di Semeraro Giorgio?

IMPUTATO Converso – Mettiamo uno dei casi: in settembre dell’anno scorso ci trovavamo in piazza del Popolo ad un ristorante è sono arrivati due di Cirò. Il Semeraro ha parlato con queste due persone qua e poi lui mi ha detto: “vai da Alessio Cosimo che ti consegna due Khalsnikov.” E io li portati giù a Fabrizio.

Proseguono i racconti di Gianpiero Converso, 45 anni, coriglianese, che è stato uno degli ultimi, in ordine di tempo, collaboratori di giustizia. Converso risponde alle domande del pubblico ministero Vincenzo Luberto. P. M. Luberto — Questa vicenda dei soldi di Perri chi gliel’ha raccontata? IMPUTATO Converso — “’A Ciaola”.

Proseguono i racconti di Gianpiero Converso, 45 anni, coriglianese, che è stato uno degli ultimi, in ordine di tempo, collaboratori di giustizia. Converso risponde alle domande del pubblico ministero Vincenzo Luberto. P. M. Luberto — Chi gliele ha riferite queste cose allora? IMPUTATO Converso — Franco Abruzzese in galera.

Proseguono i racconti di Gianpiero Converso, 45 anni, coriglianese, che è uno degli ultimi, in ordine di tempo, collaboratori di giustizia. Converso risponde alle domande del pubblico ministero Vincenzo Luberto. P.M. Luberto — Mi dice per quale reato è stato arrestato? IMPUTATO Converso — Per lo spaccio di cocaina che avevo messo in giro. Ci sono stati due anni di intercettazioni della Squadra Mobile di Verona e quindi ci hanno arrestati, in trentacinque, a me e gente di Isola Capo Rizzuto. C’è stato un blitz per questo fatto di droga.

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