Si è conclusa ieri, domenica 18 febbraio, nella chiesa di S. Telesforo in Thurio, la Missione popolare che ha visto le contrade di Thurio e Apollinare impegnate nello svolgimento di un evento importante dal profondo significato spirituale.In una Chiesa gremita, alla presenza del Vescovo, Mons. Giuseppe Satriano che ha officiato la Ss. Messa, insieme al parroco titolare Don Cosimo Galizia, 

sono stati ripercorsi i passaggi salienti della settimana missionaria, iniziata domenica scorsa.Mons. Satriano ha ribadito il concetto di missione, spiegando all’attenta folla di fedeli presenti che “La missione è un modo semplice di predicare il Vangelo di Gesù Cristo alla gente ed è la realizzazione della chiamata di Cristo che diceva: Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato”.Scopo della missione popolare è la conversione dei peccatori, la conversione del cuore, un ritorno alla verità e all’amicizia con Dio per coloro che hanno perso la fede e la grazia a causa di fattori esterni.Su questo principio si è basato il percorso dei missionari che durante la settimana hanno percorso in lungo e largo le vie delle nostre comunità. Suore, sacerdoti, laici si sono presentati nelle case dei cittadini, invitando a “spalancare la porta” alla parola del Signore.E la risposta della comunità non si è fatta attendere, accogliendo la venuta dei missionari nel miglior modo possibile. Tanta la collaborazione data al parroco per rendere il percorso “meno accidentato” e numerose le mani che si sono tese per far sì che tutto andasse per il verso giusto.Segno che la comunità ha compreso l’importanza del momento e l’importanza, soprattutto, di “fare comunità” nel vero senso della parola, stando vicino al proprio parroco con sostegno tangibile, pratico – ha commentato Don Cosimo con soddisfazione.Soddisfatti e lieti si sono mostrati anche i missionari coinvolti in questa bellissima esperienza. Suor Gabriella, chiamata dal Vescovo a dare un parere in merito, ha detto commossa di essersi trovata benissimo nella nostra comunità, di aver trovato sempre “la porta non aperta, ma spalancata alla parola del Signore”! Ha aggiunto che questo percorso deve essere un trampolino di lancio verso nuovi orizzonti, non solo per la comunità, ma anche per tutti quelli che la missione l’hanno vissuta, in un modo o in un altro. Suor Gabriella ha ringraziato tutti, con un cenno particolare a chi, tra mille peripezie li ha accompagnati materialmente nelle visite e soprattutto verso chi si è preso cura delle suore, ospitandole e trattandole come “fossero figlie proprie” durante l’intera settimana.Durante l’omelia Mons. Satriano ha ripreso il discorso di suor Gabriella, ponendo l’accento ancora l’accento sul significato profondo dell’evangelizzazione, auspicando la formazione di nuovi missionari anche presso la comunità ospitante.Tanti i momenti di preghiera durante la settimana, con lodi mattutine, messe, incontri di preghiera e azioni importanti che agli occhi dei più possono sembrare non attinenti alla missione. Prima fra tutte l’incontro con le donne costrette a prostituirsi sulle strade della nostra contrada.Lo stesso parroco si è recato personalmente, insieme con i missionari, e ha distribuito un sacchetto contenente un panino, acqua e frutta insieme ad un’immagine del crocifisso che le donne hanno accettato con evidente commozione. Un segno forte che rimanda ad un importante messaggio del Vangelo – ha evidenziato Don Cosimo – Il Signore non giudica nessuno e tutti e tutte sono figlie sue.Come ha ricordato durante la via Crucis di venerdì, che si è svolta in tarda serata tra i vicoli della comunità di Apollinara, “La Chiesa perdona, ama, è aperta, accoglie tutti, anche nella fragilità di chi commette peccato e chiede perdono – ha detto – lo stesso prete commette errori perché è uomo come gli altri, quindi soggetto a peccato ma come missionario di Dio sono al servizio di questa comunità, al servizio di Dio. La missione è stata un’esperienza grandiosa, la risposta alla chiamata di Dio. L’unica cosa che raccomando a tutti i miei parrocchiani è di non smarrire il senso della stessa, rimanendo uniti tra noi, pregando insieme, per i ragazzi, i sofferenti, le famiglie. Soprattutto i giovani devono riavvicinarsi alla Fede come unico dono vero, lasciando da parte la gioia effimera di una sigaretta, dell’alcool o peggio ancora, della droga, vera piaga del mondo”.Al termine della celebrazione di ieri, Mons. Satriano, don Cosimo e tutti i missionari hanno ringraziato di cuore l’intera comunità, sperando di replicare ancora esperienze come queste, che lasciano un segno profondo in ciascuno di noi.La comunità, da parte sua, ringrazia pubblicamente il suo parroco per tutto il lavoro svolto in questa settimana e non solo. Lo si ringrazia per l’intero percorso di questi sette anni, un cammino impegnativo, tante volte faticoso, contornato da qualche arrabbiatura e incomprensione, mitigate però dal desiderio di contribuire al bene di tutti e alla diffusione del Vangelo. Un cammino, che al di là di tutto, ci ha visto camminare insieme, ci ha avvicinato, legato e unito.

MARIA LA GROTTA
 

 


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