Nulla di penalmente rilevante, forse. L’aspetto fenomenologico, però, certamente non può essere sottaciuto. Già, perché a Corigliano Calabro da qualche tempo pare si sia scatenata una moda. Che avrebbe creato un vero e proprio “giro” di donne locali, perlopiù signore, spesso sposate e con prole, che concupirebbero numerosi ragazzi migranti d’origine africana

da qualche anno stanziali in paese in qualità di rifugiati politici, alloggiati in varie strutture disseminate sul territorio ed il giorno errabondi per le vie del paese. Con promesse, evidentemente mantenute LEGGI ARTICOLO COMPLETO


Commenti   

+4 #6 Palladio 2018-02-06 00:05
Citazione Kunda:
Io essere povero negro..... Non ho avuto nulla dalla vita. Non ho un lavoro, non ho una casa, non ho da mangiare..... Lasciatemi almeno questo!!!!!!
A volte., è me ne scuso, il senso di esserci è più deprecabile di esprimersi.


Ricordo con piacere il simpaticissimo Dado che
In una sua esibizione canticchio testuale frase:
"Canta Kunda Kinde quanto a M...kia kunta tanto".
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-4 #5 Kunda 2018-02-05 16:45
Io essere povero negro..... Non ho avuto nulla dalla vita. Non ho un lavoro, non ho una casa, non ho da mangiare..... Lasciatemi almeno questo!!!!!!
A volte., è me ne scuso, il senso di esserci è più deprecabile di esprimersi.
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+9 #4 Palladio 2018-02-05 16:35
Stormi di uccelli neri volano verso esuli pensieri.
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+26 #3 Aquilone 2018-02-05 14:30
Caro Buonofiglio, questo articolo gronda di ipocrisia e perbenismo. E forse di Invidia…
Questo non è altro che il rovescio della medaglia di ciò che successe a partire da circa una ventina d’anni fa, quando ci fu l’invasione, molto gradita dagli uomini locali, un po’ meno dalla controparte femminile, delle “craine” cioè di tutte le donne giovani e meno giovani, belle e meno belle, che cominciarono a farsi notare, e a sedurre gli uomini sibariti, che fino ad allora avevano sempre e solo fatto i conti con le scontate, ma parecchio pretenziose “fimmin “ locali.
Ora a vent’anni da quella “bionda” invasione, la nera invasione di migranti economici (che sono tutto fuorchè profughi e sofferenti la fame) dà una ventata di esotismo, che la maggior parte delle donne nostrane non avevano mai conosciuto. L’africano per alcune donne è il massimo, sotto tutti i punti di vista. Vedendo poi la deriva culturale delle nostre nuove generazioni, che scimmiottano tutte le mode e tendenze più cretine degli afroamericani, per dirne qualcuna: il cappuccio della felpa indossato anche di giorno, il berretto girato al contrario con la visiera dove non serve, la biancheria intima che fuoriesce dai pantaloni, la musica hip hop ecc. Sembrano la bella copia dei nostri giovani, gli originali Thugs dei nostrani insomma, che ne sono la copia tarocca, sbiadita. E poi c’è il motivo che tutti conosciamo bene e che forse è stato mitizzato forse eccessivamente, andando a guardare la mappa mondiale paese per paese, ci accorgiamo che i subsahariani sono si mediamente i più virtuosi, ma non il doppio dei nostri che anzi a livello mondiale si piazzano dignitosamente, guardando anche come stanno messi cinesi e indiani. E poi perché solo le ricche devono avere il privilegio di conoscere questi aitanti giovanotti color ebano andando in Jamaica, Santo Domingo , Kenia, Capo Verde ecc? Cosi ora anche le più modeste possono provare l’ebbrezza di essere possedute da un nubiano andando semplicemente a Boscarello, Fabrizio o Piano Caruso.
Il punto è: non solo vogliose signore, ma anche ragazzette alle prime armi, magari di estrazione più modesta, hanno riscoperto una imprevisto slancio altruista verso questi ragazzi bisognosi , che qui vengono, lasciando i loro affetti… “poverini sono così buoni e gentili, è la frase che spesso si sente dire da queste ragazzette, che nel mio quartiere, ma anche in altri, hanno preso a frequentare questi esotici giovanotti, spesso all’insaputa dei loro genitori, che in più di un’occasione hanno manifestato tutto il loro disappunto, anche con le maniere più decise… Andrà come è già andata da chi ci ha preceduto in Usa o GB, per alcune sarà solo un diversivo, per altre si tratterà di relazioni più o meno stabili, con i primi frutti misti, da queste unioni, che cominceranno a vedersi.
Tornando all’articolo, questa non è prostituzione, o almeno le connotazioni della prostituzione maschile sono ben diverse da quella femminile, si sa, anche per un fatto meramente fisiologico.
Da te che sei di sinistra, e giornalista di inchiesta, mi sarei aspettato un articolo a carattere meno pruriginoso ma che approfondisse di più lo sfruttamento e la prostituzione, quella vera. Davvero non ti sei mai accorto dei giovani africani, maschi, che fanno mostra di se in alcuni tratti di strada andando verso Cassano? Oltre alle donne di colore e non.
Once you go black yo never co black (Una volta provato il nero non si torna più indietro) dicono gli afro-americani auto pubblicizzandosi, con la sobrietà che li contraddistingue.
Non un articolo superficiale e imperniato su quella che sembra invidia, su comportamenti che a noi poco riguardano. Piuttosto molto più ci affligge il pensiero delle decine di migliaia di nostri conterranei che se ne devono scappare da questo paese, sostituiti in blocco da orde di giovani subsahariani che nulla sanno di noi, in quello che, è chiaro a tutti, essere un vero piano di sostituzione, con ricadute pesanti anche a livello sociale visto che non si tratta di mariti con mogli e figli al seguito, ma al 90% di uomini di giovane età, rispetto ad una popolazione non pronta o disposta ad accoglierli.
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0 #2 alessandro caputi 2018-02-05 13:36
Beh, e cosa c' è di così strano ? Gli uomini lo fanno da sempre ! Cambia solo il colore della pelle del concupito
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-2 #1 Liana 2018-02-05 12:53
Noto con rammarico che la testata del dott. Buonofiglio, pur di dare area alla bocca, continua a denigrare CORIGLIANO E I SUOI RISPETTABILI CITTADINI. Infatti in questo articolo vengono offese tutte le donne e gli uomini di Corigliano.... perchè come al solito si fa di tutta l'erba un fascio.
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